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Mariotti e il gestaccio, intervista esclusiva: "Ho sbagliato, l'ho detto e lo ripeto. Chi vuole un chiarimento venga allo stadio e sarò lieto di parlarci, ma non ci chiamate più traditori: non lo meritiamo. Il dito medio alzato? No, lo giuro"

23/11/2010 08:51

Non ci sta a farsi dare del traditore. Ma sa anche di aver sbagliato, passando - dice lui stesso - dalla parte della ragione a quella del torto. Alessio Mariotti è un tipo di poche parole, le interviste fattegli non sono mai particolarmente lunghe ma sempre chiare, dirette. Un tipo insomma dalle poche parole, a volte, almeno all'apparenza, persino un po' musone ma sincero. Esser finito al centro delle polemiche per quel suo gesto domenica scorsa era sicuramente l'ultima cosa che avrebbe voluto. Minuto quarto della seconda frazione di gara, la Lucchese è ancora sullo 0-0 contro il Foligno, l'ennesimo risultato modesto di un periodo ancor più modesto, costellato anche da buone partite ma da pochi punti. Marotta si inventa il gol che sblocca la gara e mentre viene travolto dai compagni, Mariotti ha un gesto istintivo verso la gradinata. Come a dire: zitti tutti ora. I tifosi, già esasperati dai risultati modesti, non ci stanno, se la prendono alla grande e a pieni polmoni iniziano a beccarlo sistematicamente. Lui, alla terza stagione in rossonero, fuori, a fine gara, prova a chiarire il perché con un gruppo di tifosi che lo attendono all'uscita degli spogliatoi. La Lucchese ha già abbastanza problemi per crearsene altri. La speranza è che il tutto, attraverso un chiarimento, si possa ricucire. Mariotti accetta di parlare con Gazzetta Lucchese per spiegare la sua versione dei fatti. A bocce ferme. Anche se è ancora scosso per quanto è successo.

Riavvolgiamo il nastro della partita: cosa è successo esattamente in occasione del gol di Marotta?
"Ho sfogato la mia rabbia al gol perché da tempo i tifosi ci stavano accusando di essere traditori e francamente non lo posso accettare. In quel momento, preso dall'adrenalina, ho mimato loro di stare zitti. Ho sbagliato, lo so, e ho chiesto scusa già all'uscita perché dalla ragione così sono passato dalla parte del torto".

Ch'è chi sostiene che lei avrebbe alzato anche il dito medio non limitandosi a zittire i tifosi.
"Lo giuro sulla testa di mio padre che era allo stadio e che ha assistito anche al colloquio con i tifosi nel dopo gara. Non è un gesto che mi appartiene quello: accetto tutto, ma l'educazione per me è importante e cerco sempre di tenerla presente".

Fuori dallo stadio, a fine gara, ha incontrato un gruppo di tifosi: cosa gli ha detto?
"Ho chiesto scusa a quei tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Tengo a precisare che sono andato io in mezzo a loro spontaneamente. Ho sbagliato, lo ripeto, ma sentirsi dare del traditore proprio non lo accetto. Finché si parla di calcio ci stanno anche le offese e del resto con dieci gare senza vittorie i tifosi hanno tutto il diritto di protestare, ma quando si fanno certe affermazioni non ci sto più. Queste cose sono state dette a gente come me, Chadi, Carloto - tanto per fare qualche nome - che abbiamo contribuito a riportare la Lucchese dalla serie D alla C1, vorrei non se lo scordasse la gente. E poi c'è un'altra cosa...".

Prego.
"I tifosi stanno male, ma come pensano che i giocatori stiano vivendo questo momento? Per molti di noi la C1 è la realizzazione professionale e trovarsi in questa situazione non è per niente facile. Stiamo male anche noi. E parecchio".

A chi le rinfaccia di essersi trasformato con l'arrivo di Indiani cosa risponde?
"Che non mi sono assolutamente trasformato ma che è chiaro che non giocando con continuità forse non riuscivo a dare il massimo. Ora è da qualche partita che gioco sistematicamente e anche grazie ai miei compagni sto trovando il passo giusto".

E ora cosa pensa di fare: l'incidente è finito lì o pensa di aver un altro chiarimento con i tifosi?
"Le scuse le ho fatte davanti a tutti, ma approfitto dell'intervista per dire che sono pronto a rifarle a chi mi vorrà a venire a parlare confrontandosi: mi trovano allo stadio e sono pronto a dare a tutti quelli che vorranno i chiarimenti sulla vicenda. Ripeto: è stato un gesto di rabbia sbagliato".

Passiamo per un attimo a una questione di calcio giocato: contro il Foligno una vittoria che va oltre i tre punti?
"Senz'altro, avevamo bisogno dei tre punti prima di tutto per noi stessi per ritrovare morale dopo gare anche ben giocate ma in cui avevamo raccolto poco. Ora dobbiamo continuare su questa strada senza il minimo rilassamento, pensando intanto a fare bene a Lanciano".


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