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Favarin indica la strada per uscire dalle secche: "Dare di più, tirare fuori tutto quello che abbiamo dentro, ma non scordiamoci che dopo quattro sconfitte consecutive anche il Milan avrebbe dei problemi"
19/10/2010 17:33
Si può dare più. Anzi, si deve dare di più. Archiviato il pari amaro nel derby con il Pisa, la Lucchese e il suo allenatore cercano di buttare in campo ancora qualcosa'altro oltre i segnali di ripresa evidenziati nel secondo tempo della gara di domenica scorsa. Si deve insomma guardare oltre, ovvero alle due trasferte campane. Sulla gara contro i nerazzurri, però, il giudizio del trainer è tendente a vedere la metà vuota del bicchiere e rigetta la massima catalana che un punto è sempre meglio di zero: "E' vero che un punto è meglio di niente ma parlerei piuttosto di due buttati. Nelle ultime due gare abbiamo delapidato cinque punti. E non solo per sfortuna, che comunque ha svolto un ruolo negli episodi chiave".
Cosa non ha funzionato, allora? Ecco l'analisi di Favarin: "A parte le espulsioni, che non vengono per caso, credo che si sia fatto poco per mantenere il vantaggio. Credo, come del resto era avvenuto nel primo tempo quando la palla sembrava scottasse, perché la pressione ci inibisce. Dobbiamo fare qualcosa di più a livello caratteriale, tirare fuori ancora di più tutto quello che abbiamo dentro. Ci manca questo, perché, per il resto, ai giocatori c'è poco da dire: hanno fatto tutto quello che potevano fare e non sono nemmeno preoccupato per il gioco. Comunque non scordiamoci che anche il Milan, dopo quattro sconfitte consecutive, avrebbe delle difficoltà di questo genere".
Favarin di sfortuna non vuole sentire parlare, anche se, conti alla mano, la Lucchese è in credito. Le prime tre vittorie in campionato non sono state frutto del caso, mentre alcune delle sconfitte patite sono risultate influenzata pesantemente da episodi sfavorevoli: "Credo che minimo minimo manchino quattro punti alla nostra classifica. Se mi spaventa la posizione? No, per niente, credo che siamo nel gruppo centrale, poco più poco meno dove dovevamo essere. Il Pisa una delle possibili squadre rivelazione a ridosso delle grandi? Se è così, per quanto si è visto, ce la possiamo giocare anche noi questa qualifica".
All'orizzonte, due trasferte insidiose in Campania. La prima contro una squadra che segue in classifica i rossoneri. In teoria un match abbordabile: "Noi dobbiamo dare continuità ai risultati, dobbiamo riprendere a camminare. Andremo a Cava sapendo che incontreremo una squadra e una gara difficili, del resto la società campana ha in organico giocatori che possono fare bene. Noi continueremo a puntare sul gioco, che è il nostro tratto essenziale anche se sarà bene che se ci fosse la necessità si sia in grado anche di buttare il pallone in tribuna come ha fatto qui il Cosenza, e sulla volontà di cambiare poco. Nei momenti di difficoltà si deve cambiare poco, naturalmente dovremo fare i conti con l'assenza di Marotta e con i problemi a Biggi e Bertoli. Pondaco? Devo dire che è entrato bene, facendo le cose giuste e colpendo bene anche quel pallone al 95'. Peccato non abbia fatto gol, sarebbe stato fantastico. Ero incerto se metterlo dall'inizio ma poi, non avendo ancora i novanta nelle gambe, ho preferito impiegarlo a partita iniziata".
Gazzetta Lucchese