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Pennesi e le metamorfosi del portiere: "Nessun cambiamento particolare, ho cercato di vivere con i piedi per terra sia quando ho fatto errori, sia ora che le cose stanno andando bene. Le prossime due gare? Possiamo fare sei punti"
02/12/2010 17:27
Se pensate alla riedizione del dottor Jekyll e mister Hyde siete fuori strada. Come pure se provate a rispolverare lo stereotipo dall'altare alla polvere. Anzi, dalla polvere all'altare. Eppure, per Mirko Pennesi, classe 1989, gli ultime settimane hanno riservato umori contrastanti. Imputato sin dall'inizio di stagione di essere troppo giovane, troppo senza esperienza, di aver contribuito pesantemente alla sconfitta rocambolesca di Taranto, nelle ultime settimane ha iniziato a macinare interventi su interventi, sbagliando poco, parando parecchio, risultando talora decisivo. In positivo, naturalmente. Pennesi ha cercato e cerca di vivere la sua prima stagione da professionista nella maniera più logica. Con equilibrio. Quello che troppo spesso manca nel dorato (sempre di meno) mondo del calcio. E con ironia, in questo aiutato dal suo allenatore Davide Quironi.
In due mesi scarsi è passato dal banco degli imputati, a Taranto, alle lodi per le ultime prestazioni.
"E' vero, è andata così, ma, nonostante sia giovane, ho provato a non dare troppa importanza a quello che leggevo. Certo, a Taranto mi son reso conto da solo di avere responsabilità, ma ho provato a non fare pesare più di tanto questo pensiero e del resto accanto a me ho sentito sempre la fiducia del gruppo e dell'allenatore".
Il portiere, forse più di altri ruoli, deve confrontarsi con la paura di sbagliare nuovamente: come si comporta per evitare che l'errore fatto ne produca di nuovi?
"Non c'è altra strada che mettersi gli errori alle spalle, dire insomma: ho sbagliato, ma è andata, voltiamo subito pagina. Resettare immediatamente, insomma, e un attimo dopo riconcentrarsi per dare il proprio apporto alla squadra".
Nelle ultime settimane, invece, si sta distinguendo in positivo: più di una volta è risultato determinante. Come vive questo momento?
"Con i piedi per terra, nel bene e nel male. Chiaro che ora sono contento, ma so che l'errore in questo mestiere è sempre dietro l'angolo. Non c'è niente da montarsi la testa, ci mancherebbe. C'è semmai da dire che giocando con più continuità acquisisci sicurezza".
Pennesi come portiere in cosa deve crescere?
"In tutto: questo è il mio primo anno da professionista, devo migliorare in tutto".
Veniamo alla squadra: dopo lo sprofondamento progressivo nei bassi fondi della classifica si iniziano a notare i miglioramenti. State macinando risultati da qualche domenica anche se forse continuate a raccogliere meno di quanto si vede sul campo.
"Siamo sulla strada giusta, ne sono certo. Da quattro gare non perdiamo e stiamo giocando quasi con quella naturalezza di inizio anno. Mancano dei punti, quello sì: abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, ma la mentalità giusta la stiamo ritrovando".
Due gare alla fine del girone di andata: quanti punti vorrebbe raccogliere?
"So che non sarà facile ma io spero di farne sei, per come stiamo giocando è un obiettivo alla nostra portata".
Gazzetta Lucchese

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