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Intervista al direttore generale del Bassano Stefano Braghin: "Lucca cittā meravigliosa e per noi ospitare la Lucchese č un lusso, ma giocheremo per vincere"
24/03/2010 11:15
Adesso che non c'è più il padre Renzo, fondatore del marchio di abbigliamento famoso in tutto il mondo, Diesel, alla presidenza del Bassano Virtus Soccer 55 c'è il secondogenito Stefano Rosso. Con lui, come direttore generale, Stefano Braghin (nella foto), un passato nel Pisa agli inizi del nuovo millennio. Quarantacinque anni, sposato, deciso a raggiungere, con la società veneta, quei traguardi sfuggiti negli ultimi anni alla formazione giallorossa. Braghin non ama le sparate né, tantomeno, i proclami, preferisce la concretezza dei fatti e l'umiltà dell'impegno costante al pavoneggiarsi o al promettere senza sapere, poi, se si potrà mantenere. La sua intervista può essere d'aiuto per capire lo spirito con cui la squadra veneta scenderà in campo allo stadio Mercanti di Bassano del Grappa.
Da quanto tempo è direttore generale del Bassano?
"Dal primo luglio 2009. In precedenza sono stato due anni a Pisa, prima con Carboni allenatore poi con la famiglia Gentili e Gunther, il pastore tedesco".
Conosce Lucca?
"Certo. E' una città straordinaria. Un ambiente meraviglioso, le vie, le piazze accoglienti, sembra di entrare nella storia. Per non parlare delle colline intorno. Con mia moglie è una zona che apprezziamo molto".
Domenica si gioca una gara per voi fondamentale in chiave play-off.
"Per noi è una partita importante che ci potrebbe permettere di raggiungere, in caso di vittoria, quota 41 e la salvezza praticamente certa".
Ma non avevate ambizioni di promozione?
"La nostra è sicuramente una società ambiziosa, ma non possiamo non pensare che poco prima del mercato di gennaio eravamo a due punti dai play-out. Abbiamo vinto le ultime quattro gare e ci siamo rimessi in carreggiata, ma non perderei di vista l'umiltà che in questi casi è importantissima".
Eppure non vi mancano certamente i mezzi.
"La nostra società fa parte del Gruppo Diesel di Renzo Rosso. Stefano, il figlio, è il presidente. Tenga presente, comunque, che al di là degli investimenti giocano degli equilibri fondamentali e più che i calciatori singolarmente presi quello che conta è il gruppo, nemmeno il budget. Prima ci vogliono gli uomini, poi i calciatori".
Firmerebbe per un pari?
"No, altrimenti se fossi il mio presidente mi licenzierei immediatamente. A parte le battute noi giocheremo per vincere anche perché ogni volta che ci difendiamo perdiamo regolarmente. Intre è un grande lusso, per noi, ospitare la Lucchese. All'andata finì 1 a 1 con gol, credo, di Galli e pareggio di Pelesi".
Arriveranno un centinaio e forse più tifosi rssoneri.
"So che i tifosi della Lucchese sono calorosi e colorati e la cosa rende la partita ancora più accattivante".
Aldo Grandi