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Paolo Indiani parte dalle fondamenta: "Presi troppi gol: dobbiamo prima di tutto intervenire sulla difesa che schiereremo a quattro. Io non gradito per la precedente esperienza a Lucca? E' stata tanto breve che č come se non ci fossi mai stato"
29/10/2010 15:55
Tre giorni per iniziare a orientarsi. Tre giorni per ascoltare, osservare, capire. Paolo Indiani è di poche parole, ma fa comprendere che sta iniziando a farsi una sua idea di come uscire dal gorgo in cui si è imbattuta la truppa rossonera. Un gorgo tutto reale, perché reali sono gli stati d’animo come le tattiche o le scelte tecniche o ancora la classifica che da troppe domeniche langue. Indiani, alla prima conferenza stampa della sua nuova avventura lucchese, arriva in tuta sociale. Non è un espansivo, come detto, ma va diritto ai problemi. E inizia ad abbozzare le soluzioni: “Come quando si costruisce una casa, si deve partire dalle fondamenta. In questo caso dalla difesa, che confermo sarà a quattro. La Lucchese ha preso gol praticamente in quasi tutte le gare: il punto critico è prima di tutto lì. Ci vuole maggiore solidità e evitare assolutamente di arrivare agli uno contro uno che in questa categoria sono micidiali visto il livello qualitativo degli attaccanti. Insomma, i terzini, prima di tutto, dovranno fare i difensori. Ci sarà quindi da curare bene la fase difensiva, che preferisco chiamare di non possesso palla: almeno sette elementi dovranno essere dietro la linea del pallone. Sono convinto che una volta acquisita sicurezza lì il resto verrà naturale”.
La domanda delle domande è chiaramente lo stato del gruppo, scosso dai risultati negativi, dall’esonero di Favarin e dalle successive polemiche, anche velenose, che si sono accavallate: “Ho trovato un gruppo di ragazzi che ha voglia di fare e che però ha addosso una paura enorme. Spero che il risultato di Savona sia servito a dare un pizzico di fiducia anche se non è stata una gara contro una formazione di Prima Divisione. Domenica, a Benevento, sarà di sicuro più difficile: è una squadra che cura molto bene il possesso palla e se lasceremo loro il pallino della gara sarà dura. Sono particolarmente pericolosi con gli esterni; un motivo in più per schierare la difesa a quattro. Comunque non possiamo perdere, anche se è una gara complicata. Del resto questa c’è da giocare ora e questa giocheremo. Poi avremo altre due gare impegnative con la Nocerina e a Viareggio. Cinque punti? Considerando che due sono in trasferta, andrebbe più che bene, certo, meglio sarebbero sei ma andiamo per gradi”.
Indiani, dalla gara di Savona, ha tratto qualche spunto positivo anche sui singoli: “Pondaco mi è piaciuto, soprattutto nel primo tempo. E’ un esterno con caratteristiche più offensive che difensive. Se giocheremo una punta? Non direi proprio, tenete conto che i due esterni vanno considerati come attaccanti. Pardini? E’ stato bravo a Savona, pur non dovendo intervenire ha dato sicurezza; so però che anche Pennesi, salvo che a Taranto, ha fatto bene: abbiamo due buonissimi portieri. Scelte definitive? Non c’è nulla di definitivo”.
A chi gli ricorda che i tifosi di lui non hanno un buon ricordo, Indiani risponde con l’arma dell’ironia per dire la sua verità: “Perché sono già stato allenatore della Lucchese? Sono arrivato a tre giorni dall’inizio del campionato, con una squadra che non aveva nemmeno fatto la preparazione estiva e nonostante tutto non facemmo pochi punti. Contro il Pisa (gara che determinò il suo esonero ndr) ricordo che giocammo a una porta e che Puggioni, il portiere nerazzurro, fece miracoli. Per me subii un torto, ma non dissi una parola e non rilasciai interviste. Se ho detto che Lucca non mi meritava come allenatore? Non scherziamo, chi lo dice mi porti le prove di dove e a chi l’ho detto. Mai pronunciate simili affermazioni, me ne andai con grande rammarico perché Lucca è una città straordinaria e per me era davvero triste dover lasciare in quel modo e perdere un'occasione simile".
Fabrizio Vincenti