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Intervista ESCLUSIVA a Paolo Giovannini the day after: "Nessun summit in pullman, ho deciso io di andare in ritiro al Ciocco e non si è trattato di un provvedimento punitivo. No all'arrivo di giocatori svincolati che non ci garantirebbero, da subito, un salto di qualità"
11/10/2010 10:18
Il direttore sportivo Paolo Giovannini, svegliatosi di buon'ora, dopo aver letto la notizia che Gazzetta Lucchese ha pubblicato ieri sera in merito alla decisione di spedire la squadra in ritiro giovedì prossimo al Ciocco per preparare la sfida di domenica pomeriggio al Porta Elisa contro il Pisa, ha voluto rilasciare una intervista in esclusiva che pubblichiamo immediatamente dopo averla effettuata. Eccola.
Direttore, perché le ha dato fastidio la notizia?
"Non non mi ha dato fastidio assolutamente. Il modo come è stata posta non corrisponde alla realtà. Ho preso la decisione di andare in ritiro di mia iniziativa, come è accaduto già negli anni scorsi, in alcuni momenti particolari. Non ho chiesto l'autorizzazione né al presidente né, tantomeno, alla mia proprietà che ha solo avvalorato la mia decisione. Non parlerei assolutamente di ritiro punitivo come qualcuno vorrebbe far pensare, ma a dettare la decisione è stata la voglia e la volontà di restare tutti uniti in una settimana particolare per la preparazione della partita contro il Pisa, essendoci di mezzo la gara interna di Coppa Italia".
La notte, in genere, si dice porti consiglio. Su quello che è accaduto ieri e in queste ultime quattro gare, a mente fredda, si è fatto un'idea?
"L'analisi non si discosta né più né meno da quella di ieri. Alcuni grandi errori dei miei ragazzi nei momenti topici della gara non mi possono far venir meno la considerazione e la stima che continuo ad avere per loro determinata e convalidata dalla prestazione in generale".
Però i numeri parlano da soli...
"E i numeri, spesso, hanno ragione. Ma oggi mi devo preoccupare di fermare l'emorragia e di dire alla squadra e ai tecnici di pensare ai numeri più avanti. Io stesso ho detto ai ragazzi nei giorni passati che se, al giro di boa, non avrò totalizzato un certo numero di punti che non mi va di dire, anche le mie convinzioni nei loro confronti dovranno essere messe in discussione e, così, anche il mio operato, ma ad oggi mi devo preoccupare e tutti quanti dovranno farlo, di portare alla causa soluzioni e idee per tamponare questo periodo che non può essere imputato solo alla sfortuna".
Al di là delle colpe o delle responsabilità, quale potrebbe essere la soluzione?
"Va ricercata soltanto nel nostro interno che è formato da un gruppo sano e di valori umani profondi e, quindi, in grado di riuscire, da solo, a riemergere. Che possano esserci, all'interno del gruppo, delle possibilità per migliorarlo, può essere anche giusto, ma non è che nell'immediato l'arrivo di giocatori svincolati potrebbe portare un beneficio immediato. La Ternana, che ha preso quattro giocatori svincolati provenienti dalla serie B, tutti quanti hannosì e no dieci minuti di autonomia nelle gambe. Noi stessi, per un programma tecnico che abbiamo sempre, tutti quanti, condiviso, consideriamo quattro, cinque settimane necessarie per mettere a posto un giocatore come è stato nel caso dell'ultimo arrivato Pondaco, che solo oggi il mio staff ritiene pronto. Non perdiamo quelli che sono concetti principali perché mettere all'interno di un gruppo già numeroso (23 giocatori) altri giocatori non in grado di garantirci, nell'immediato, la certezza di un salto di qualità, potrebbe essere ancor peggio. Il nostro gruppo e il nostro tecnico hanno valori in grado di riuscire a centrare un campionato tranquillo senza affanni ed è da lì che bisogna ripartire anche all'indomani della quarta sconfitta consecutiva".
Aldo Grandi