Enrico Pace, un meridionale atipico alla direzione del Nuovo Corriere di Lucca: "Affascinato e conquistato da questa città, cerchiamo di fare un giornale che ascolti e lasci parlare chi non ha mai avuto la possibilità di farlo"
20/04/2010 01:06
Conoscendolo non diresti mai che è originario di Taranto, meridionale anzi, pugliese perché ancora, paradossalmente, più orgoglioso di essere meridionale e, allo stesso tempo, cosmopolta di tutti gli altri meridionali d'Italia. Piovuto in Toscana dietro al padre per ragioni di lavoro, una sorella, Paola, che lavora al teatro della Pergola a Firenze e un fratello, Gianbattista che fa il fotografo a Vienna, Enrico Pace (nella foto con Andrea Bertucci di Castelnuovo Garfagnana) è il caposervizio del Nuovo Corriere di Lucca, l'ultimo dei quotidiani sbarcati in terra di Lucchesia alla ricerca di uno spazio e di un posto al sole che, in precedenza, altri hanno cercato e tentato fallendo più o meno miseramente. A capo di una redazione giovane, dove tutti fanno tutto, ha le idee chiare su cosa serve per crescere quel tanto che basta per farsi conoscere e, poi, acquistare. In un mondo, quello della carta stampata lucchese, dove il segno negativo è la regola, seppure con numeri decisamente pionieristici e non certo da urlo, il Nuovo Corriere di Lucca è, al momento, l'unica testata con segno positivo sul fronte delle vendite rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. Lui, Pace, è fedele al proprio nome: apparentemente tranquillo, diplomatico quanto basta, mai o quasi mai sopra le righe, riservato e, per questa ragione, decisamente atipico come meridionale, è rimasto affascinato e conquistato dai modi lucchesi nei quali si è subito trovato a proprio agio.
Con due quotidiani già ben inseriti e insediati nella realtà lucchese, c'era proprio bisogno di una terza testata?
"Penso di sì e credo che, nel nostro piccolo e con la nostra voglia di fare abbiamo scardinato la formazione paludata dei quotidiani storici. Possiamo anche dire di aver sparigliato le carte che, ormai, erano già state distribuite da tempo".
C'è, quindi, uno spazio nel quale attestarsi e cercare di consolidare la vostra presenza?
"A mio avviso non bastava più il riferimento politico-sociale delle due testate. Noi volevamo e vogliamo fare un giornale slegato dalle realtà locali consolidate, e questo facendo parlare chi voce ha sempre avuto difficoltà a manifestare. Pensiamo che sia ora di far parlare la gente, di ascoltarla soprattutto e questo è il vero compito di unquotidiano locale. Oltre, ovviamente, a fornire quante più notizie possibili".
Un meridionale a Lucca sa tanto di un americano a Roma.
"Io sono e mi sento, paradossalmente, più lucchese dei lucchesi. A parte le battute, io sono un meridionale un po' atipico, nel senso che sono una persona che ama la riservatezza e la discrezione, che non ostenta alcunché, tantomeno le proprie sensazioni. Sono un po' orso, un po' chiuso e che ama rapporti limitati che rispettino le individualità reciproche".
Il Nuovo Corriere è un giornale che concede molto spazio alla Lucchese.
"Se si pensa che siamo nati nell'anno dei play-off con la Triestina, una partita straordinaria che, se vinta, avrebbe cambiato la storia degli ultimi nove anni del calcio rossonero, allora si comprende perché siamo così attenti alle sorti di questa squadra".
Secondo promozione in due anni e, la prossima stagione, tutti in Prima Divisione.
"A questo punto direi proprio di sì. Noi continueremo, ovviamente, a seguire la Lucchese, in casa e in trasferta, anche l'anno venturo, con inviati e fotografi sui campi di tutta la penisola. Esattamente come stiamo facendo negli ultimi tempi. La Lucchese di Giuliani e Valentini, di Giovannini e Favarin è non soltanto un'avventura a carattere sportivo, ma qualcosa di più, un simbolo per tutta la città. Da qui la scelta di aumentare progressivamente impegno e collaboratori".
State preparando qualcosa per celebrare la promozione?
"Sì, ma è meglio non parlane ancora".
State affermandovi anche come testata che dedica l'attenzione non solo al calcio.
"Questo è un aspetto che, effettivamente, curiamo molto. Abbiamo avviato un'iniziativa denominata Il Nuovo Sport, un inserto a colori di otto pagine che esce tutti i martedì e che è dedicato agli sport ingiustamente considerati minori. Vogliamo far sentire la nostra vicinanza anche a chi è impegnato in discipline che non siano solo il calcio".