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Prima sconfitta stagionale: si deve subito ripartire, anche perché il calendario non consente pause. E a proposito di under e stadio...

21/09/2010 08:36

Lunedì 20 settembre, ore 12. Mura Urbane. "Visto te l'avevo detto io? Questi han già finito la benzina. Ma l'hai veduto Biggi? N'arivava la lingua appiedi! E' assai se si salvano quest'anno". "Nooo, ora un la dì troppo grossa: avessero finito la benzina alla quinta di campionato staremmo freschi. E' che l'ha azzeccata lullà a marcà a omo Carloto".

Parole e musica, visto il tono alto e lievemente canoro della conversazione, di un gruppo di pensionati nella tarda mattinata di ieri nel luogo che meglio di ogni altro identifica questa nostra città. Buon segno diciamo noi. La Lucchese è argomento di discussione, e del resto anche domenica, sugli spalti, c'erano oltre tremila paganti. Più o meno quelli che la società di Giuliani ha avuto in media dall'inizio del torneo, quasi il doppio dello scorso anno e con l'aria di crisi che c'è in giro nel mondo del calcio non pare davvero poco. Significa che il rossonero sta tornando di moda, e poco importa che la trazionale prudenza, che sfocia nel pessimismo e disincanto, faccia capolino. Importante, prima di tutto, è che se ne parli e lo si faccia avendo visto la gara, proprio come dai discorsi di quei signori si poteva intuire.

La frenata contro il Cosenza indubbiamente non ci voleva ma va anche detto che prima o poi, a qualcuno, i rossoneri dovevano pagare dazio. Sarebbe stato meglio più avanti, anche per iniettare ulteriori certezze nei giocatori che, non lo scordiamo, vivono questa stagione in Lega Pro 1 un po' come un esame personale oltreché di gruppo, ma non si può avere tutto dalla vita. A leggere l'andamento di queste prime cinque giornate viene da pensare che la Lucchese abbia, per il momento, toccato l'apice contro la Ternana per poi iniziare una lieve flessione. Se così fosse, bene invertire l'inerzia perché gli uomini di Favarin sono attesi da un ciclo di ferro: Gela, Atletico Roma, Taranto, Pisa, Cavese e Benevento. Le ultime due come trasferte consecutive. Nel giro di un mesetto o poco più, insomma, si vedrà davvero dove può arrivare la navicella rossonera. Consiglio non richiesto: ragazzi, abbiate fiduca nei vostri mezzi. Che non sono pochi.

Capitolo, o patata, "under". Inutile negarlo: la miglior Lucchese è coincisa con la vittoria contro la Ternana quando in campo c'era, probabilmente, la più competitiva delle formazioni schierabili e i giovani si sono accomodati in panchina. I valori, in questo momento, e sottolineiamo in questo momento, dicono che c'è gente più in palla tra chi ha una carta d'identità un poco più logora. E fa specie veder lasciar fuori Grassi dall'inizio perché, come ha detto Favarin, qualcuno a turno deve farsi da parte perché la politica societaria è questa.

L'argomento è spinoso perché qui si parla di soldi e d'investimenti e come si dice - perdonate il francesismo - sono tutti finocchi con il culo degli altri. Dunque, siccome ballano circa duecentomila euro di contributi come premio di valorizzazione degli under, per il momento, non ci sentiamo di aggiungere altro. Ci auguriamo solo che la società sappia capire quando e come eventualmente fare a meno di essi di fronte all'esigenza del campionato. E, aggiungiamo, a quella dei valori che dovrebbe essere la stella polare per le scelte del campo.

A proposito di scelte, sapete tutti quanto stimiamo Giancarlo Favarin, ma, stavolta, non siamo stati d'accordo con lui. Schierare entrambi gli infortunati c'è sembrato un azzardo, sia da un punto di vista fisico - a proposito, complimenti sinceri allo staff medico e ai massaggiatori per l'ennesimo piccolo miracolo - sia da quello motivazionale. La sensazione è stata che si sia preferito buttare in campo i due titolari anche non al meglio o addirittura malmessi, piuttosto che giocare la carta di chi sta in panca. Non sappiamo l'esatto valore, in questa categoria, di chi è riserva, ma prendiamo a prestito le parole dello stesso tecnico rossonero: vanno provati e, se inadeguati, ragionare sul da farsi in prospettiva. Per carità, il match forse sarebbe stato lo stesso e la sconfitta sarebbe stata inevitabile. Non c'è controprova del resto.

Due note sul clima respirato allo stadio. C'era una strana tensione intorno al Porta Elisa. Poliziotti e steward particolarmente zelanti, un commissario della Lega che ha avuto l'idea geniale di far cambiare le pettorine a tutti quelli in campo perché si confondevano con le maglie della Lucchese, le rosse, e con quelle del Cosenza, le bianche. In qualche centinaio di gare non se ne era mai accorto nessuno. Ma gli inventori ci vogliono sempre: solo così l'umanità fa progressi.

Un clima, a nostro avviso, eccessivo, anche considerando i diciotto, scusate forse erano venti, tifosi calabresi che si sono coraggiosamente sciroppati centinaia e centinaia di chilometri e che in larga parte hanno trovato posto in tribuna. Già, con la tessera del tifoso, curve ospiti vuote e tifosi, i più caldi, mischiati in altri settori. Speriamo sia l'occasione per conoscersi e abbattere diffidenze e demenziali violenze. Voleva questo il ministro Maroni con la tessera? Ne dubitamo. E comunque se per venti tifosi il livello di fibrillazione è questo siamo a posto...

Stadio e crisi politica. Tralasciamo ogni commento sulle vicende cittadine. La gente crediamo sia meno idiota di quanto la si voglia dipingere: che la ventilata crisi sia dovuta solo alla voglia irresistibile di poltrone lo capiscono tutti. Hai voglia di infarcire le dichiarazione di buoni propositi e di strapparti (a orologeria) le vesti per lo stato della cosa pubblica cittadina. O di affannarti a trovare cosa non va. La realtà parla di un possibile tradimento, l'ennesimo, del mandato popolare. Accà nisciun' è fesso. Colpisce semmai che l'argomento non sia stato nemmeno sfiorato nei cori dei tifosi rossoneri più caldi. Siamo davvero contenti, lo diciamo senza ironia, perché ne sentiamo già troppi di vaffa. Domenica ce ne sono stati per Stringara, per il Cosenza, per le forze dell'ordine, per la tessera. In pratica, si è salvato solo chi rischia di privare la Lucchese del suo nuovo stadio. Chissà, magari i pochi potenziali elettori della neonata Forza Lucca sono dove meno te lo aspetti.

Fabrizio Vincenti

 

 

 

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