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Passa con 23 voti a favore, compresi quelli dell'opposizione, la mozione di Forza Lucca e Maurizio Dinelli: sfiduciato Agnitti, la giunta č a un passo dal rassegnare le dimissioni. Lido Fava del Pdl: "Per noi questa esperienza amministrativa č, ormai, chiusa"
29/09/2010 00:56
Lo sguardo di Mauro Favilla, sindaco di questa disgraziata città che ha i politici che non si merita - ma non è l'unica né sarà l'ultima - si perde nel vuoto. Alla domanda su cosa intende fare risponde solo: "Non so proprio rispondere". La morte della sua amministrazione è stata annunciata da pochi minuti e Lido Fava, capogruppo del Pdl, ha ribadito quanto aveva già dichiarato prima della votazione: "Se dovesse passare anche solo una delle mozioni di sfiducia al presidente Agnitti, ne prenderemo atto, ma sia chiaro che, per noi, sfiduciare Agnitti significa sfiduciare il sindaco e la giunta". Così è stato. A fine votazione, con la mozione di Maurizio Dinelli e la sua Forza Lucca passata con 23 voti a favore, cinque schede bianche, un voto contrario e undici astenuti, Fava ha dichiarato: "Stasera andiamo avanti con i lavori, ma per noi questa esperienza amministrativa può considerarsi chiusa. E' evidente che esiste, in consiglio comunale, una maggioranza diversa".
Il suicidio politico del centrodestra - o, almeno, di quello che poteva considerarsi tale - lo ha servito su un piatto d'argento a un'opposizione cieca e affamata l'ex consigliere regionale Maurizio Dinelli, capogruppo di Forza Lucca e promotore, con Giuliana Baudone, altra ex consigliere regionale di An, della mozione di sfiducia contro il presidente del consiglio comunale Agnitti. Inutile il tentativo di depistaggio effettuato da Dinelli che ha provato a far passare la sua azione come una sorta di sfiducia tecnica all'operato del povero Agnitti. Tutti, anche i più ciechi, sordi o idioti presenti a Palazzo Santini, hanno compreso che di sfiducia politica si trattava. Punto e basta. E, difatti, ad essa si è aggragata subito l'opposizione che, avendo presentato a sua volta una sfiducia ad Agnitti, ha colto al volo l'occasione di mandare a casa con tanti saluti il centrodestra.
Tambellini, capogruppo del Pd, ha giocato la sua partita proponendo una mozione di sfiducia ad Agnitti assolutamente strumentale ad un possibile e sperato capovolgimento politico. Della serie, giochiamo allo sfascio. Andrea Tagliasacchi, nel suo intervento, ha cercato di tenere la barca pari, manifestando solidarietà ad Agnitti, novello agnello sacrificale di questa assurda messa in scena serale e notturna. Ha sparato, tuttavia e giustamente, facendo il suo mestiere, contro una maggioranza spaccata e priva di cervello politico, incapace di tenersi unita per questioni di potere e di poltrone. Fabbri ha provato a far ragionare i sette samurai capeggiati da Dinelli e Baudone, ma non c'è stato niente da fare. L'ex vice sindaco di Lucca ha lanciato un appello all'unità e al ripensamento, ha mostrato intelligenza politica e razionalità, ma le sue parole sono cadute nel vuoto. Pietro Fazzi, a sua volta, aveva bacchettato per bene i transfughi, ma anche lui poco ha potuto contro il muro opposto ad ogni tentativo da Forza Lucca. Non è da escludere, anzi, è probabile, che nella votazione abbiamo fatto il loro gioco anche un paio, forse tre franchi tiratori, ma si tratta di illazioni difficili da provare anche se tre esponenti del Pd hanno dichiaratamente espresso l'intenzione di non votare a favore della mozione Dinelli. Dispiace e lo diciamo sinceramente, per Marco Agnitti, una persona per bene che ha provato a spiegare perché le tre mozioni presentate contro di lui non avevano motivo di essere. Inutilmente.
Favilla ha difeso il suo presidente del consiglio comunale chiedendo che la mozione venisse sì presentata e votata, ma contro di lui e la sua giunta, non contro Agnitti destinato a vestire i panni del caproespiatorio e dell'agnello sacrificale. Ma, poi, diciamocelo sinceramente, come si può far cadere una giunta amministrativa solo perché il presidente del consiglio comunale avrebbe commesso qualche errore, a nostro avviso irrilevante e inesistente, di natura tecnica e procedurale? La realtà è che a Palazzo Santini, poco fa, è andata in scena l'ennesima vergogna della politica di questo sciagurato Paese.