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Venturelli vicino al rientro in gruppo: "Spero di farcela a breve e poter dare il mio contributo per la volata finale. La vittoria con la Colligiana? L'ho detto ai miei compagni: vale un campionato"

17/03/2010 15:03

Ha un conto aperto dal 22 novembre scorso, quando a Prato disputò l'ultima gara in rossonero. Poi, da allora, solo guai fisici per Emanuele Venturelli (nella foto con il presidente della Colligiana, il lucchese Giorgio Bresciani) alle prese con problemi muscolari ad entrambi i polpacci. Una serie di infortuni a catena che ora, finalmente, sembra spezzarsi.
"Sto lavorando con una certa continuità e da una settimana sono tornato a correre. E' stato davvero un periodo storto nel quale le contratture ai polpacci si sono succedute senza sosta. Ora, finalmente sto meglio e spero sia la volta buona".

E' ipotizzabile un suo rientro nel gruppo a breve?
"Scongiuri del caso a parte, spero di farcela per la prossima settimana o poco oltre: voglio esserci almeno in questa fase finale di stagione e provare a dare una mano ai miei compagni".

Che nel frattempo hanno passato anche momenti non certo facili.
"C'è stata un po' di paura in giro. Indubbiamente il fatto che questa squadra negli ultimi due anni abbia sempre vinto ha pesato: non era abituata a gestire una situazione tipo quella che si era creata nelle ultime settimane".

A Colle Val d'Elsa forse è ripreso il cammino.
"E' stata una vittoria fondamentale. I ragazzi volevano uscire da questa situazione, ma, lo dico per esperienza, non è facile: a volte non si riesce a far scattare la molla giusta per ripartire e superare le difficoltà. Nella scorsa settimana, però, li ho visti carichi, decisi a ribaltare la situazione. E lo hanno fatto alla grande".

Lei ha una grande esperienza: come può succedere un blocco del genere a tutta la squadra contemporaneamente?
"Succede, eccome. E' difficile da capire all'esterno e a volte persino dall'interno, dal campo: succede che ti va qualcosa storto, che ti blocchi e si bloccano anche i compagni che magari vedono la tua difficoltà. E si finisce per condizionarsi uno con l'altro".

Quanto conta la psicologia nel calcio?
"Tanto. Tanto davvero: è la testa che fa muovere le gambe, che fa fare i sacrifici, che ti guida alle vittorie. L'elemento psicologico è molto importante. In queste settimane ho ripetuto ai miei compagni che dovevano convincerci che erano sempre i più forti, che nessuno li aveva messi sotto davvero. Che dovevano tornare a essere carichi, decisi".

Quanto può contare questo ritorno alla vittoria?
"Non si fosse vinto, sarebbe stato un problema serio, oltretutto con la sosta in mezzo ci sarebbero stati altri quindici giorni di pressioni ulteriori. Io mi ero sbilanciato con i miei compagni: questa vittoria, ho detto loro, vale il campionato. Ha voluto dire tranquillizzarsi e poter andare a Bassano contro la squadra più in forma del campionato con ben altro spirito".

Fabrizio Vincenti

 

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