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Mi manda Pea: il neo acquisto Pondaco si presenta a Lucca di cui gli ha parlato un gran bene l'ex allenatore rossonero. "Lucca, la scelta migliore. Qui per dimostrare tutto il mio valore"
01/09/2010 17:29
Mi manda Fulvio Pea, potremmo dire. Sì, perché Stefano Pondaco, l'ultimo arrivato in casa rossonera, è uno dei giocatori della covata che solo due anni fa fece vincere, con l'ex allenatore rossonero in panchina, scudetto, coppa Italia e Supercoppa alla Primavera della Sampdoria.
Pondaco, appena si è concretizzata la possibilità di arrivare a Lucca ha chiamato il suo vecchio maestro con il quale continua a sentirsi. Netta la risposta di Pea: non perdere questo treno. E' lo stesso neoacquisto rossonero a rivelarlo: "Ho scelto Lucca per tanti motivi, prima di tutto per la serietà di questa società e perché tutti me ne hanno parlato bene. Quando ho chiamato il mio ex allenatore Pea per chiedere un parere mi ha detto di accettare perché Lucca può essere una tappa importante della mia carriera. E poi, lo confesso, io quella Lucchese che era in serie B la ricordo e mi è sempre piaciuta: mi ricordo la seguivo a "Quelli del calcio". Insomma, c'erano tutti i presupposti per scegliere questa maglia".
Nonostante le alternative non mancassero. Monza, Ravenna, Andria e Gubbio hanno provato a convincerlo da quando la sua società, Il Portogruaro, matricola della serie B, lo ha messo sul mercato: "Inizialmente volevano cedermi, poi il nuovo allenatore Viviani ha messo il veto, ma io sapevo che avrei avuto poco spazio e ho chiesto al mio procuratore di fare il possibile per trovarmi una sistemazione dove giocare. Quando si è fatta avanti la Lucchese sapevo che sarei venuto qua, la telefonata a Pea è stata la conferma che stavo scegliendo bene".
Calabrese, anche se la sua seconda città, di fatto, è Genova dove è approdato poco più di un bambino, Stefano Pondaco, classe 1989, nella Sampdoria ha fatto tutta la trafila: due anni negli Allievi blucerchiati, poi tre di Primavera, l'ultimo da capitano: "Sono andato via presto da casa, dopo che per qualche anno ho giocato nella Polisportiva Azzurra di Vibo Valentia: ho superato un provino con la Sampdoria e lì ho iniziato a giocare, disputando quell'annata splendida conclusasi con la vittoria in quasi tutte le manifestazioni. Ci sfuggì, per un soffio, solo il Torneo di Viareggio".
L'anno scorso, una stagione con non molte presenze nel Portogruaro (11), ma, comunque, la grande gioia della promozione in serie B: "Eravamo partiti senza grandi obiettivi. Poi, a metà campionato avevamo già 27 punti e ci siamo guardati in faccia: dovevamo e potevamo puntare a qualcosa di più grosso. La promozione è arrivata all'89' della gara di spareggio a Verona".
Ora è a Lucca, dove vuol fare vedere tutto il suo valore, un po' come molti dei rossoneri che compongono la rosa di quest'anno. Una sorta di dna collettivo: "Sono qui pronto a dimostrare quello che valgo e a mettere in difficoltà il mister al momento delle scelte. Le mie caratteristiche? Sono un esterno che può giocare anche al centro, che preferisce attaccare più che difendere e che ha un buon piede sinistro. Il destro? Mi aiuta a camminare. La preparazione? Ho avuto un piccolo stiramento a inizio del ritiro ma ora mi sto allenando regolarmente".
Soddisfatto Paolo Giovannini che era al suo fianco: "Devo dire grazie innanzitutto al suo procuratore, Daniele Garavello, che ci ha aiutato nel far arrivare qui il ragazzo. Pondaco è una prima scelta per noi: lo seguivamo da tempo e le altre ipotesi non ci convincevano del tutto. E' un elemento che completa la rosa in un ruolo dove avevamo solo Michelotti che sta facendo bene, ma era impensabile avere solo un giocatore in quel ruolo. Ora tocca a lui dimostrare quello che vale e siamo convinti che possa restare a lungo con noi".
Gazzetta Lucchese