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Una locandina (e una domenica) da incorniciare
30/03/2010 08:35
Guardatela bene, questa locandina. E' quella della promozione.
Direte voi: questi provano pure a portare male, tocchiamo ferro. E
invece no, gli scongiuri non servono. Teneteli buoni per un'altra
volta. Perché la Lucchese vista a Bassano ha dimostrato di essere
matura per regalare a tutti noi quella categoria che è
lo scalino sportivo minimo per la città.
Non è stata la Lucchese sprint
ammirata tante volte - e non potrebbe del resto esserlo, dopo quasi
trenta gare - ma è una squadra che ha reagito ai quattro rovesci delle
scorse settimane, che ha saputo sopportare il dolore come un pugile che
per qualche ripresa viene messo all'angolo. E che ora trova la forza e
la classe per riprendersi il ruolo che gli compete. Lucchese formato
Rocky Balboa, insomma.
A Bassano i rossoneri non hanno vinto per caso. Lasciamo
perdere la fortuna o culo che dir si voglia: i ragazzi di Favarin hanno
vinto perché ci hanno creduto dopo un primo tempo in chiara difficoltà.
In Veneto potevano pareggiare, come perdere (e va ringraziato in
primis Nicastro se non è accaduto, perché lo zero a due difficilmente
sarebbe stato recuperabile) ma potevano anche vincere. Chi era là ha
visto chiaramente che la gara è stata aperta a ogni soluzione. Anche
negli ultimi minuti di gioco. Basti pensare ad alcuni contropiedi
rossoneri o a un paio di mischie terribili davanti a Nicastro. Hanno
vinto i rossoneri e il culo, se c'è stato, è un altro merito di questa
squadra. Mai sentito dire che la fortuna aiuta i più deboli. Mai.
Soprattutto nel calcio, avere la sorte dalla propria parte è sintomo di
forza.
Insomma scommettiamo pure sul finale di stagione, che verrà
affrontato più con i nervi che con altro, ma con i rossoneri che sono in
ripresa. E' questo quello che conta. A Bassano si cercava la conferma
dopo Colle Val d'Elsa. E conferma è stata. Ora, sotto con la Sacilese:
un osso duro, come lo sono tutti in questa fase di stagione, e che
all'andata si ritrovò un punto in tasca non si sa come dopo un assedio rossonero
durato praticamente tutta la gara. Sarà bene prenderle le misure e
passare tutti una Pasqua tranquilla. Dopo ci sarà un'altra prova del
nove. Fano.
Capitolo tifosi. Prima di tutto permetteteci di fare
i complimenti di cuore a chi è andato e ha perso la voce, perché poche
volte si è sentito un incitamento costante come a Bassano. Sono stati
commoventi e a noi è venuto il groppo alla gola davanti a certe scene a
fine gara come pure al momento del gol che vale una stagione: quello di
Carloto. L'omaggio ai
tifosi rossoneri, per la loro passione e la loro correttezza, è persino
sul sito della società veneta nella cronaca del match. Grazie davvero
per come state portando in giro il nome della città e un augurio di
guarigione a chi, per troppa entusiasmo, si è fatto male alla
cancellata del "Mercante".
A proposito di numeri, vi avevamo
lasciato con in corso la scommessa sul totale dei supporter rossoneri
che avrebbero raggiunto il Veneto. E' finita come con le elezioni.
Ovvero hanno vinto tutti e perso nessuno. Ricapitoliamo: noi avevamo
scommesso, sperando di perdere, che sarebbero stati non più di duecento
i tifosi al seguito. Un noto tifoso aveva sostenuto il contrario. 186
sono stati i biglietti staccati per il settore ospiti. A prima vista
potremmo dire di aver vinto, sia pure controvoglia. Ma ci sono gli
omaggi e alcuni tifosi si sono accomodati nella tribuna dei veneti.
Alla
fine, quasi sicuramente, erano più della fatidica soglia. Ma in
mancanza di dati ufficiali tutti possono dire di aver vinto. Insomma
proprio come alle elezioni con i relativi teatrini che siamo costretti
a
sorbirci in queste ore. I numeri sono un'opinione, soprattutto quando
si perde. E di brutto. Già, ma anche questa è democrazia. Buona Pasqua a tutti.
Fabrizio Vincenti