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Benedetti, segretario rossonero: "Quest'anno, sul modello delle licenze Uefa, c'erano davvero una marea di adempimenti. Rischiano seriamente un altro paio di club e non č da escludere che i campionati partano con un numero ridotto di formazioni"
12/07/2010 08:08
Il mese di giugno non è stato solo calciomercato. All'orizzonte c'erano
da disbrigare le matasse, sempre più annodate, relative all'iscrizione
al prossimo campionato. Documenti su documenti. Prescrizioni,
relazioni giurate, bolli, liberatorie, attestazioni di enti vari,
convenzioni. Centinaia e centinaia di pagine. Oltre naturalmente al
vile denaro, che quest'anno ha raggiunto la cifra record di 400mila
euro sottoforma di fidejussione e 31mila come costo d'iscrizione.
Nicola Benedetti (nella foto), segretario rossonero ha avuto il suo bel da fare
nella selva di prescrizioni imposte. Una giungla nella quale sono
rimaste aggrovigliate parecchie formazioni, che si sono viste
respingere l'iscrizione per irregolarità talvolta solo formali.
"Quest'anno l'iscrizione alla Lega Pro è stata modulata sul modello
della licenza Uefa, dunque più controlli, più adempimenti che
dimostrassero anche il livello di professionalità del club e dei suoi
dirigenti. La mancanza di uno qualunque degli adempimenti portava
alla bocciatura: ecco perché tanti club hanno dovuto fare ricorso".
Proviamo a sintetizzare tutti gli adempimenti.
"Innanzitutto
le liberatorie relative al pagamento degli stipendi dovuti sino a
aprile compreso; poi, entro il 30 giugno, andavano presentate la
fidejussione da 400mila euro, l'assegno da 31mila come quota
d'iscrizione e la modulistica relativa all'impianto".
Quattrocentomila euro: una cifra importante e nettamente superiore al passato, già questo può aver creato problemi a molti club.
"Esatto,
tenga conto che lo scorso era 100mila euro per la Prima Divisione e che
al massimo eravamo arrivati, anni fa, a circa 200mila euro. Davvero un
bel salto".
Poi c'è il fronte Co.vi.so.c. dove sono cadute altre formazioni.
"Si doveva dare dimostrazione di aver pagato le ritenute Enpals e
Irperf fino al mese di aprile, altrimenti erano seri problemi".
Ma
quest'anno c'erano pure altri requisiti da rispettare e definiti da due
Commissioni: quella dei Criteri Infrastrutturali e quella dei Criteri
sportivi e Organizzativi. Davvero una marea di documenti.
"La prima aveva il compito di accertare con molta oculatezza lo stato dell'impianto
dove si disputeranno le gare. In particolare serviva la disponibilità
dell'impianto, la licenza d'uso che viene concessa dalla Commissione di
Vigilanza locale, e inoltre un tecnico doveva certificare attraverso
una perizia giurata lo stato dell'impianto".
Dunque il prossimo anno non ci dovrebbero essere impianti non a norma, magari con i settori ospiti non accessibili.
"Detto
che per la Prima Divisione la capienza minima è di 4000 posti di cui
almeno 800 destinati agli ospiti, in teoria, per rispondere alla sua
domanda, direi di no. E' anche vero che di fronte a piani definiti di
ristrutturazione dovrebbero esserci deroghe, che però dovrebbero valere solo per
le neopromosse".
E la Commissione Criteri Sportivi e Organizzativi di cosa si è occupata?
"Aveva
il compito di verificare che ci fossero i requisiti per le figure
professionali inserite in società, ad esempio per i segretari si deve
essere iscritti all'associazione di categoria l'A.DI.SE., che ci fosse
l'addetto alla sicurezza, che il club avesse accettato a una serie di
impegni scritti tra cui l'adesione a iniziativa contro il razzismo, a
favore dei settori giovanili, a incontri con la classe arbitrale. In
totale almeno una settantina di pagine di documentazione".
Facile che soprattutto i club meno strutturati siano inciampati in qualche mancanza.
"Sì,
quasi inevitabile. E infatti alcune delle esclusioni sono state dettate
proprio da ragioni meramente formali. Il Viareggio è tra questi che non correranno particolari rischi se dimostreranno che si è
trattato solo di sviste formali. Fermo restando che dovranno depositare
un assegno da 9000 euro per il ricorso, una cifra che verrà rimborsata
in caso di riammissione. E' chiaro che alcune società però non hanno al momento la
struttura richiesta dalle normative".
Prevede molte esclusioni?
"A
parte quelle ormai definitive ritengo che in Lega Pro 1 rischino forte
un paio di società. A conti fatti dunque potrebbero essere 7-8 le
formazioni escluse e non sarà facile rimpiazzarle".
Non è dunque impossibile che i campionati possano partire con un numero inferiore di squadre?
"In
linea teorica no. Ma è una decisione che può prendere solo il Consiglio
Federale della Figc dopo aver accertato che non ci sono società a
sufficienza per i ripescaggi, sempre che in questo senso non ci siano
strascichi giudiziari con club che chiedono di essere ripescati e non
lo sono. I ripescaggi verranno definiti il 25 luglio, a quel punto si
capirà quale scenario ci troveremo davanti".
Fabrizio Vincenti