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Mister Favarin insiste sul modulo e sull'aspetto psicologico: "Ridare coraggio a questa squadra, anche attraverso un assetto offensivo. I tifosi in questo momento possono fare la differenza"
18/03/2010 14:30
Ha lavorato soprattutto sulla testa dei suoi uomini, sulla loro capacità di reazione e sulla necessità di restituire fiducia a un gruppo che stravinceva e che, quasi in un attimo, si è scoperto più fragile. Giancarlo Favarin tutto questo lo ha fatto nella settimana che ha preceduto la gara con la Colligiana, lo sta continuando a fare in questa e lo farà nella prossima che culminerà con la trasferta di Bassano. Mettere un punto e voltare pagina. O forse sarebbe meglio dire tornare a qualche pagina fa.
"Abbiamo messo un punto e siamo andati a capo, a Colle Val d'Elsa potevamo vincere anche con un numero maggiore di reti di scarto, anche se va detto che il primo tempo lo abbiamo disputato non essendo ancora a posto, con il freno a mano tirato. Ci pesavano i risultati precedenti".
Nella ripresa vi siete riscattati.
"Abbiamo disputato una buona ripresa, anche con manovre di gioco interessanti. Dispiace semmai solo non aver chiuso prima la gara e di aver dovuto così soffrire sino alla fine".
Da un punto di vista tattico qualcosa è cambiato: sempre quattro attaccanti, ma a loro ha chiesto qualcosa di diverso al solito.
"Ho chiesto un lavoro in più a Galli e Potenza sugli esterni, anche per provare a giocare con due punte più vicine (Biggi e Scandurra ndr) e evitare che Scandurra finisse imbrigliato dai due centrali. L'idea è di continuare a lavorarci sopra in questi giorni. Ma è ovvio che devo vedere cosa la squadra può offrire sul piano del coraggio: giocare con quattro attaccanti è sopportabile solo a certe condizioni. E' comunque uno schieramento che offre grandi potenzialità".
Sembra quasi che lei stia dicendo: siccome la Lucchese sa far bene soprattutto attaccando, meglio insistere in quella zona del campo.
"Non solo, questo schieramento l'ho proposto per ridare coraggio alla mia squadra. E' stato anche un modo per far capire ai giocatori che credo in quello che hanno fatto e in quello che possono fare. Per far crescere l'autostima, riprendere coraggio e tornare a divertirsi giocando".
Il filo conduttore per questi giorni di allenamento sarà dunque ancora l'aspetto psicologico.
"Senz'altro quello e l'approfondimento di questo nuovo schieramento che va nuovamente riprovato e che deve comunque farci tenere ritmi alti".
A Bassano serviranno ritmi alti e una gran partita.
"Sicuramente contro i veneti dovremo giocare a ritmi alti se non vogliamo subire il loro gioco che tende spesso a calciare su un attaccante straordinario come La Grotteria. I veneti vengono da un periodo molto buono, forse la sosta potrebbe svantaggiarli. Noi comunque dovremo continuare a fare bene e cercare di raccogliere quelle due-tre vittorie che ci consentirebbero di arrivare all'obiettivo finale".
Torniamo per un attimo a domenica scorsa: cosa le è piaciuto di più?
"Per una volta vado sui singoli: Potenza ha fatto davvero una buona partita, calandosi anche da un punto di vista tattico nella mentalità di questa squadra. L'avevo visto molto bene anche in allenamento. E poi una menzione anche per Nicastro, che veniva da una settimana non facile, e per Mocarelli".
I tifosi vi sono stati accanto, proprio nel momento di difficoltà.
"Sono stati encomiabili, ci hanno dato tanto davvero. Non lo dico tanto per dire o per sminuire le nostre responsabilità: in questo momento possono fare la differenza come un giocatore importante".
Fabrizio Vincenti