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Caro Picone ti scrivo...
04/05/2010 07:55
Caro Picone,
domenica, come sappiamo tutti, non hai potuto essere allo stadio.
Sappiamo perché, e sappiamo anche che tutti noi avremmo dato qualcosa
per averti sulla tua gradinata. A quel terrazzino, che per certi versi
sembra quello di casa, mancano solo i vasi da fiori e i panni stesi che
prima o poi ci metterai, e dal quale, nemmeno troppo tempo fa, hai
collezionato la diffida più ridicola della storia del Porta Elisa. Una
stellina di Natale ti è costata, andiamo a naso, un anno e mezzo, forse
due, dietro la lavagna. Ma, si sa, l'umorismo e la goliardia non sono
compresi da tutti. E tu, prima di tutto sei un umorista e un goliardo.
Non voglio stimolare la tua vanità, ma a cori, domenica scorsa, hai
battuto tutti. Ma proprio tutti. A partire da presidente Giuliani per
continuare con mister Favarin e concludere con Pera. Li hai stracciati.
E c'è da chiedersi il vero peso che hai dietro la ricostruzione della
Lucchese: mica sei il finanziatore occulto della società di Giuliani
che è solo un prestanome? Oppure il vero trainer che suggerisce tramite
cellulare e con riunioni stile carbonaro le tattiche a Favarin? O
ancora, mica dietro la pelata di Pera c'è il tuo zampino e sei tu che
dai dilettanti sei approdato alle soglie della C1? Sono interrogativi
legittimi in un paese che vive di dietrologia e prova a vedere sempre e
comunque qualcosa oltre quello che magari è evidente di per se stesso.
A striscioni, ti dico subito, hai fatto pari con altri e non vorrei
colpirti nell'orgoglio. Forma più o meno quadrata, telo bianco, lettere
nere: "Picone non mollare" il testo. Lo striscione, visto che sei anche
un esteta, non era il massimo, ma chi l'ha composto l'ha scritto con il
cuore e tutta l'anima. Fidati.
Quanto alla partita non ti sei perso un granché oltre a qualche
decilitro di acqua. Non è stata certo la gara che hai sempre sognato,
con dieci calci d'angolo, tre pali, un rigore fallito e altre palle gol
nei primi 4 minuti della partita. Hai presente Lucchese-Sorso? Ecco,
più o meno di quello si è trattato. Un tre a tre con innumerevoli
(alcune clamorose) occasioni e il sapore inequivocabile del calcio di
fine stagione. E chissenefrega aggiungiamo subito dopo a scanso di
equivoci.
L'obiettivo, splendido e luminoso come lo può essere un'albe che
segue una notte durata decenni, era stato raggiunto sette giorni prima.
Per chi come te ha centinaia di gare in rossonero sui gradoni non serve
aggiungere altro. Oltretutto di questo e di Carrara saprai senz'altro
già tutto.
Notiamo soltanto che hai fatto epigoni, e il modello Picone -
ovviamente insuperabile l'originale, non pensiamo nemmeno per un
istante il contrario - ha fatto scuola. A Carrara si è spinta una
ciurma di tuoi seguaci e/o sodali che noncuranti di divieti da
trasmissione televisiva "Mai dire gol" ha voluto festeggiare in presa
diretta la promozione con tanto di fumogeni al casello. Passando prima
da quella Versilia che ti è cara per un frugale pranzo chez le
Porchettarò. La panza è la panza e l'estetica l'estetica, verrebbe da
dire.
I tuoi epigoni e/o sodali domenica scorsa ne hanno combinata
un'altra. Forse lo saprai di già. Pioggia o non pioggia si son messi in
testa di dare un vero e proprio ricevimento in rossonero. Roba che da
una vita non si vedeva. Anzi, sulle Mura forse da mai. Non è stata
quella festa che ipotizzasti due anni orsono quando, ancora speranzosi
di raggiungere la tanto agognata serie B e con un fallimento che invece
era dietro l'angolo, arringasti prima di tutti il tuo ritratto formato
George Clooney parlando di qualcosa di epico, di festeggiamenti
indimenticabili con più persone del numero di abitanti della città. Ma
è andata bene lo stesso. Cibo, vino, birra e acqua a volontà.
Quest'ultima soprattutto dal cielo. Incasso a favore del canile di
Pontetetto. Così imparano a dire che i lucchesi sono di braccino corto.
Presenti tutti i volti noti di questa ossessione rossonera, con tre
generazioni di tifosi a stropicciarsi gli occhi per questo momento
magico della Lucchese. Ecco, lì mancavi davvero e ce ne siamo accorti
tutti. Magari facendo finta di nulla e tenendoci dentro l'amarezza. Ma
con la speranza, perché di questa soprattutto si vive, di rivederti
quando sarà possibile in mezzo a quel gruppo. E sarà possibile,
preghiamo che sia possibile. Manca l'animatore, il cantante, il guitto,
il fuoriclasse: il posto non è in discussione né in vendita. E' il tuo.
Un grande sorriso. In attesa di tornare a farne uno con te. Picone, non
mollare.
Fabrizio Vincenti