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Giannecchini dei Giovani Industriali: "Gli imprenditori vogliono regole serie e precise. Io sponsorizzo la Lucchese perché creddo nel progetto"
24/09/2010 16:46
Nicola Giannecchini, 38 anni, contitolare della Del Monte srl
e presidente dei Giovani Imprenditori lucchesi, non ama il clamore né
le luci della ribalta ed è, inoltre, troppo intelligente per non
capire la differenza che esiste tra i propositi e la realtà, tra ciò
che si vorrebbe fare e ciò che, come diceva il letterato francese
Paul Eluard, si può. Tuttavia, non per questo, si rinuncia a tentare
di migliorare le cose. Giovanni Valentini di Valore di Prato, socio
di maggioranza della Lucchese, ha annunciato l'intenzione di cedere
le quote. Una buona ragione per salutare tutti ed attendere tempi
migliori per fare pubblicità. Invece no, Giannecchini la pensa
diversamente. E lo ha dimostrato firmando un contratto di
sponsorizzazione con la società rossonera.
Valentini annuncia il suo imminente ritiro. E proprio quando sarebbe,
forse, il caso di mettersi alla finestra e aspettare, ecco che lei,
invece, decide di correre in aiuto della Lucchese sponsorizzando la
squadra e sottoscrivendo una delle famose e costose Tessere Vip. Per
quale motivo proprio ora?
Abbiamo sponsorizzato il progetto Lucchese perché è un progetto che
ci piace sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello
imprenditoriale. Quello che mi ha attirato è stata la capacità di
restituire entusiasmo ad un ambiente che lo aveva smarrito da tempo.
Quindi, è logico che per me è diventato anche un veicolo di immagine
positivo.
Ma se Valentini dovesse andarsene e Giuliani seguire le tracce, cosa
farà?
Se cade il progetto, è ovvio, cade anche la sponsorizzazione. A fine
stagione faremo il bilancio e se ci sarà ancora un progetto credibile
a sostegno della Lucchese, penseremo a rinnovarlo, altrimenti
arrivederci e grazie.
All'origine di questo dissidio tra società rossonera e
l'amministrazione comunale per la realizzazione del nuovo Porta
Elisa, e, come spesso accade, il difficile rapporto politica-
imprenditoria. Perché, a suo avviso, è così complicato riuscire a
fare, per voi imprenditori, il vostro lavoro?
Perché viviamo in un Paese che ha delle regole complicatissime dove
non c'è certezza del diritto e dove, tante volte, fare l'imprenditore
e, quindi, assumersi il rischio di impresa, non è più solo un fatto
economico, ma anche il non sapere mai se ciò che si deve fare sarà,
poi, realizzato visti i tempi lunghi e morti della burocrazia.
Qual è la sua personale opinione sulla vicenda del Porta Elisa?
Secondo me si tratta di un progetto valido che permetterebbe alla
Lucchese di vivere autonomamente e alla città di riqualificare una
zona importante come l'immediata periferia cittadina.
Ha ragione Valentini a sollecitare il Comune?
Ci si riallaccia al problema di cui parlavo prima. Quando un'impresa
chiede di poter realizzare qualsiasi cosa, dovrebbe conoscere, quando
lo chiede, i tempi entro i quali dovrebbe ricevere una risposta
certa. Valentini ha ragione per un verso perché una risposta deve
averla e in tempi più che ragionevoli. L'amministrazione, a causa
delle regole che imperversano in questo Paese, non sempre riesce a
dare queste risposte nei tempi previsti.
A Viareggio c'è l'assemblea regionale di Confindustria Toscana. Quali
le questioni dell'economia della nostra provincia meritevoli di avere
un occhio di particolare riguardo?
A livello provinciale le infrastrutture costituiscono una priorità.
Mi riferisco alla viabilità, dalle strade alle ferrovie, ossia ai
collegamenti che permettano alle imprese lucchesi - il comparto, dopo
quello fiorentino, più importante - di recuperare competitività
permettendo alle merci di raggiungere l'Italia, l'Europa e il mondo
a costi ragionevoli. Poi gli altri aspetti sono tutti a carattere
europeo. Viviamo in un mondo nel quale la competizione è a livello
globale e, quindi, per poter competere devono essere riscritte
regole che tengano conto di ciò.
Lei fa riferimento ai costi dell'impresa?
Costi, soprattutto, indiretti, frutto delle pastoie burocratiche che
non permettono di programmare con tempi certi l'avvio delle attività.
Ad esempio la questione del Porta Elisa: Valentini e Giuliani hanno
avviato da oltre due anni un progetto, ma ancora non sanno nemmeno se
potranno attuarlo.
Quanto contano i buoni rapporti con il potere amministrativo e
politico per un imprenditore, soprattutto, a livello locale?
Secondo lei? E' ovvio che contano molto.
Se ne potrebbe fare a meno volendo?
No.
Aldo Grandi