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E se il derby fosse con il Pisa? Nella cittā della torre sperano nel ripescaggio in Prima Divisione
03/07/2010 15:32
E se il derby fosse con il Pisa oltre che con il Viareggio e lo Spezia? Quella che sembrava un'ipotesi totalmente teorica sta prendendo corpo giorno dopo giorno. O meglio rinuncia dopo rinuncia. Sono infatti parecchie le società che hanno già rinunciato a iscriversi alla prossima Lega Pro 1.
Perugia, Rimini, Gallipoli e Mantova sono già fuori. L'Arezzo è a forte rischio. Salernitana, Foggia, Figline e Cavese hanno il fiato grosso e ci sarà da vedere se riusciranno, magari a prezzo di qualche punto di penalità, a presentarsi ai nastri di partenza. Il quadro - limitandoci alla Lega Pro 1 perché altrimenti sarebbe pure peggio - è sconfortante. In questa situazione, inevitabile che ci siano dei ripescaggi per completare i gironi. E che in molti ci sperino. Tra cui il neonato Pisa 1909 che è stato promosso in Seconda Divisione.
Il Consiglio Federale della Figc ha recentemente approvato i criteri di ripescaggio per la prossima stagione sportiva. La chimera sarebbe farla finita con questo sistema già dall'anno prossimo. Ma intanto, per la stagione che è alle porte, via libera ancora una volta ai ripescaggi. Il provvedimento ricalca quello della stagione precedente, ma prevede che alla fidejussione base (già deliberata nello scorso Consiglio Federale) si aggiunga una fidejussione integrativa nonché una contribuzione a favore della FIGC finalizzata all'attività giovanile. La misura prevista per queste voci è di 2 milioni di euro per il ripescaggio in Serie A, 1 milione per la B; 400 mila per il ripescaggio in Prima Divisione e 200 mila per la Seconda Divisione.
I criteri per i ripescaggi sono così individuati, tra parentesi il peso delle singole voci sul calcolo complessivo: 1) Classifica finale dell'ultimo Campionato (50%); 2) Tradizione sportiva della città (25%); 3) Numero medio degli spettatori allo stadio dalla stagione 2004/05 alla stagione 2008/09 (25%). Sono inoltre previsti criteri di preclusione al ripescaggio in caso di sanzioni per illecito sportivo; per le società che abbiano usufruito di ripescaggi nelle ultime 5 stagioni; per le società assegnatarie di titolo sportivo a seguito di fallimento o di Lodo Petrucci.
Quest'ultima clausola escluderebbe dunque la nuova società pisana da qualunque discorso. Ma c'è un però - oltre al fatto che per l'Esperia Viareggio come per la Fiorentina questa norma non è valsa nel passato - ovvero l'aspetto economico. Torniamo quindi alle cifre necessarie per poter presentare la domanda di ripescaggio. La somma complessiva che dovrà essere versata in caso di ripescaggio è di 1.200.000 euro più la tassa d'iscrizione al campionato di competenza. Avete letto bene: 1.200.000 euro. Davvero una bella somma, soprattutto per i tempi che sta attraversando tutto il movimento calcistico nazionale. La cifra è così ripartita: 400.000 a fondo perduto; 400.000 come fidejussione FIGC ed altri 400.000 sottoforma di fidejussione alla Lega Pro.
Un salasso niente male, insomma. Che con ogni probabilità molte delle squadre che avrebbero più titoli del nuovo Pisa a iscriversi alla Lega Pro 1 non potranno permettersi. Con quelle cifre, tante formazioni in teorica lizza possono fare almeno cinque-sei anni di campagne acquisti. Per il Pisa, invece, le risorse per chiedere il ripescaggio ci sarebbero. Del resto, avendo azzerato i debiti pregressi della vecchia società, parte sul pulito. E uno sforzo economico del genere è compatibile con quanto è stato già fatto e speso, basti pensare al numero di allenatori e giocatori impiegati per uscire dalla palude della serie D.
Ecco perché "al di là del monte" sperano. Forse contro ogni ragionevole certezza, ma di sicuro ogni società che rinuncia all'iscrizione è un piccolo passo in avanti per nuova società guidata da Battini, Valentini e Camilli. Non a caso la campagna acquisti della formazione nerazzurra è in parte congelata nell'attesa degli eventi. Il termine ultimo per la presentazione della domanda di ripescaggio è il 23 luglio. La speranza, insomma, è di fare il doppio balzo.