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Favarin alla ricerca delle virtù smarrite: "Dobbiamo ritrovare serenità, spavalderia, coraggio. Le dichiarazioni di Pardini? Non le abbiamo capite, dovrà dare spiegazioni a noi e ai compagni"
05/10/2010 16:50
Mai dire mai. Prima o poi, doveva succedere. Nelle sue tre stagioni sulla panchina della Lucchese, sinora, Giancarlo Favarin non aveva mai dovuto fronteggiare un periodo che raccontasse di tre gare consecutive senza lo straccio di un punto. E' una situazione spiacevole e nuova. Per lui, per tutto l'ambiente, per la squadra.
"In effetti, non c'eravamo mai trovati alle prese con una situazione del genere - sottolinea il trainer rossonero - e di conseguenza anche i giocatori non essendoci abituati trovano qualche difficoltà, ma è fondamentale rialzare subito la testa. Ci dev'essere la consapevolezza che non è compromesso nulla ma, indubbiamente, ci vuole un'inversione di tendenza".
Uno scatto, un cambiamento che non può che passare dalla carica emotiva dei calciatori. Favarin e il resto dello staff rossonero, insomma, dovranno lavora soprattutto sulla testa, l'aspetto fisico non preoccupa: "Abbiamo perso serenità spavalderia, coraggio: non è un problema di altro genere. Il problema è mentale e si deve interrompere questo stato di cose, perché può essere molto pericoloso se si perdono l'autostima e la consapevolezza dei nostri mezzi. Che non sono pochi".
Già, in questi giorni, da più parti, è stato sollevato il problema del reale spessore di questa squadra. Ecco il Favarin-pensiero: "La squadra è convinta dell'obiettivo minimo da raggiungere, ovvero 42-43 punti senza problemi. Chiaro che poi si deve tenere l'asticella più alta e io stesso ho detto che abbiamo 7-8 formazioni più attrezzate di noi da porvare a tenere d'occhio, ma va anche aggiunto che è fondamentale tenere le altre sotto".
A proposito di dichiarazioni, invece, si registrano quelle abbastanza preoccupate del portiere Pardini rilanciate stamani da "Il Tirreno". Favarin non ci sta: "Siamo rimasti anche noi sorpresi dalle dichiarazioni. Dovrà dare delle spiegazioni anche ai compagni per quello che ha detto e francamente non ho capito cosa volesse dire con il sospetto che ha lanciato nell'intervista. Quello che posso dire io, è che la situazione dentro lo spogliatoio è persino troppo tranquilla e qualche discussione costruttiva, qualche confronto, potrebbero essere anche un toccasana".
Ricordare la gara contro l'Atletico serve per tornare su alcune scelte e prestazioni: "Marasco ritengo sia l'alternativa a Marotta, ma è un po' che non gioca e dunque non è al massimo. Grassi in panchina? Volevo avere tre attaccanti in campo che impegnassero più possibile la loro difesa. A Taranto dovremo fare una gara come quella di domenica scorsa se vogliamo pensare di tornare con un risultato positivo".
Gazzetta Lucchese