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Favarin può sorridere: "Ho rivisto una squadra che ha fame, che vuole ottenere il risultato a tutti i costi. I tifosi? Domenica scorsa, eccezionali"
30/03/2010 17:54
Sul muro dello stadio, lato tribuna, è comparsa una scritta
che dice tutto: "28/3: grazie ragazzi". Domenica scorsa, probabilmente,
è stata la gara della svolta. Ne è convinto che il tecnico dei
rossoneri Giancarlo Favarin, che era alla ricerca di conferme dopo i
segnali di risveglio dati a Colle Val d'Elsa dai suoi uomini: "Abbiamo
superato l'esame, nonostante il valore dei nostri avversari e il fatto
che ci eravamo ancora una volta complicati la vita passando in
svantaggio. Ci voleva una reazione importante e c'è stata, prima di
tutto sul piano caratteriale".
La partenza, come nelle ultime gare esterne, non è stata delle
migliori: "A mio avviso il primo quarto d'ora siamo andati bene, poi ci
siamo un po' persi e abbiamo subìto un gol da fermo, un difetto
congenito ormai. Grazie a Nicastro, che ha evitato il raddoppio, siamo
rimasti in gara e nel secondo tempo direi che abbiamo giocato solo noi.
E' una vittoria importante, lo ripeto".
Una vittoria che può
pesare anche in un altro senso. E' ancora il tecnico rossonero a
spiegarlo: "Il nostro successo potrebbe incidere anche sul morale di
chi ci insegue e che forse si attendeva un nostro passo falso a
Bassano".
Favarin, stavolta, non vuol fare distinguo nelle
prestazioni dei singoli: "E' stato merito di tutti. Poi, certo, alcuni
sono andati bene, altri un po' meno, ma quello che contava era la
risposta del gruppo. E in questo senso ho rivisto una squadra che ha
fame, ho rivisto la voglia di ottenere a tutti i costi un risultato
pieno senza accontentarsi. Non è poco, visto che questi ragazzi hanno
il peso di essere in testa da oltre un anno e che le pressioni ora sono
più forti".
Se c'è un nome da citare, è quello di Carloto. Il suo
gol è di quelli davvero pesanti: "Non mi ero nemmeno accorto lì per lì
che aveva segnato lui. Era coperto dal nugolo dei compagni. E pensare
che lo prendevo in giro in allenamento perché non segnava mai e spediva
il pallone spesso sopra la traversa. Sono molto contento: si doveva
sbloccare prima o poi. Oltretutto è stato importante segnare con
centrocampisti e difensori, invertendo una tendenza che vedeva in rete
solo le punte".
Il futuro insomma sembra più roseo, e i pericoli
sono meno grandi del recente passato: "Non vedo grandi pericoli ora,
nel senso che sono convinto che la lezione da cui stiamo uscendo ci sia
servita. Importante sarà affrontare con lo spirito giusto le gare
restanti, a partire da quella con la Sacilese. I friulani hanno bisogno
di punti, ma noi dobbiamo vincere e oltretutto rifarci dell'ultima,
deludente gara casalinga".
Chiusura con parole importanti per i
tifosi: "Eccezionali domenica scorsa, determinanti sul 1-1. Nel momento
in cui c'era da fare il massimo sforzo ci hanno dato la spinta giusta.
Credo che questa sia una squadra che sentono loro".
Fabrizio Vincenti