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Cari tifosi, fateci perdere una scommessa: a Bassano andate in oltre duecento
16/03/2010 07:55
Cari tifosi, lo confessiamo: siamo caduti vittime del
gioco e delle scommesse. E chiediamo il vostro aiuto. Per carità,
chiariamo subito qualora ci fosse qualche magistrato o qualche
rappresentante delle forze dell'ordine impegnato nella lettura: niente
azzardo, niente soldi, niente di niente. Le cronache di questi giorni
ne parlano e ne straparlano e a noi, francamente, il tutto non ci
appassiona.
Ci fa solo tristezza, perché ci ricorda un momento in cui
non ci vergogniamo a dirlo, ci sono scese parecchie lacrime per come si
stava ultimando la sorte di una società ultracentenaria. E perché
dietro quelle situazioni ci sono sofferenze e problemi e persone.
Storie, almeno per quello che riguarda l'aspetto sportivo, in qualche
modo fortunatamente passate. Ora rimane solo la cronaca
giudiziaria, che ci dice davvero poco. Almeno a noi, perché il gusto
della vendetta non ci è mai appartenuto. Resta la ricerca della verità,
che sarà
quella giudiziaria e come tale non sara mai del tutto aderente alla
realtà.
Dicevamo della scommessa, del gusto, bagnato di scaramanzia, di provare
a sfidare la sorte, naturalmente giocando contro il cuore. Per
scaramanzia, appunto. Veniamo al dunque: tra poco meno di quattordici
giorni la Lucchese sarà impegnata a Bassano. Trasferta tutto meno che
agevole. Trasferta contro una squadra reduce da quattro vittorie, di
cui tre fuori casa, nelle ultime cinque partite. Trasferta contro la
squadra che l'estate scorsa godeva dei favori del pronostico e che si è
letteralmente persa anche quest'anno in mezzo a cambi di allenatori, acquisti e cessioni
illustri a ripetizione. Ma che ha comunque un potenziale davvero di
gran livello.
Domenica scorsa, a Colle Val d'Elsa, i tifosi
rossoneri hanno dato l'ennesima dimostrazione di affetto verso questa
squadra: oltre quattrocento sportivi sulle gradinate del "Manni" che
hanno urlato sino alla fine, con qualche pausa, presi probabilmente
anch'essi dalla paura della beffa, nella fase centrale del secondo
tempo. Quattrocento tifosi per dire: noi ci siamo, come hanno scritto
in settimana su di uno striscione: uniti resisteremo, divisi cadremo.
Davvero un'altra esaltante pagina nell'album di famiglia del tifo
rossonero. Un pagina che si arricchisce anche di una cartolina bella quanto
simpatica: Gabriele Giuliani che fa la ola in mezzo ai tifosi e si
esibisce in una sciarpata con il sorriso dipinto sul volto. Davvero
bello: il calcio è passione e gioia prima di tutto.
Ma veniamo al dunque: a
botta calda, presi da un pessimismo che a volte ci attanaglia, ma
soprattutto dalla scaramanzia, abbiamo ipotizzato non più di duecento
supporter della Pantera in quel di Bassano. Scommessa lanciata e
raccolta da un supertifoso. Niente in palio, solo la soddisfazione di
aver vinto e azzeccato la scommessa.
Il
problema è che, ma non
si dica a voce alta, anche chi ha puntato sulla cifra di non più di
duecento tifosi al seguito spera di perdere. Scommessa a perdere,
insomma. Un caso cronico. Lo diciamo a voi perché siete senz'altro
persone riservate. E allora, senza che si sappia troppo in giro, ecco
alcuni buoni motivi per venire a Bassano: si mangia bene, la città è
carina, la storia della nostra Italia passa anche da questa landa
veneta famosa per essere la patria degli alpini, la distanza è tutto
sommato relativa - mappa di Google alla mano - è di soli 343 chilometri
percorribili in 3 ore e 38 minuti, un tempo che, si sa, è calibrato al
ribasso anche per chi non è uso premere sul pedale dell'acceleratore.
Ma, soprattutto, il 28 marzo si giocherà un'altra fetta importante di
promozione.
Ecco, cari tifosi, voi che la seguite da sempre
non potete
mancare. Stare ora vicini in gran numero alla squadra è la risposta di
un pubblico che ha raggiunto la maturità dopo essere ripartito fra
tanti inciampi. Riuscire ora a dare anche dalle tribune qualcosa in
più, in qualità e quantità, sarebbe mettere un altro tassello verso la
promozione. Ne siamo certi. E allora su, per favore, fateci perdere
questa scommessa. Anzi,
scommettiamo che ci fate perdere la scommessa. Sperando stavolta di
vincerla.
Fabrizio Vincenti