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Intervista esclusiva con Gabriele Scandurra: "A Lucca due anni fantastici, ricordi eccezionali, ma č arrivato il momento di trovare una nuova piazza che mi dia nuove emozioni. Dal Gavorrano proposta interessantissima"

14/06/2010 16:14

Lo aveva detto e ripetuto più volte: "A Lucca sono stato e sto benissimo, ma se dovesse finire, allora andrò dove sono amato e dove sono richiesto". Gabriele Scandurra, professione bomber, è un gitano del pallone, uno che ama il calcio e che non sofrre se sta da solo o se deve cambiare città. Sa di essere un uomo fortunato perché vive di ciò che gli piace per cui sa accontentarsi, ma, in particolare, accetta dalla vita quello che questa gli regala. Adesso, ad esempio, è appena tornato da un viaggio a Lourdes insieme a un ex compagno di squadra e a padre Mauro, il parroco di San Donato cui Scandurra è legato da una sincera e profonda amicizia. Il giocatore, del resto e non è un mistero, è credente e praticante.

Gabriele, lungo il viaggio a Lourdes?

"Sì, ma non è questo il punto. Volevo vedere e conoscere di persona questo posto e, così, quando si è presentata l'occasione, con un mio ex compagno di squadra inglese e con padre Mauro della parrocchia di San Donato, siamo partiti".

Quando?

"Lunedì e siamo tornati venerdì scorso".

Con quale stato d'animo è partito?

"Con fede. Io ho la fede, quindi non sono andato là per chissà quale miracolo. No, sono andato a Lourdes molto libero, curioso di vedere, molto affascinato ovviamente, ma anche molto scettico e molto realista. Sono un credente, ma anche una persona che ama confrontarsi con la realtà che lo circonda".

E come è tornato?

"E' stata un'esperienza significativa, molto forte. Ripeto, non ero alla ricerca di conferme, ma è indubbio che ho aperto il mio cuore, molto libero, a questa esperienza e ne ho tratto sicuramente giovamento".

Tornando alle cose di questa terra, come va in generale?

"Beh, sicuramente rientrare da Lourdes nella vita di tutti i giorni fa un po' effetto. Per me tutto bene, professionalmente parlando ci sono state alcune offerte buone fatte al mio procuratore e che io sto valutando con attenzione. Ancora, però, non ho deciso alcunché".

La vuole il Gavorrano.

"Quella del Gavorrano è, effettivamente, una proposta importante e interessantissima. Mi hanno proposto un contratto triennale, la piazza è bella e ci sto seriamente pensando anche se Gavorrano, per me, è un ambiente anche troppo tranquillo. Si è fatta avanti anche la Sambenedettese, ma poi è sceso il silenzio e si sono aperte anche altre strade. C'è anche l'Avellino".

Lei è uno che smaltisce in fretta le delusioni?

"Diciamo che io sono una persona che sa stare da sola e che è consapevole che fare questo lavoro è un privilegio e vuol dire anche scoprire nuove realtà e conoscere gente di altri luoghi. Io giro volentieri il mio paese per cui vado dove mi richiedono e dove mi fanno sentire amato e importante. A Lucca ho passato due anni bellissimi e ho ricordi eccezionali, ma il calcio è bello anche perché si può viaggiare e vedere posti diversi. Comunque sia non ho ancora deciso, se ne parlerà fra un po', di sicuro sono contento che ci siano svariate opportunità".

L'ha cercata qualche club di C1?

"No, ma non ne faccio né ne ho mai fatto un problema di categoria".

Aldo Grandi

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