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Giuliani mattatore della serata al Cafè Fellini: vivace scambio di opinioni con Beppe Lorenzini sulla tessera del tifoso. Il presidente ribadisce: "O 2016 abbonamenti come Fouzi l'ultimo anno, o me ne vado"
14/07/2010 08:01
Bella e affollata serata, sulla terrazza del Cafè Fellini in piazzetta San Carlo, per lo scontro-incontro tra il presidente della Lucchese Giuliano Giuliani e una trentina di tifosi intenzionati a farsi sentire sia per plaudire a ciò che è stato fatto, sia a criticare per ciò che, invece, non lo è ancora. Inevitabiloe, ma era previsto, che l'argomento principale della discussione fosse la campagna abbonamenti con l'aggiunta della tessera del tifoso obbligatoria per chiunque voglia sottoscrivere un'annualità. Ebbene, al termine della movimentata riunione, con un Giuliani che, in più di un'occasione, ha dato fuoco alle polveri com'è suo costume, è emersa una novità assolutamente non preventivabile: la stragrande maggioranza dei supporters presenti, quasi tutti storici, si è dichiarata pronta a sottoscrivere anche la tessera del tifoso pur di assistere alle gare della Lucchese e essere vicina alla società. Pochi, solamente quattro, i recalcitranti, tra cui spicca il nome di Beppe Lorenzini, un tifoso speciale, mitico, che, ha detto, acquisterà ogni domenica il biglietto, ma rifiuta aprioristicamente l'ennesima 'catalogazione imposta alla tifoseria. Il presidente Giuliani ha annunciato che, al momento, è stata raggiunta quota 260 abbonamenti. A nostro avviso un record o quasi. Ne mancano ancora molti al traguardo fissato dallo stesso patron rossonero per non dimettersi. E anche in questa circostanza Giuliani non ha lesinato le critiche a destra e a manca e a chi, soprattutto, fa finta di non comprendere lo sforzo economico della società. Abile e consumato padrone di casa il proprietario del cafè Fellini, Massimo Tamburrini la cui terrazza nel cuore della piazzetta San Carlo è una chicca per occhi e palati fini.
La serata è iniziata con una performance del presidente punzecchiato da alcune dichiarazioni di Lorenzini sul suo rifiuto di sottoscrivere la tessera del tifoso. Beppe ha ribadito che non ha niente contro la società anche perché si tratta di una decisione , incostituzionale a suo avviso, presa in sede ministeriale, ma che lui, come tifoso doc, non vorrà mai sottoscrivere. E' qui che Giuliani ha dissentito profondamente se non sulla sostanza, sul comportamento. "Da un fallimento - ha spiegato Lorenzini - siamo tornati in C1 in due anni e la pretesa del presidente di vedere un abbonamento in più di quelli fatti nell'ultimo anno di Fouzi Hadi è più che legittima. E' anche vero, però, che all'epoca c'era la curva a 70 euro e altri prezzi. D'accordo, Fouzi vendeva fumo, ma ora c'è la tessera del tifoso che è un sopruso e io lo dico cento volte: farò il biglietto domenica dopo domenica, ma non mi faccio schedare. La mia è una questione di principio". Dura la risposta di Guliani: "Coi principi si fa la birra. Vi faccio subito un esempio: l'altro giorno sapevamo di dover pagare centomila euro e basta, mentre improvvisamente abbiamo scoperto che in Lega avremmo dovuto tirare fuori 400 mila euro. Cosa avremmo dovuto fare, allora? Dire no, tante grazie, ma i principi sono principi e noi non paghiamo rinunciando a iscrivere la squadra al campionato? IO non capisco chi ha voluto mettere questa tessera del tifoso, ma non capisco neanche chi questa tessera non vuole averla rinunciando ad abbonarsi. Ma come? Avevate costituito un comitato, due anni fa, che era disposto a sobbarcarsi otto milioni di euro di debiti della vecchia Lucchese pur di salvarla e ora state a guardare questa stupidaggine, invece di pensare a sostenere la società e la squadra?".
2016: questo il numero di abbonamenti che Giuliano Giuliani vuole raggiungere, altrimenti se ne andrà rassegnando le dimissioni da presidente della Lucchese. Il o non è uno scherzo, ha sempre mantenuto ciò che ha detto. Al termine della serata i tifosi gli hanno rimproverato questa sua categoricità chiedendogli di soprassedere e, se anche tutti sono rimasti sulle proprie posizioni, Giuliani ha mostrato una certa disponibilità. Sarà, comunque, dura fino all'ultimo e non sono esclusi colpi di scena. Chi al suo posto in caso di abbandono? Forse il fratello Gabriele.
Luca Puccinelli ha fatto notare, giustamente, che se la curva non viene riaperta sarà dura raggiungere i duemila abbonamenti: "Storicamente la curva è un settore popolare. Se si apre ai tifosi si potranno anche toccare e superare le duemila tessere, soprattutto perché si tratta di una questione psicologica. La gente, molti giovani, sentono il richiamo della curva e di ciò che ha rappresentato da sempre. Psicologicamente la gente è affezionata alla curva. E' anche una questione di mentalità". La replica di Giuliani non si è fatta attendere: "La mentalità è bene che un giovane se la faccia in altro modo. Non esiste, a nostrovviso, né è esistita l'anno passato, l'esigenza di aprire la curva anche perché, se non lo sapete, tenerla aperta rappresenta un costo considerevole perché va, ovviamente, custodita e piantonata come ogni altro settore dello stadio. Inoltre i prezzi di gradinata non mi sembrano così sropositati da non poteressere sostenuti dai tifosi che vorrebbero la curva. Inoltre che senso avrebbe avere uno stadio mezzo vuoto in tutti i suoi settori? Capisco il discorso affettivo ed è anche apprezzabile, ma non c'è niente da fare. La curva non si tocca".
(1 - prima parte)