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Paolo Indiani si presenta: "Vengo a Lucca con entusiasmo. Il passato? Non ci pensiamo e guardiamo avanti. La squadra ha bisogno di ritrovare equilibrio e fiducia"
26/10/2010 16:33
Lo aspettavano in tanti. Si fa per dire. Dai giornalisti e addetti ai lavori, a qualche tifoso un po' più tifoso degli altri. Lui, Paolo Indiani, è arrivato al Porta Elisa con pantaloni e maglioncino blu, giubbetto dello stesso colore e tanta voglia di raccontarsi ai cronisti. Accanto, il diesse Paolo Giovannini e, poco più in là, Gabriele Giuliani in rappresentanza della società. "E' un bel ritorno - ha esordito il tecnico di Certaldo a chi gli ha ricordato la sua breve permanenza sulla panchina della Lucchese nel primo anno di gestione Hadi - Sono entusiasta anche perché è bello tornare a lavorare con Paolo Giovannini con cui ho vissuto due anni bellissimi a Massa. Ripartire a fine carriera allenando la Lucchese è un sogno che si avvera. L'altra volta, all'epoca di Fouzi Hadi, mi era stata tolta la possibilità di lavorare dopo poche giornate. Credo che questa squadra sia all'altezza della categoria, anche se non ho problemi ad ammettere che sarei venuto a Lucca anche se la squadra avesse avuto due soli punti in classifica".
"Se sono affezionato a un modulo di gioco? - ha proseguito - No, io vorrei solo che la squadra avesse più equilibrio. Si possono fare tutti i discorsi che si vuole, ma se non c'è equilibrio non serve a niente. Sono venuto da solo, senza portarmi dietro nessuno. Mi domandate se giocherò con due Under per beneficiare dei contributi, dico solo che un allenatore non può essere condizionato nella scelta degli uomini: se un Under è meglio di un Over, giocherà lui, e viceversa. Dei giocatori della rosa conosco bene, per averli avuti con me, Mariotti, Chadi e Baldanzeddu. Gli altri li ho visti giocare e basta. Se ritengo l'organico adatto alla C1? Assolutamente sì".
"La Coppa Italia domani a Savona? - va avanti Indiani - Andiamo per passare il turno, le gare finte non servono e io voglio capire chi siamo. Ho firmato fino al 30 giugno, poi vedremo e, comunque, pensiamo a ripartire da oggi 26 ottobre. Diffidenza nei miei confronti? Io quando venni a Lucca ero convinto di fare bene, ma è sbagliato ricordare il passato. In un mese eravamo a uno o due punti dai play-off, poi c'è stato il problema della composizione dello staff, ma io non sono mai stato esonerato tecnicamente. Questo per chi dice che ho avuto negli ultimi due anni altrettanti esoneri. Sì, è vero, ma non per motivi tecnici. Sono stato avvisato ieri sera da Giovannini che non sentivo, tra l'altro, da un mese, dalla gara col Cosenza. Credo, nella mia carriera, di aver raccolto molto meno di quello che ho seminato e meritato. Sono entusiasta di poter nuovamente allenare senza paletti o allenatori in seconda o preparatori atletici. Biogna ritrovare fiducia, un punto fermo di autotima. Un punto in sei gare, di solito, lo fa anche una squadra che, a fine campionato, ha totalizzato dieci punti. Però è abbastanza strano che accada alla Lucchese, credo sia un problema, soprattutto, di natura psicologica".
Aldo Grandi