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Un assegno di 7 mila 500 euro, staccato su un conto corrente intestato alla Lucchese Libertas di Fouzi Hadj, finì nelle mani del mandatario elettorale della coalizione che appoggiava la candidatura a sindaco di Mauro Favilla: ci sono i testimoni
18/09/2010 08:12
Pubblichiamo l'articolo apparso questa mattina, a firma Aldo Grandi, sul Nuovo Corriere di Lucca dal quale appare chiaro come il contributo elettorale dato da Fouzi Hadj a Forza Italia e ai suoi alleati nella campagna elettorale per elezioni comunali 2007, ci sia stato. Eccome.
Fouzi Hadj lo aveva detto al Nuovo Corriere l'altro giorno: "Ho dato dei soldi per la campagna elettorale del sindaco Favilla, ma non ricordo con precisione la cifra. Credo che se ne sia occupato il segretario". Una volta tanto l'ex businessman sirio-armeno aveva ragione. I soldi, 7 mila 500 euro, vennero pagati tramite assegno della Lucchese Libertas 1905 direttamente nelle mani di un emissario della coalizione di centrodestra, probabilmente uno dei mandatari elettorali titolari dei conti correnti accesi presso istituti di credito dove devono essere convogliati i contributi per la campagna elettorale. "Non ho dubbi - ricorda l'allora segretario della Lucchese - Eravamo nella sede di Viale Carlo del Prete. Fouzi Hadj incontrò questa persona e gli diede un assegno della Lucchese di 7 mila 500 euro. Questi ci dette regolare ricevuta". Oltre all'ex segretario, anche un altro personaggio all'epoca in auge nell'ambiente rossonero conferma la cosa. Si tratta di Enrico Luchi (nella foto): "I soldi vennero dati direttamente al comitato elettorale di Favilla. Ci furono dei contatti, poi vennero pagati con un assegno della Lucchese 7 mila 500 euro e ci fu perfino consegnata la ricevuta del versamento".
Di fronte a queste testimonianze sarà difficile, ora, negare l'evidenza. Tuttavia il fatto che Fouzi Hadj abbia elargito dei soldi per la campagna elettorale del centrodestra non significa che l'allora coordinatore comunale di Forza Italia, Maurizio Dinelli, ne dovesse per forza avere conoscenza. O, almeno, potrebbe anche essere andata così anche se ogni elargizione avuta da privati, se documentata, dovrebbe passare al vaglio, logica insegna, di chi questo denaro riceve. Comunque sia, come giustamente fa notare lo stesso Dinelli, non c'è niente di male né di illecito nel fatto che qualcuno decida di sostenere economicamente un candidato e/o una coalizione. Tuttavia, almeno sotto il profilo etico e morale, se i soldi per la campagna elettorale arrivano non dalle tasche personali di Fouzi Hadj, ma dalle casse, all'epoca già prosciugate o quasi, di una società come la Lucchese Libertas fallita l'anno successivo con un buco di oltre quattro milioni di euro, allora il discorso cambia. Soprattutto alla luce dei giudizi piovuti, successivamente, dai balconi della politica, sulla testa, già di per se stessa abbastanza incomprensibile e testarda, di monsieur le President Fouzi Hadj.
Quest'ultimo ha detto di aver dato i soldi in cambio di promesse. Probabile, ma chi è il pirla che regala denaro sapendo benissimo che le promesse dei politici sono, e non sarebbe la prima volta, promesse da marinaio? In realtà Hadj era alla frutta, economicamente parlando e solo la possibilità di realizzare il nuovo stadio avrebbe potuto salvarlo. Visto ciò che sta accadendo in questi mesi, viene quasi da ridere se non ci fosse, in realtà, da piangere. Noi crediamo che la classe politica lucchese non cambierà certo il proprio atteggiamento né il proprio comportamento a seguito di questa rivelazione. 7 mila 500 euro, in fondo, sono una bazzecola, utili, sì e no, per comprarsi qualche uscita pubblicitaria o qualche migliaio di volantini. La cosa più triste, secondo noi, è che nessuno tra coloro che ne hanno beneficiato abbia la coerenza e l'onestà intellettuale di ammetterlo.