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A Carrara, comunque vada. Un atto d'amore verso questa squadra e questi colori
20/04/2010 08:15
Veniamo subito al dunque: Carrara. L'avevamo temuto e si è
verificato. La gara contro gli apuani, che potrebbe lasciare ai alla
Lucchese il via libera definitivo per il salto di categoria, è stata
vietata ai tifosi della Pantera. Per motivi di ordine pubblico. Che
nelle gare dei rossoneri non si registrino incidenti degni di questo
nome da quattro campionati, non conta. Come si dice? Meglio prevenire
che curare. Almeno quando di mezzo ci sono i pesci piccoli. E che le
cose vadano proprio così lo dicono le cronache di questi giorni.
Facciamo giusto un esempio. Pensiamo al derby di Roma. I sentori di
incidenti erano noti da giorni agli addetti ai lavori e ora sono sotto
gli occhi di tutti. Parlano i bollettini medici e il bilancio della
questura. Una figura barbina di chi non ha saputo né vietare
preventivamente né impedire a sufficienza uno scenario drammatico,
impigliato, probabilmente, anche da lacci e valutazioni di ordine
politico.
Ci chiediamo perché non sia scattato nessun divieto preventivo di
una certa consistenza. La risposta la conosciamo tutti, non ci
nascondiamo. Salvo casi estremi, contano i numeri, non la bontà o la
necessità dei provvedimenti. La storia, appunto, dei pesci piccoli e
grandi. Per questi ultimi la legge sembra essere molto ma molto più
duttile, le scappatoie dietro l'angolo, l'ottimismo sulla prova di
maturità delle tifoserie un atto di fede. Date un occhio a cosa entra e
viene esibito nei maggiori stadi nazionali. Uno scempio. Questa,
purtroppo, è la nostra Italia, in cui il sindaco di Roma, tra le prime
cose nelle dichiarazioni post derby, sostiene che "è impensabile che si
possa colpire la città di Roma e lo stadio per quello che è accaduto".
Giusto, ne rispondano i tifosi del Merano.
I motivi per ritenere il divieto di Carrara un'ingiustizia e un errore non
mancano. Non ci vogliamo dilungare. La scelta di queste ore dei tifosi
è quella di seguire comunque, sino dove verrà permesso, la squadra. Una
scelta forte, ma pienamente condivisibile se avverrà nel totale
rispetto delle leggi. Detto che vogliamo pensare positivo e sperare che
da qui a sabato la decisione degli organi pubblici venga modificata,
aggiungiamo subito che l'idea di vedere comunque tanti tifosi a Carrara, fosse
anche alla distanza di sicurezza consentita, è un atto estremo di
amore.
Un atto di amore di questa città che sta riscoprendo verso questa
squadra l'affetto dei bei tempi e che questi giocatori e dirigenti si meritano pienamente. Un atto di
amore e di ringraziamento che può prendere le forme anche di una gita
senza biglietto sino alle porte di Carrara per incrociare il pullman,
per dire loro di vincere per chi potrebbe non esserci. Per scambiare un
sorriso, lanciare loro un coro, stringere una mano. Un atto di amore di
chi vuole avere almeno il diritto di gioire visto che di nulla si può
accusare. Un atto di amore per far capire che se continuano così
uccidono il calcio. Sul serio. Perché insistono nel penalizzare la
gente perbene e non sono in grado di stangare adeguatamente i
delinquenti.
Immaginiamo una carovana di auto che accompagni fin dove potrà il
pullman dei rossoneri nella domenica che potrebbe sancire il passaggio
di categoria. E ancora di più immaginiamo, gustandocelo perché lo
vorremmo davvero assaporare attimo per attimo, il rientro sino a Lucca.
Con la promozione in tasca. Come avvenne tanti anni fa quando Orrico e
i suoi ragazzi furono scortati dall'aeroporto di Pisa sino al Porta
Elisa con la Coppa Italia sul pullman a guidare e scatenare
l'entusiasmo. Un atto d'amore è l'unica cosa che i tifosi possono fare.
Un atto di amore verso i colori rossoneri e verso una raggiunta
maturità.
Fabrizio Vincenti