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Giovanni Valentini: "Sogno l'inaugurazione del Porta Elisa e la serie B e una Lucchese composta da lucchesi. Ecco cosa č veramente e cosa sarā la tessera Vip"
09/09/2010 11:23
Pubblichiamo una intervista a firma di Aldo Gandi a Giovanni Valentini, patron di Valore, socio di maggioranza della Lucchese, apparsa questa mattina sul Nuovo Corriere di Lucca:
Umbro di nascita, pratese di adozione, lucchese per scelta di cuore e di testa. Di lavoro e di amicizia. Giovanni Valentini, classe 1951, presidente della società Valore s.p.a. di Prato, socio di maggioranza della nuova, nuovissima e vincente Lucchese Libertas 1905, è un uomo per il quale, per dirla alla Carlo Levi, le parole sono pietre e hanno, quindi, oltre che un valore anche un peso. Sia quando si pronunciano sia, ovviamente, quando si ricevono. "Quando ho detto che mi sarei impegnato personalmente per trovare cento abbonamenti Vip - esordisce - intendevo dire che farò quanto è nelle mie possibilità per far conoscere il progetto che stiamo portando avanti a Lucca e per coinvolgere più persone possibili. Vuol dire che, seppure io sono un uomo che non ama la vita mondana, una persona semplice che ama il mare e che, quando può, si ritira nella sua isola a Giannutri, scenderò nella Lucca che conta, andrò al Circolo dell'Unione, al Rotary, ai Lions e a tutte le altre associazioni più o meno rappresentative della vita sociale cittadina per spiegare che cosa è, in realtà, la tessera Vip e in che cosa consiste il progetto cui stiamo dedicando tempo, passione e ingenti investimenti".
Mi scusi, ma chi sono o chi dovranno essere i sottoscrittori dell'abbonamento Vip?
"La parte più propositiva della città che crede e che investe nel nostro progetto".
In che senso?
"Mi spiego. La Lucchese Libertas è già oggi una società fortemente patrimonializzata essendo proprietaria dell'area di San Donato e avendo a reve la possibilità di avere in concessione per novantanove anni l'area del Porta Elisa ristrutturata secondo il Masterplan approvato dalla Giunta Comunale. Coloro che sottoscriveranno la tesseraVIP non avranno un semplice abbonamento ma avranno anche la possibilità di partecipare al progetto con condizioni particolari".
Ma lei sta cercando abbonati doc o soci veri e propri?
"L'uno e l'altro. Guardi, facciamo un esempio e cerchiamo di essere ottimisti al massimo. Proviamo, cioè, a pensare a quando il nostro progetto sarà finito, ossia al momento in cui verrà inaugurato lo stadio e con la Lucchese, magari, in serie B. A quel punto io vorrei che la società fosse tornata in mano ai lucchesi perché, lo sappiamo tutti, in un calcio come questo più siamo meglio è meno c'è il pericolo di sgradite sorprese. Noi siamo partiti con l'idea di realizzare uno stadio di ultima generazione che copra per molto tempo le necessità finanziarie della squadra e premi adeguatamente gli investitori. Chi acquista la tessera Vip è destinato, nelle nostre intenzioni, a far parte, di quello zoccolo duro formato da lucchesi che sarà proprietario della propria squadra del cuore e dello stadio".
Questo vuol dire, sempre a voler vedere le cose in questa ottica, che lei se ne andrà una volta portato a termine il compito.
"La Valore sicuramente, poiché la sua partecipazione è legata al progetto. Io come Giovanni Valentini resterei volentieri insieme agli altri come socio e unitamente a tutti quei lucchesi che sin da ora vorranno avvicinarsi a questo progetto con la stessa fiducia e lo stesso entusiasmo che abbiamo noi. In questo momento noi abbiamo la grande capacità di portare quattromila persone allo stadio per farle divertire e sognare. Ebbene come non rendersi conto di quanto si sta facendo, tutti, per questa città? Chi, onestamente, oggi potrebbe schierarsi contro il nostro progetto?".
Beh, in Comune non è che tutti marcino nella medesima direzione, maggioranza compresa.
"Per quanto ne sappiamo noi, magari con sfumature diverse, le posizioni di maggioranza e opposizione sono ampiamente favorevoli al progetto e noi contiamo (come promesso) che la Variante Urbanistica venga adottata dal Consiglio Comunale nella prima decade di ottobre ".
Ma a lei il calcio piace?
"Certo, fino a vent'anni ho giocato come centromediano metodista, così almeno si diceva una volta".
Giuliano Giuliani cos'è per lei?
"Un caro amico e una persona seria. Abbiamo lavorato insieme e posso dire senza timore di sbagliarmi che è un uomo affidabile e serio che rispetta sempre i propri impegni. Inoltre è un amico".
C'è chi dice che, almeno fino a qualche tempo fa, a lei girassero molto le scatole per questa partecipazione scarsamente remunerativa al mondo del calcio.
"Diciamo che c'è stato un momento in cui ne avevo abbastanza ed ero un po' giù di morale perché mi sembrava che la gente non riuscisse a capire quello che stavamo facendo e perché volevamo farlo. Noi vogliamo che la Lucchese sia il più possibile legata e radicata al territorio ed è per questo, ad esempio, che abbiamo raggiunto un'intesa con il Comune di Capannori affinché il giovedì la squadra possa disputare le sue partitelle sul campo dello stadio capannorese. E ci muoveremo, nella nostra azione, sempre seguendo queste linee di principio".
Torniamo a noi. Qual è la domanda che si farebbe ad alta voce?
"Mi domando spesso se ci si rende conto che questa impresa rappresenta una delle cose più azzardate che un imprenditore possa scegliere di fare".
Ossia?
"Entrare nel mondo del calcio dove, sostanzialmente, fallire è molto più semplice che resistere. Invece io e Giuliani iamo talmente fiduciosi da aver fuso la società di sviluppo sportivo, proprietaria del terreno a San Donato e la Lucchese proprio perché crediamo in questo progetto e perché vogliamo che diventi sempre più lucchese. In due si rischia sempre, ma se saremo in diversi, potremo davvero ridurre a zero o quasi qualunque rischio legato alla gestione di una società calcistica nel corso degli anni. Esempi, del resto, ce ne sono, vedi Empoli, Udinese, Palermo, Portogruaro e via dicendo".
Che cosa l'ha affascinata e che cosa le piace di questa città?
"Diciamo che mi piace tutto, anche quello che, in un primo momento, potrebbe apparire un difetto. Io riesco sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno. Inoltre, anche certi atteggiamenti dei lucchesi, quali la parsimonia o altro ancora, alla fine mi hanno fatto innamorare di questa città così ricca di cultura e di storia. Lucca è davvero una città meravigliosa e questo nostro stadio può far fare quel salto di qualità che la porterebbe ad essere un esempio e una sorta di progetto pilota sulla via della autodeterminazione e dell'autonomia finanziaria di una società calcistica".
Aldo Grandi