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Giovannini non ci sente: "Non voglio cadere nella trappola: il Cosenza č forte anche con sei infortunati. Sarā dura, ma noi stiamo bene"
16/09/2010 11:52
Giudizio positivo a botta calda, e giudizio positivo anche a mente fredda. Paolo Giovannini, rileggendo il match di domenica scorsa a Andria, trova motivi per sorridere. Anche a distanza di qualche giorno.
"Credo che la cosa più positiva sia stata quella di essere stati in partita su di un campo difficile e anche senza lo strapotere tecnico mostrato nelle gare precedenti".
Strapotere che vi aveva consentito di passare in vantaggio sempre nel primo tempo: a Andria questo non è accaduto.
"No, in quest'ultima gara c'è stato più equilibrio e la cosa che mi fa più ben sperare è che dopo il loro pari rocambolesco non abbiamo rischiato praticamente nulla. Un segno di maturità e di personalità: a volte, in certe situazioni, si rischia anche di perdere".
Siete anche migliorati nell'approccio al secondo tempo: per la prima volta non avete subìto il gioco degli avversari in avvio di ripresa.
"Anzi, siamo anche passati in vantaggio. Siamo migliorati anche sotto questo aspetto".
Nessun appunto, insomma?
"Alla luce del fatto che abbiamo dovuto fare i conti con un infortunio a freddo e che l'ambiente non era semplice, direi che non ci sono appunti da fare. Peraltro sono convinto che per vincere a Andria occorrano due gol".
Ha accennato all'infortunio di Marotta: quanto ha pesato?
"Non vorrei caricare di eccessive responsabilità il nostro centravanti, ma è chiaro che subire un infortunio dopo pochi secondi condiziona la gara. Abbiamo regalato venti minuti agli avversari e credo che sarebbe successo lo stesso anche se a farsi male fosse stato qualcun altro: tu prepari la gara in un certo modo e con certi uomini e dopo nemmeno un minuto devi cambiare le carte in tavola. E' un po' come quando uno prepara un match fuori casa e si trova sotto dopo una manciata di minuti. Cambia tutto".
Marotta non ci sarà anche contro il Cosenza: cosa cambierà?
"Ogni reparto è stato costruito perché abbia in ogni ruolo un'alternativa almeno. Come alternativa alle caratteristiche di Marotta, vedo prima di tutto Marasco, anche se il primo ha dimostato per ora di sapersi integrare meglio negli schemi. Marasco non ci sarà, ma c'è anche Taddeucci anche se lo vedo più come una prima punta con caratteristiche diverse dagli altri due".
Veniamo al Cosenza: i calabresi lamentano parecchie assenze.
"Credo che squadre come il Cosenza, ma potrei dire anche Atletico Roma, Taranto, Benevento e anche la Lucchese, non subiscono troppi danni da alcune assenze visto la vastità delle rose. Non vogliamo cadere nella trappola degli assenti: il Cosenza è una squadra forte comunque, dirò di più: non è detto che mettendo alcuni altri giocatori questi non facciano meglio di chi devono sostituire. Penso a come può aver fatto bene, pensando a noi, Costantini domenica scorsa".
Che altre trappole deve evitare la Lucchese contro i calabresi?
"Niente, la squadra è in salute. Dopo il lungo viaggio di ritorno stiamo riprendendo gli allenamenti con gradualità e poi c'è la buona notizia che Marotta non ha riportato danni gravi alla caviglia".
A proposito di viaggi: farete in questo modo anche nelle prossime trasferte lunghe?
"No, anche a Taranto, oltre che in Sicilia, andremo in aereo. Anche se va detto che se devi ammattire per le coincidenze dei voli non so cosa sia meglio. Una cosa è sicura: il viaggio di ritorno in un'unica tratta incide sul lavoro della settimana successiva e non certo sulla partita della domenica. Non a caso all'andata abbiamo spezzato in due il viaggio".
Vi attendono cinque-sei gare dove si vedrà il reale valore della Lucchese.
"Andrei a gruppi di tre. Prima di tutto abbiamo il Cosenza, una squadra forte che ci ha battuto in coppa Italia ma contro cui possiamo giocarcela. Poi andremo a Gela dove troveremo una situazione ambientale simile a quella di Andria. Riuscire a rimanere imbattuti in queste due gare vorrebbe dire arrivare a giocare le nostre carte nel big match contro l'Atletico Roma".
Atletico Roma che fa sempre più sul serio con l'arrivo di Esposito e Baronio: non è che stanno mettendo troppi potenziali protagonisti in squadra?
"Non giudico il lavoro altrui. Posso solo immaginare che se i dirigenti romani hanno fatto queste scelta hanno soppesato i pro e i contro, ritenendo i primi più consistenti. Di sicuro c'è che a Roma c'è un progetto che punta alla serie B".
Ultima domanda sul Viareggio: la sorprende questa sua partenza a razzo?
"No, è una società seria, hanno un tecnico di valore e hanno conservato quei cinque-sei giocatori fondamentali. Conosco bene Gazzoli per averlo avuto tre anni con me al Castelnuovo - mi chiama affettuosamento il suo maestro (ride ndr)- e so quanto sia valido nel suo lavoro. Ero convinto che la serietà della compagine bianconera, soprattutto in questa fase contro squadre ripescate, con problemi di rosa, con squadre rifatte completamente e con situazioni turbolente, possa pagare. Poi alla lunga i valori tecnici di chi ora sta stentando verranno fuori".
Fabrizio Vincenti