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La caduta degli dei: ecco le accuse a Hadj e ai suoi collaboratori e il contenuto, pressoché integrale, della conferenza stampa tenuta dalla Guardia di Finanza sul fallimento della Lucchese Libertas 1905

11/03/2010 15:32

Pescato come Mussolini in fuga coi tedeschi lungo le strade della Valtellina. Travestito il duce da soldato della Wermacht, mascherato Fouzi Hadj, ex presidente della Lucchese Libertas 1905, da tecnico riparatore della caldaia della propria piscina all'interno della villa sul mare a Pieve Ligure. Unica differenza e non da poco, la destinazione: per Mussolini Giulino di Mezzegra e la fucilazione, per Fouzi Hadj prima gli arresti domiciliari, poi, visto il suo barricarsi in casa, il carcere di Marassi a Genova.  Davanti agli agenti delle Fiamme Gialle che lo avevano scovato, ha farfugliato qualche frase cercando di accreditare la tesi dell'operaio al lavoro, barba lunghissima e bianca, ma nessuno gli ha creduto. Così, accompagnato da un ordine di custodia cautelare in carcere, è stato prelevato e trasferito in prigione. Le accuse sono di bancarotta fraudolenta, documentale e preferenziale oltre a una serie di reati minori comunque attinenti la legislazione fallimentare. Secondo gli investigatori, egli sapeva non solo delle condizioni gravissime in cui si trovava il paziente Lucchese, ma ha fatto di tutto per aggravarne lo stato di salute e nulla per salvarla.


Un epilogo annunciato da tempo e che ieri mattina ha trovato conferma nella onferenza stampa indetta dal comando provinciale della Guardia di Finanza. Fouzi Hadj era stato colpito da un provvedimento restrittivo della libertà personale e assegnato agli arresti domiciliari. Barricandosi in casa per dodici ore, però, ha compromesso la misura soft facendo sì che il Gip Dal Torrione ne emettesse una più drastica, ossia un ordine di custodia cautelare in carcere con tanto di prelevamento coatto. Altre sette persone, l'ex direttore generale e amministratore unico Massimo Kutufà, gli ex consiglieri di amminitrazione Silvio Giusti e Giovanni Torre, la moglie del presidente Alicia Pilitenko e i tre componenti il collegio sindacale Andrea Papini, Gianluca Musetti e Giuseppe Altadonna, sono stati indagati per concorso nei reati ascritti a ouzi Hadj oltreché per false comunicazioni sociali. Si è conclusa, così, la fase delle indagini preliminari alla quale seguiranno, ora, le eventuali richieste di rinvio a giudizio del sostituto procuratore della Repubblica titolare dell'inchiesta Paolo Capizzoto.


"Abbiamo intrapreso un'attività di polizia giudiziaria - ha esordito uno degli investigatori ieri nel corso della conferenza stampa - sfruttando le nostre facoltà e le nostre esperienze tributarie e rilevando, quindi, alcune incongruenze nel bilancio 2008 che prendeva in considerazione il periodo luglio 2006-giugno 2007. Discordanza, in particolare, sulla perdita poiché si erano succeduti due collegi sindacali diversi che ponevano in evidenza una perdita d'esercizio differente di circa 2 milioni di euro. Ovviamente tutto ciò comportava inadempienze da parte del cda legate a una ricostiutuzione del capitale sociale e ad altre incombenze. Questo l'incipit dell'indagine. Da qui la cosapevolezza che, dovendo ricostituire il capitale sociale, si doveva provvedere a dei versamenti di denaro che non sono stati fatti".
"Barricandosi in casa dopo l'emissione di un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari - ha continuato l'ufficiale - è stato un boomerang che lo ha condotto in carcere. Infatti il signor Hadj ha cercato di sottrarsi al contatto per la notifica del provvedimenti, restando chiuso in casa dalle 7. Gli investigatori hanno ritrnuto potesse esserci un tentativo di fuga cosicché il Gip Dal Torrione ha emesso un ordine di custodia cautelare in carcere. I reati contestati sono di tipo fallimentare e societario e contenuti nella legge del 1942 che disciplina i reati fallimentari, bancarotta fraudolenta, documentale e per distrazione aggravata dalla consapevolezza del disagio finanziario della società e per averla trascinataalla deriva senza fare qualcosa per salvarla. Sono state rilevate irregolarità contabili praticate per nascondere stuazioni e evitare il fallimento. Le notifiche sono state consegnate a Pisa, Lucca, Carrara, Viareggio e Genova. Coinvolti i sindaci e i componenti del cda dell'ultimo anno di vita della società. Cosa importante è stato il riconoscimento delle responsabilità penali anche per la Lucchese in quanto provvista di personalità giuridica per il reato di false comunicazioni sociali". Gli investigatori hanno messo in evidenza anche le irregolarità nella ricostruzione del capitale sociale e nella distrazione ed utilizzo per uso personale di denaro societario. Anche la moglie è stata utilizzata per distrarre del denaro. "Abbiamo affrontato la ricostruzione del capitale sociale e la distrazione del denaro con certosina pazienza - va avanti la Finanza - Era necessario ricapitalizzare per poter dimostrare di poter finanziare la perdita e portare avanti la società. La copertura era già stata sotoscritta, ma l'apporto di capitale non era mai stato conferito dal socio di maggioranza Brisk's Business e così nel tempo la situazione si è aggravata. Fouzi Hadi ha cercato di poter ricostituire il capitale attraverso un assegno bancario di 500 mila euro scoperto e poi distrutto da Hadj, passato in contabilità ma mai monetizzato. I soldi non sono mai stati conferiti per coprire le perdite. Inoltre, analizzando i documenti societari, abbiamo trovato collegamenti con la Svizzera per un bonifico di 500 mila euro a garanzia. Ebbene, abbiamo verificato che si trattava di un falso. 155 mila euro sono stati prelevati dalle casse societarie per ripianare debigi bancari personali e per la ristrutturazione di un'attività commerciale riconducibile a Genova, a Quinto, il famoso bar del presidente".


E' stata anche rilevata la distrazione di 230 mila euro con prelevamenti di cassa generici. In più la distrazione e appropriazione di 300 mila euro derivanti dalla cessione del calciatore Di Gennaro al Gallipoli mai entrati nelle casse societarie né dichiarati in contabilità. Né Di Gennaro né il Gallipoli sapevano alcunché e sono totalmente estranei". L'ultimo aspetto, oltre alla bancarotta fraudolenta e documentale, è che esiste anche quella di tipo preferenziale perché sono stati effettuati pagamenti a fornitori o dipendenti arrecando danno alla restante massa creditizia successiva al fallimento. "Avremmo dovuto eseguire gli arresti domiciliari - hanno concluso gli investigatori - una misura restrittiva con un impatto minore, ma i militari che erano presso l'abitazione hanno continuato a non avere una risposta". Il colonnello Di Terlizzi ha contattato Fouzi Hadj sul cellulare, lui gli ha risposto dicendo che era stanco, che era a letto e che si trovava all'estero. La sua resistenza ha comportato una trattativa di un paio d'ore. Facendo nascere il sospetto che volesse tentare la fuga ha aggravato la sua posizione. Forse Hadj è stato, probabilmente, consigliato male o troppo tardi, c'è stato un colloquio animato con il comandante della Guardia di Finanza, ma solo in serata la situazione si è sbloccata.

Aldo Grandi

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