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Alberto Cheli, ex portiere rossonero per una sola stagione e, ora, negoziante di tennis: "Farò l'abbonamento come sempre, lo devo a questa società per farla sentire meno sola"

21/07/2010 17:22

Lui è Alberto Cheli, 40 anni giusti giusti, una grande passione per il calcio e un altrettanto grande amore per la Lucchese, la sua ex squadra di quando giocava facendo il portiere. Stando ai suoi ricordi e alle statistiche, nei lontani anni '80, tra il 1987 e il 1988, sedette sulla panchina della prima squadra come portiere di riserva di Carlo Riccetelli. Era la C1 e allenatore era Renzo Melani. Dopo quella promettente esperienza, qualche infortunio e il servizio militare (all'epoca era, purtroppo, obbligatorio) solo un po' di Promozione al Monsummano e la fine della carriera. Adesso Cheli possiede un negozio di articoli sportivi a Sant'Anna, anzi, per la precisione il suo è il negozio di tennis per eccellenza a Lucca.

Si ricorda la prima gara della Lucchese a cui ha assistito?
"Certo. Era Lucchese-Parma del campionato di serie C. Finì 0 a 0. Io ero in piedi e in gradinata. Avevo sei anni e mi ci aveva portato mio padre".

Una gioventù, la sua, tinta di rossonero.
"Sì, ho fatto tutta la trafila nelle giovanili con due anni negli allievi e altrettanti nella Berretti. Poi l'occasione di fare la riserva a Riccetelli".

Non è da tutti. Poi cosa accadde?
"Il servizio militare e un infortunio, comunque è andata così. Ho giocato in Promozione con il Monsummano e, poi, la decisione di smettere con il calcio giocato".

La Lucchese, però, le è rimasta nel cuore?
"Per me la Lucchese è una passione infinita".

La più grande gioia come tifoso?
"La vincita della Coppa Italia di serie C a Palermo".

La più grossa delusione?
"Il fallimento".

Brutta cosa vero?
"Sì, non lo auguro nemmeno ai cugini pisani. Per me è stato un tradimento, per tutti i tifosi rossoneri. Vede, se il Pisa retrocede sul campo io sono contento, ma se fallisce come è accaduto a noi, mi dispiace, non è così che deve succedere. Cosa c'entriamo noi tifosi? Siamo vittime del fallimento. Io pensavo che prima o poi quest'uomo sarebbe tornato con i soldi e invece... Mi è cascato il mondo addosso. Sono state giornate di vuoto assoluto. Ricordo ancora l'ultima di campionato contro la Pistoiese al Porta Elisa con Cipolla che dopo aver segnato venne sotto la gradinata. E poi ancora, nei giorni successivi, le facce di Briano, Masini, Scalise, Bolzan che venivano a comprare la racchetta da tennis con certe facce da funerale che la dicevano tutta sul loro stato d'animo".

Torniamo al calcio giocato: il più grande portiere della Lucchese secondo lei.
"Dal Molin, non ho dubbi. Poi anche Squizzi".

E il giocatore più forte?
"Nessun dubbio. Ivano Della Morte".

Il giocatore che l'ha più delusa?
"Due, De Florio e Olivares poi ci metta anche De Simone e fanno tre".

Si abbona?
"Vuole scherzare? A parte il campionato di serie D dove ho visto quasi tutte le gare pagando il biglietto, non ho mai smesso di sottoscrivere l'abbonamento. Lo farò anche quest'anno e lo faccio perché è giusto che la società sappia che ci siamo, uno stimolo per loro. Tessera del tifoso? Nessun problema, non vedo la difficoltà. Per me non cambia niente nemmeno rispetto a quando andavo in trasferta, quindi, sottoscrivo l'abbonamento e basta".

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