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Giovannini fa il punto: "Ecco cosa manca per completare la rosa. Drascek? Non ne voglio più parlare, forse non ne parlerò più... Marotta? Comunque vada, ci vorrà tempo"
11/06/2010 08:33
Paolo Giovannini, anche se sotto traccia, è naturalmente al lavoro. Il diesse rossonero, di sicuro, non ama la ridda di voci, più o meno fondate, che alimentano il gran baraccone che è il calcio e ancora di più il calciomercato. Un po' perché talvolta le voci finiscono per complicare le trattive, un po' perché danno una visione distorta della realtà, un po' perché Giovannini è un pratico. Ma sa bene che è un prezzo da pagare verso il mondo dell'informazione e verso anche i tifosi che chiedono notizie e che sarà un prezzo sempre maggiore mano a mano che lui e la Lucchese si confronteranno con platee e campionati più importanti. Magari, per difendersi, preferirà d'ora in poi tenere più a freno la lingua: "Per me un acquisto o una cessione valgono l'avere o il non avere un giocatore per una stagione. E a volte leggo cose non corrispondenti alla realtà. O magari si tenta di forzare la mano cercando in giro conferme che non ci sono, con il risultato di allontare un affare o di dare per scontati arrivi che non ci saranno. Dovrò stare più attento e forse sarebbe meglio mi limitassi a parlare degli affari conclusi".
Proviamo a fare il punto su quanto fatto sinora.
"Sono contentissimo di aver bruciato le tappe sia per Bertoli che per Pardini. Questi sono due giocatori che a piedi non sarebbero di sicuro restati. Sono due elementi che hanno voglia di fare bene e Pardini in particolare sente molto il fatto di giocare qui, in questa piazza che è la sua".
E su Marasco che si può dire?
"Con lui mi è bastato sentirlo e poi incontrarlo per capire che ha grandi motivazioni. Ha già perso dei treni importanti, alcuni per colpa sua altri per sfortuna. Arriva in ascesa, consapevole di voler fare bene in una pizza importante e ha margini di miglioramento. Poi, come sempre, per tutti sarà il campo a decidere".
Cosa manca, a questo punto, per completare la rosa?
"Tre giocatori: un esterno di attacco, una punta e un centrocampista centrale, fermo restando che se ci saranno delle opportunità sui giovani le valuteremo".
Si fanno i nomi gettonatissimi, di Drascek e di Marotta.
"Del primo non parlo e forse non ne parlerò più. Sull'argomento non aggiungo altro. Quanto al secondo, credo che non ci saranno novità per un bel po', probabilmente sino a fine mese, visto che rientrerà a Bari in quel periodo".
E' stato fatto anche il nome di Tarantino.
"Con l'acquisto di Marasco è da escludere che arrivi".
Quindi novità a breve non ce ne dovrebbero essere?
"Sono sereno e tranquillo perché con la proprietà e l'allenatore siamo in sintonia sugli obiettivi: sappiamo dove dobbiamo operare. Quando farlo, è una mia strategia che non devo certo comunicare".
Torniamo ai giovani: Bartoccini, Berti, Vannucci. Per loro, sotto contratto con la Lucchese, è probabile una partenza per farli maturare?
"Vannucci sapete quanto l'ho voluto e so quanto sia attaccato a questa maglia. Sono convinto anche che possa esplodere da un momento all'altro. Lui come gli altri sono parte integrante di questa squadra e li voglio carichi e consapevoli che il 15 luglio, all'inizio del ritiro, avranno le giuste opportunità. Poi, se arrivassero offerte importanti per fare crescere questi ragazzi ovvio le valuteremo nel nostro e nel loro interesse".
Stesso discorso vale per Pennesi?
"Una coppia di portieri come abbiamo adesso era quello che volevo e se rimane sono contento, ma se arriverà l'occasione per farlo giocare con continuità è preferibile farlo andare proprio per completarne la crescita".
Allarghiamo gli orizzonti ai play off: chi la spunterà per Giovannini?
"Il San Marino in una scala da 1 a 10 ha un compito di difficoltà 11. Dovrà fare due gol e per forza concedere spazio al Gubbio che potrà fare la partita ideale per le caratteristiche dei suoi giocatori. Gli umbri sono in crescendo e sono davvero favoriti. Quanto alla gara tra Spezia e Legnano, quest'ultima formazione ha due risultati su tre disponibili, ma i liguri hanno una squadra più forte e avranno il sostegno di tanto pubblico. Difficile da decifrare".
Il Perugia ha chiuso con il calcio professionistico e i segnali parlano di tante altre società in serie difficoltà.
"Nonostante un gran parlare e molti provvedimenti continuano a essere tante le società che non riescono nemmeno a pagare gli emolumenti ai propri dipendenti. Quella del calcio è davvero una situazione limite che però divenuta la normalità. Ci sono società che si iscrivono e che già nei primi mesi di attività stagionale non riescono a fare fronte ai pagamenti. Queste situazioni portano anche un'altra spiacevole conseguenza, ovvero che viene svalutata l'opera di chi vince sul campo a causa dei ripescaggi che, almeno per questa stagione, continueranno a esserci".
Fabrizio Vincenti