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Quironi dā i voti ai portieri rossoneri: "Contento del rendimento di tutti e tre. Nicastro importante per la vittoria finale, Pennesi valido anche per la nuova categoria. Pardini? E' un portiere affidabile che qui darā il massimo"
01/06/2010 09:06
Davide Quironi, un po' come tutto lo staff rossonero, è relativamente in
ferie. A partire da oggi sarà a Macerata per le finali del campionato
Primavera. Un modo per osservare quello che passa il convento
calcistico giovanile italiano e per mantenere i rapporti con il calcio
che conta. Per l'ex portiere rossonero, ora preparatore dei numeri
uno nonché allenatore in seconda, quella appena terminata è stata una
stagione semplicemente da incorniciare.
"Meglio di quanto è successo, non potevo
davvero chiedere: sono arrivato in un club serio e che conta, e a
livello di squadra abbiamo vinto campionato e supercoppa".
Soddisfatto anche per il lavoro svolto?
"Certamente,
per la prima volta ho potuto impostare un lavoro specifico per i
portieri anche da un punto di vista fisico grazie al contributo del
professor Guidi; è stata una sinergia ottimale e i risultati si sono
visti".
La stagione è ormai finita: si possono azzardare bilanci e giudizi sui tre portieri della Lucchese.
"Parto
da Berti, ovvero dal più giovane, che ha svolto un lavoro importante
perché mi ha consentito, impiegandolo con il resto della squadra, di
poter lavorare con più continuità sugli altri due su esercizi specifici. Averlo fatto
esordire è una gioia particolare: è un altro ragazzo di Lucca che ha
toccato il calcio professionistico".
Pregi e difetti di Berti.
"Detto
che è migliorato, ma che ha ancora grandi margini di progresso, direi
che tra i primi si può mettere la tranquillità che dimostra e il modo in cui se la
cava con i piedi; tra i secondi, anzitutto, la difficoltà a
allenarsi a questi ritmi per uno che viene dal calcio dilettantistico.
Ci vuole tempo e pazienza".
Veniamo a Mirko Pennesi, arrivato con voi nel mercato di gennaio.
"Non
mi servivano queste quattro-cinque gare di fine campionato per
valutarlo. L'ho avuto vicino per cinque mesi e le sua caratteristiche mi sono
chiare. Ha grandi qualità e un futuro da portiere. Bravo con i piedi,
sulla palle alte, tranquillo".
Un limite?
"Può avere
l'handicap di dover reggere la pressione nell'arco di un campionato. Per i
giovani non è un problema da poco, basti pensare a quanto successo con Lenzi. Lucca, da questo
punto di vista, è un banco di prova piuttosto impegnativo. Altra cosa,
con tutto il rispetto, è giocare in piazze meno importanti".
A suo avviso potrebbe fare il titolare in Lega Pro 1?
Sì,
per me ha qualità anche per la serie B. L'incognita, come detto, è la
tenuta nervosa, l'equilibrio. Che nel calcio conta tanto".
Veniamo
al portiere titolare: Federico Nicastro, che non ha trovato l'accordo
con la società per continuare in rossonero anche la prossima stagione.
"Lo
devo solo ringraziare anche per il salto di qualità che mi ha fatto
fare come allenatore. Ha fatto tantissimi sacrifici per migliorarsi da
un punto di vista fisico".
Come giudica il suo rendimento?
"Per
me nelle ultime 7-8 gare ha regalato ottime prestazioni, contribuendo
alla vittoria finale. Ha attraversato un periodo difficile da cui è
uscito reagendo alla grande. Nicastro è un portiere che la prestazione
sufficiente la garantisce comunque: non è Buffon, ma su di lui si può fare
affidamento".
Un difetto?
"L'altezza, che a volte incide sulle palle alte".
Nicastro se ne va e al suo posto arriva Pardini.
"Su
di lui posso dire poco. Lo conosco di nome e so che è un portiere
affidabile, esperto, con dieci campionati di serie C sulle spalle. Chi ci ha giocato
insieme me lo descrive come un ottimo ragazzo e sono convinto che qui darà il
massimo perché Lucca è una piazza ricca di stimoli".
Cambierà qualcosa nella preparazione dei portieri per il prossimo anno?
"Con
Guidi cercheremo di variare il lavoro atletico, inserendo un'attività
muscolare anche nel prepartita, in fase di riscaldamento. E' una novità
importante, per il resto ci muoveremo come sempre".
Fabrizio Vincenti