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Taddeucci e il modello Inter: "Facciamo come i nerazzurri: campionato e coppa. La vittoria di quest'anno? A ripensarci, a distanza di giorni, č ancora tutto spettacolare "
05/05/2010 07:50
Marino Taddeucci la gara contro il San Marino l'ha potuta
seguire in tutta tranquillità dalla panchina: "Ero più rilassato,
peccato per la pioggia che ha tenuto lontano altro pubblico". Chissà,
probabilmente sarebbe, come tutte le altre riserve, voluto entrare e magari realizzare il
terzo gol stagionale, ma contro i biancocelesti non è stato il suo
turno. Del resto c'erano altri compagni che meritavano spazio nella
gara della festa promozione. Quella festa, Taddeucci, l'ha vissuta intensamente dal
campo sette giorni prima.
"Dal fischio finale in poi, a Carrrara, è stato un
susseguirsi di emozioni, per me è stata la prima promozione e colta per
di più nella squadra della mia città. Incredibile".
Qualcuno dice sia una sorta di sogno quello che sta accadendo quest'anno a Lucca.
"E'
così: sempre davvero un sogno. Due lucchesi, tifosi della Lucchese, che
fanno i gol nella partita decisiva contro il Prato, due ragazzi che
vengono dai dilettanti e finiscono per indossare questa maglia e
contribuiscono a riportare la Lucchese in C1".
Al ritorno da Carrara, c'era davvero tanta Lucca ad accogliervi.
"Al
telefono, mentre eravamo sull'autostrada e non vedevamo l'ora di
arrivare, ci dicevano: "Muovetevi ci sono 3000 persone ad attendervi".
E' stata una cosa spettacolare, s-p-e-t-t-a-c-o-l-a-r-e! Come siamo
arrivati in piazza mi sono buttato in mezzo alla gente, ma l'emozione
forse più grande l'ho avuta dal balcone: vedere tutta quella gente per
me e per i miei compagni è stato qualcosa di commovente".
Vi sarete commossi ma eravate anche scatenati.
"Io
per primo, devo dire, e me l'hanno detto in tanti, ma anche Baldanzeddu,
Mariotti e Potenza che son saliti sul tetto del pullman non erano certo
da meno".
Con il San Marino non ha giocato, l'obiettivo però è tornare in campo già nella prossima gara per fare un altro gol.
"Non
nascondo che mi piacerebbe segnare un'altra rete e quindi spero di
giocare domenica prossima. A chi la dedicherei? Intanto facciamola, poi
la dedica si trova. In ogni caso pensiamo, dopo il campionato, a
vincere anche la Supercoppa. A fare come l'Inter insomma".
L'altra rete, con il Prato, l'ha dedicata anche a se stesso.
"Sì,
perché ho sempre pensato che si deve credere in se stessi e porsi
obiettivi sfidanti. Molti, questa estate, mi dicevano che non dovevo
accettare questa opportunità perché superiore alle mie possibilità. Io
sono abituato a guardare più in alto possibile, a scendere siamo sempre
in tempo".
Taddeucci e il futuro.
"E' chiaro che vorrei
restare qui e provare questa nuova sfida. Del resto tre anni fa mi
avessero detto che avrei fatto un gol promozione in C2 chi ci avrebbe
creduto?".
Cosa le lascia questa stagione da un punto di vista della maturazione professionale?
"Molto.
Ho sempre cercato di fare le cose da professionista, a partire
dall'alimentazione, anche quando ero nei dilettanti, ma vivere
un'esperienza del genere ti arricchisce indubbiamente. Anche da un
punto di vista tecnico e tattico credo di aver fatto progressi. Ho
avuto tanti allenatori, anche bravi, ma Favarin mi ha sicuramente
trasmesso molto in questo senso. Negli ultimi tempi credo di essere più
tranquillo quando scendo in campo e di esser riuscito, dopo un avvio
non facile, a gestire meglio le pressioni. ".
Fabrizio Vincenti