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Sconfitti senza attenuanti: non c'è più il gruppo di una volta, ognuno, purtroppo, va avanti per conto suo

24/10/2010 19:05

Una sconfitta che non ha, né può avere, alcuna attenuante. La Lucchese ha perso, a Cava dei Tirreni, perché è entrata in campo con lo spirito sbagliato e, ad essere sinceri, lo avevamo capito sin da subito quando, dopo l'ingresso in campo delle squadre, i giocatori della Cavese sono andati davanti ai propri tifosi e si sono abbracciati. Ecco, lì è apparso evidente che la Cavese avrebbe azzannato pallone dopo pallone fino ad avere la bava alla bocca e così è stato. Al contrario, i rossoneri hanno subìto l'avvio arrembante dei padroni di casa e se non fosse stato per Pennesi, sarebbero andati sotto dopo appena quattro minuti. Poi c'è stato un tentativo di reazione con un palo colpito da Chadi, ma niente di più. Fino al vantaggio, giusto, degli uomini di Marco Rossi che sono sembrati dei diavoli assatanati, soprattutto nel primo tempo, con davanti una squadra addormentata o, quantomeno, in trance.

Così non va. Questo è certo. Lo hanno capito tutti: da Giuliani, rimasto a casa e incapace di dire più di una parola, a Giovannini, impietoso con i suoi, allo stesso Favarin apparso abbattuto e stanco. Forse, ce lo auguriamo, lo hanno capito anche i giocatori, ai quali è mancata la grinta, la fame, la voglia di sputare sangue. Ecco, non c'è più, a nostro avviso, quel gruppo e quello spirito di gruppo che aveva contraddistinto la Lucchese degli ultimi anni, quell'anima che aveva spinto Giovannini a scommettere sui suoi ragazzi che, in questo momento, lo stanno tradendo. Perché? Facile essere gruppo quando va tutto bene, ma è nei momenti di difficoltà che bisogna stringersi tutti insieme e uscire dalle situazioni come questa. Chi si assume la responsabilità di prendere la squadra per mano? Chi riesce a trovare il coraggio di affrontare gli avversari dimostrando di non aver paura? La Lucchese di oggi vive nella paura e, soprattutto, ha giocatori che non sentono la maglia e la responsabilità che hanno, innanzitutto, verso se  stessi ancor prima che verso la società e i tifosi. Ognuno sembra andare per conto suo, c'è scarsa unità, ci sembra di vedere musi lunghi, sì, ma che restano tali. Troppa solitudine e scarso spirito di gruppo. Eppure c'è gente che dovrebbe baciare per terra per essere arrivata qui. Certo, ora arebbe facile sparare su Giovannini e sul suo insistere su questo gruppo, sulla società che non ha voluto spendere più di tanto e dire che Favarin, in sostanza, lo aveva detto più volte che servivano giocatori di categoria. Ma a che servirebbe? Altro che play-off ragazzi, qui se non ci si sveglia si fila diritto ai play-out.

Aldo Grandi

 

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