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Ora si vola, ma, per favore, non scendiamo: abbiamo ancora tanta strada da fare. Un grazie a...

27/04/2010 09:16

Difficile fare ordine nel groviglio di emozioni che ci ha preso tutti domenica pomeriggio. Difficile estrarre da questa matassa cosa possono aver provato i giocatori, i tifosi, i dirigenti di fronte a questo gioia per certi versi scontata eppure intensa, intensissima. Abbiamo cercato con le immagini e con le parole di descriverla. Eravamo a Carrara prima di tutto per questo e per rendere un servizio a tutti quelli che lì non hanno potuto essere per volontà altrui. E' tutto meno che il momento delle polemiche, certo, ma quanto si siano coperti di ridicolo coloro che hanno scelto questa soluzione per l'ordine pubblico è sotto gli occhi di tutti.

E', però, principalmente, il momento dei ringraziamenti. Che, prima di tutto, vanno a quei 150? 200? - non lo sapremo mai, ma che importanza ha - magnifici tifosi rossoneri che hanno ostinatamente, orgogliosamente voluto essere sulla scena del film che preferiscono nella vita. Quello della Lucchese. Non era facile muoversi con le pressioni addosso, con il rischio di qualche incidente. Sono stati bravissimi a rivendicare la loro libertà e nel contempo a rimanere sul piano della totale legalità. Una prova di maturità che verrà ricordata per parecchio tempo.

A loro diciamo grazie soprattutto per gli attimi al casello di Carrara. Stupendi. Unici. Da brividi. Grazie per averci fatto emozionare con una macchina fotografica in mano e un groppo alla gola che sembrava non finire mai. Non sapevamo quanti sarebbero stati, ma vederli impazziti intorno al pullman della squadra è stato uno spettacolo incredibile. Come incredibile è stata l'accoglienza di tutta la città al ritorno. E' stato un tuffo nel passato. A Orrico e i suoi ragazzi. Bellissimo, perché ha dimostrato una volta di più che sotto la cenere continua a covare la fiamma rossonera.

Grazie, e ancora grazie, a Giuliano Giuliani, che con il suo pragmatismo, la sua passione e quell'aria a finto burbero, ha riportato la Lucchese dov'era. Anzi speriamo, in un futuro nemmeno troppo lontano, possa portarla ancora più in alto. Molto più in alto. Presidente, parliamoci chiaro: se il Cittadella, il Sassuolo, il Portogruaro sognano a occhi aperti, possiamo farlo anche noi. Con i piedi per terra, per carità, ma sognare non è vietato. Tempo al tempo, comunque. Il presidente lo ringraziamo anche per un'altra cosa. Per aver restituito un marchio e un nome a questa squadra. Il trionfo di questi giorni non sarebbe stato lo stesso senza quei simboli che hanno fatto la storia del calcio a Lucca. Quelle migliaia di euro ha fatto bene, anzi benissimo, a spenderli. Altro che, come sosteneva qualcuno, impiegarli per un centravanti. Quello sarebbe passato, questi restano, danno e daranno pure frutti. E poi trova lo stesso che gli fa gol...

Grazie a mister Favarin, perché non è solo un bravo e coraggioso allenatore e un gran lavoratore: è una persona schietta, che dice quella che pensa e che in due anni, in tante conferenze stampa, è stato disponibile come dall'esterno non si può immaginare. Non ha mai bluffato con noi giornalisti. Mai. Non è poca cosa.

Grazie a Paolo Giovannini. Quel sorriso, che aveva qualcosa di bambino, domenica in piazza del Giglio, è una delle altre immagini che porteremo dietro con noi. E sapendo a chi pensava gli siamo stati ancora più vicini. Giovannini, come Favarin, sta dimostrando alla grande cosa vale. Ora, entrambi, sono attesi da una prova difficile. In mare aperto. Per certi versi sarebbe più facile andare via con tutto quello che hanno fatto e vinto qui. Ma qui non hanno ancora finito. E sono a casa. C'è ancora tanto da fare...

Grazie ai giocatori, splendidi per come hanno saputo tenere intatta la voglia di vincere, per come si sono impegnati, per non aver mollato nella difficoltà, per la sensazione, sempre presente, di aver a che fare con gente pulita, gente che si suda il pane. Ci perdonino gli altri, ma un grazie particolare lo riserviamo a Chadi. Ci colpì subito a Porcari, in quella triste estate di due anni fa, ci ha lasciato ancora una volta il segno con quel suo volto totalmente contratto, quasi irriconoscibile, con quelle sue lacrime trattenute con difficoltà nel dopo partita e scese durante i festeggiamenti. Vederlo commuoversi dopo i tanti urli tirati in campo ci ha fatto emozionare. Grazie per quello che ci ha dato e ci hanno dato tutti i suoi compagni.

Grazie a Nicola Benedetti, un...alpino nella segreteria rossonera, uno da "tasi e tira". Taci e tira. Sempre corretto, gran lavoratore, sempre al pezzo, con l'immancabile sigaretta in bocca. Grazie a Gabriele Giuliani, con il suo garbo tutto lucchese e la capacità di sdrammatizzare. Non fosse nato qui, sarebbe potuto nascere a Londra e tifare il Chelsea.
Grazie al dottor Malfatti e ai massaggiatori Mitchell e Lorenzoni, professionisti che però c'hanno messo l'anima in questa avventura. Perché in loro c'è tanto rossonero.
Grazie a Luigi Viani, che stoicamente e scaramanticamente si è immolato con un cappotto da Siberia sino a queste giornate di caldo primaverile per una sorta di voto promozione, ma che, soprattutto, ha provato e prova a riportare il nome della Lucchese in tutte le case della provincia.

Grazie a Ducci, Guidi, Marcucci, Marchiò, Martorana, Paolino Gianni, una belva in gabbia sui campi delle altre squadre. E a chi, non ce ne voglia, stiamo dimenticando. Grazie a Davide Quironi, che ha saputo dare il suo contributo per far crescere i portieri, sdrammatizzando l'ambiente con le sue battute, la sua esperienza, la sua voglia di vivere. Ha un difetto, grosso, enorme: tifa Roma. Terribile. Ma glielo perdoniamo. Almeno per oggi. Anzi, solo per oggi.

Grazie infine a papà. Grazie per quella partita, con l'Empoli, gol di Piga, in cui ci affacciammo al Porta Elisa. Trenta e passa, molto passa, anni fa. Non lo abbiamo lasciato più. Prima, grazie a te. Dopo, anche per te. Quando abbiamo visto tutta quella gente in piazza e al casello ci è venuto naturale pensare che ci saresti stato. Avresti urlato, ti sarebbe scomposto e ricomposto, riaggiustato i rayban e poi a casa avresti minimizzato per non buttare benzina sul fuoco del nostro entusiasmo: "Bella soddisfazione, ma è solo una partita. Speriamo bene il prossimo anno, ora viene il difficile". Sì, speriamo bene papà, ma intanto ora si vola. Era ora.

Fabrizio Vincenti

 

 

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