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Giovannini č per la filosofia del carpe diem: "Lavorare giorno per giorno, ma dovessimo giocare come domenica possiamo battere chiunque. Dobbiamo migliorare in avvio di ripresa. L'Andria? Sarā un match difficile, anche per il contesto ambientale"
09/09/2010 11:57
Orazio e il suo carpe diem, che si potrebbe tradurre con un "afferra ogni giorno", sono la stella polare che Paolo Giovannini consiglia prima di tutto ai suoi uomini per continuare a volare, tenendo però i piedi ben piantati per terra. La squadra costruita pezzo per pezzo sta regalando un inizio di stagione davvero esaltante, ma lui, Giovannini, non è sorpreso. E lo dice senza falsa modestia."Non sono sorpreso, lo dico sinceramente. Per chi vede giornalmente questi ragazzi posso dire che tutto questo non è frutto del caso. L'ho detto e lo ripeto: in questo gruppo abbiamo 8-9 giocatori che potrebbero giocare in serie B. Dico, tanto per fare nomi, Marotta, Lollini, Biggi, Baldanzeddu, Carloto. E sono convinto che nel giro di due-tre anni molti di loro saranno destinati a carriere importanti. Fondamentale è che continuino a coniugare la voglia di fare bene per se stessi con quella per il gruppo".
La Ternana l'aveva considerata il primo vero ostacolo stagionale, ora tocca alla gara di Andria: che cosa rappresenterà?
"La prima seria gara in trasferta. Contro il Foggia avevamo giocato a porte chiuse e con una buona squadra ma ancora senza personalità. Ad Andria sarà tutto diverso. Ci troveremo davanti una formazione temibile che è reduce da una vittoria in campionato, anche se contro un avversario ancora alla ricerca della propria identità, ma che può contare su di un pubblico caldissimo e numeroso. Potrebbe avvenire al contrario quello visto domenica scorsa".
Ovvero?
"Ovvero che la Lucchese, contro la Ternana, si è trovata a giocare in un catino davvero pieno di entusiasmo, probabilmente come da anni non si vedeva, con un incitamento costante, caldo, appassionato. Questo clima sono convinto che ha inciso in un buon 20% sulla prestazione dei giocatori. E' stato davvero un grande pubblico, quello contro la Ternana. Ecco, domenica prossima potremmo trovare a parte invertite la stessa situazione. anche se va detto che se la Lucchese dovesse ripetere la prestazione di domenica scorsa, siamo in condizione di vincere con chiunque ".
Cosa deve fare la Lucchese per mantenere questo stato di grazia?
"Vivere giorno per giorno, pensare a allenarsi domani e poi, solo dopo, all'allenamento del giorno successivo sino al giorno della gara. E una volta giocata riniziare passo dopo passo. Lo dico a prescindere da come vada ogni singola partita. E aggiungo una cosa...".
Prego.
"Che ho sempre detto che c'è un sottile filo che lega la presunzione all'autostima. Non dobbiamo mai snobbare gli avversari, ma avere comunque presente il nostro valore, senza vivere questa C1 come l'esame della vita. Ecco un'altra cosa importante per continuare a fare bene".
A inizio campionato, da più parti, nei pronostici veniva accreditata molto poco la Lucchese: si sente di rispondere qualcosa o è presto?
"Nulla, capisco che chi vive lontano dal nostro ambiente possa non comprendere il reale valore di questo gruppo, magari basandosi sui tabellini delle carriere dei nostri giocatori. Io che li conosco, so cosa valgono".
Dove può arrivare questa Lucchese che inizia a essere al centro dell'attenzione dei media nazionali?
"Capisco le esigenze giornalistiche, ma il gioco delle tabelle punti deve restare fuori dal nostro spogliatoio. E' un gioco a cui ci siamo per scherzo prestati alcune volte, ma qui è bene si vada davvero giorno per giorno".
In cosa deve migliorare questa squadra?
"Si dice che tre indizi sono una prova, e allora mi concentrerei sui tre avvii nei secondi tempi. L'approccio non è stato mai quello giusto con delle pause pericolose: è un limite ed è ora di cambiare".
Due parole su Biggi: sta davvero lasciando di stucco tutti.
"Dietro i suoi risultati c'è anche una grande opera dello staff sanitario e atletico che segue davvero giorno per giorno i giocatori. Con lui è stato fatto un lavoro eccezionale che si è unito a una maturazione del ragazzo che a me è parsa già evidente quando era ancora a Gavorrano e al lavoro di mister Favarin, che ha più volte dimostrato di riuscire a far crescere anche atleti di 30 e passa anni".
Chi tra i giovani, da cui si attende progressi a breve, si sente di citare?
"Costantini è destinato a fare bene e giocarsi alla pari la maglia con gli altri di centrocampo, ma se devo fare un nome dico quello di Petri: sono convinto che possa davvero fare benissimo".
Fabrizio Vincenti