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Giovannini torna a vedere il sereno: "Gara affrontata nel modo giusto. Un plauso al mister, ai giocatori e all'incredibile nostro pubblico. Non siamo stati brillanti per 90'? Chi viene da una febbre alta non può uscire subito di casa..."
16/03/2010 11:50
E' stata una settimana, quella appena passata, non facile per tutto l'ambiente rossonero. Per Paolo Giovannini, perfezionista nato, lo è stata ancora di più. E in questi casi, gioco forza, si devono moltiplicare le energie, spendersi per ricucire, per motivare, per far rialzare la testa a un gruppo che sembrava davvero aver smarrito la diritta via. Il lavoro doveva partire prima di tutto dalla testa, per far ritornare un po' di sereno.
"E' andata bene. Ci sentiamo tutti un po' meglio, tutti un po' più sereni. Ora non si deve fare l'errore di ritenere, io per primo, che il campionato sia in dirittura di arrivo".
Il presidente Giuliani ha visto tre Lucchese nel corso della solita gara: paurosa nel primo tempo, arrembante per una fase del secondo, sofferente alla fine. E' un'analisi condivisibile?
"Credo che quando si è malati e si ha la febbre a 40° non si può pensare di poter uscire subito fuori di casa. Sempre per buttarla in metafora, parlerei di una coperta: se si tira da una parte, non si può averla dall'altra. Cercare a oltranza il gol con un atteggiamento sfrontato in momento così poteva essere pericoloso. L'impatto iniziale dunque non è stato dei migliori, ma non poteva essere diversamente".
Mister Favarin sostiene che questa squadra devo comunque giocare in modo: ovvero per vincere.
"In un campionato ci sono quattro stagioni, con tutto quello che ne consegue: importante è capire cosa fare nei momenti no. Certo, la spregiudicatezza di questa squadra è la sua fortuna, la sua forza. Fatica se deve essere piatta o speculativa".
Squadra comunque molto più compatta rispetto alle ultime prestazioni.
"Sì, ho visto una squadra meno in sofferenza, soprattutto a centrocampo dove grazie ai rientri degli esterni gli altri giocatori sono rimasti più lucidi e Chadi ha potuto collocarsi in una posizione migliore. Basta pensare che stavolta nessuno ha accusato crampi a fine gara. Mister Favarin credo che abbia preparato in modo perfetto la gara. A me è piaciuto tutto: la preparazione settimanale, lo spogliatoio, la gara. Ovvio, in attesa di tempi migliori".
Era una gara delicata, anche questo non va scordato.
"La paragono un po' a quella di Pontedera dello scorso campionato: una sorta di bivio. Anche se è vero che, visti i risultati, saremmo restati in testa anche fosse finita diversamente".
Cinque punti sulla seconda: il vantaggio torna a farsi più consistente.
"Non cambia niente. Abbiamo deciso di non pensare ai risultati degli altri e a concentrarci solo su noi stessi, prendendo in esame partita per partita".
La prossima, contro il Bassano, sarà un test tutto meno che semplice: i veneti stanno recuperando posizioni su posizioni.
"Che dire? Speriamo che la sosta stavolta penalizzi un po' loro. Di certo andremo a trovare una squadra che è nel suo momento migliore. Abbiamo quindici giorni di tempo per prepare molto bene questo match".
Due parole su Scandurra. Anche domenica, tanto per cambiare, decisivo.
"Nei momenti difficili c'è sempre. E' un ragazzo umile, che ha valori importanti, che sa coinvolgere i compagni, che riesce a farsi scivolare addosso le critiche".
Anche Potenza ha dato segnali di ripresa.
"Sicuramente, e come tutti avranno notato non c'è niente di vero in chi dice che lo spogliatoio è spaccato: Potenza è stato sempre servito dai compagni e ha svolto un ottimo lavoro. E' un giocatore importante per noi, anche domenica l'ha dimostrato. A questo proposito un plauso speciale va anche ai tifosi, che sapendo del momento di difficoltà di Francesco l'hanno incitato costantemente. Sono stati incredibili per l'affetto che hanno dimostrato verso di lui e verso tutta la squadra".
Fabrizio Vincenti