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Venturelli ha giā nostalgia del campo: "Mi aiuterā andare in ritiro con i mei ex compagni. La mia Berretti giocherā come la prima squadra"

13/07/2010 16:20

Non sarà e non potrà essere un'estate come le altre. E' l'estate del grande salto. E hai voglia di dire che la decisione è annunciata da tempo, che poco alla volta sarà metabolizzata. In realtà la presa piena di coscienza arriverà d'ora in poi. Quando i compagni - pardon, gli ex compagni - inizieranno ad allenarsi, a giocare, a attendere la prima gara, a varcare le scalette del Porta Elisa con una maglia rossonera addosso. Per Emanuele Venturelli non sarà un'estate come le altre. Anche se si sta buttando a capofitto nel suo nuovo ruolo, doppio ruolo, di allenatore della Berretti rossonera e di raccordo con la prima squadra.
"La nostalgia per il campo c'è già, ma me ne renderò ancora più conto quando avrò il fischietto al collo. A quel punto volterò completamente pagina".

Resterà comunque a lavorare con i suoi compagni di squadra già nel ritiro.
"Vero, e questo, sono convinto, mi servirà. Vado a affrontare una cosa e dovrò imparare tanto e il fatto di stare a contatto con la prima squadra in questa veste mi aiuterà a capire come si programma il lavoro".

Da un punto di vista tattico intende riprodurre nella Berretti il modulo della prima squadra?
"Sì, imposterò la squadra come la Lucchese titolare, e poi proverò a metterci naturalmente la mia esperienza".

Come intende impostare i rapporti con i ragazzi che andrà a allenare? Lei è sempre stato prodigo di consigli ai suoi compagni più giovani, ma ora il ruolo sarà diverso.
"E' ovvio che il rapporto deve essere diverso e c'è bisogno di una figura dominante ma ci deve essere la disponibilità al confronto. Bastone e carota, insomma. Ho sempre pensato da giocatore che fosse utile confrontarsi con l'allenatore, ma poi era lui a decidere".

Gia pensato a cosa dire ai suoi nuovi ragazzi al primo allenamento?
"No, improvviserò, farò capire cosa voglio da loro e la mia disponibilità nei loro confronti. Poi, con il passare dei giorni, inizieremo a conoscerci".

Passiamo alla Lucchese prima squadra: il suo giudizio.
"Giovannini, come sempre, ha fatto un bel lavoro. Devono arrivare ancora un paio di under 21, ma nel frattempo sono stati presi giocatori validi per un torneo difficile, che possono fare bene e garantirci almeno un campionato tranquillo".

Su chi scommette tra i nuovi?
"Tutti arrivano estremamente motivati, anche perché Lucca è una piazza ambita di questi tempi, ma se devo fare un nome, dico Grassi. Forse perché l'ho vissuta anche io questa situazione, ma il fatto che sia lucchese mi lascia pensare che possa avere delle motivazioni ancora più forti degli altri".

Nel frattempo, anche l'Arezzo a cui è legato, non ce l'ha fatta e dovrà ripartire dai dilettanti: è un'ecatombe di squadre.
"Mi spiace molto: a Arezzo c'è una parte bellissima della mia carriera, ci sono degli affetti. Non me l'aspettavo e conoscendo il presidente Mancini pensavo riuscisse a farcela".

Come se ne esce da questa situazione?
"Dovrebbe essere stabilite regole ferree e controlli molto frequenti. Di sicuro le recenti disposizione sui giovani lasciano il tempo che trovano. E poi forse ci sono davvero troppe squadre, ma è difficile ora lasciare tutti questi giocatori a piedi".

Fabrizio Vincenti

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