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Il neoletto presidente del consiglio comunale Fabbri: "Sono favorevole al nuovo Porta Elisa, un'occasione per la cittā e, soprattutto, un modo per non compromettere altre zone come San Donato"
02/12/2010 11:36
Pubblichiamo l'intervista al nuovo presidente del consiglio comunale Franco Fabbri apparsa questa mattina su Il Nuovo Corriere di Lucca a firma Aldo Grandi.
Era ora. Era ora che qualcuno si decidesse a far sì che venisse eletto il nuovo presidente del consiglio comunale. A parte il fatto che, a volerla dire tutta, non si capisce perché non avrebbe potuto continuare a farlo uno come Marco Agnitti, accusato di chissà quale colpa inesistente, si era arrivati alle soglie del ridicolo. Adesso, con la nomina di Franco Fabbri, una sorta di istituzione nel vero senso della parola, uomo capace di navigare quando il mare è in tempesta e, allo stesso tempo, con la calma più piatta, la politica con la p minuscola dovrebbe riprendere il proprio corso in attesa della data del 14 dicembre, giorno in cui sarà votata la sfiducia al governo Berlusconi. C'è chi dice che sarà la fine della giunta Favilla e chi, come Fabbri, non lo dice, ma non si sa se lo pensa. Al neopresidente del consiglio comunale qualche domanda per stanarlo dalla sua abilità dialettica e risposte che mostrano la sua proverbiale capacità diplomatica.
Finalmente il consiglio comunale l'ha eletta come suo presidente. Al quarto tentativo. Alla faccia della fiducia...Mi auguro proprio che non si sia trattato di mancanza di fiducia nei miei confronti quanto della rivendicazione da parte di alcune forze politiche di nuovi equilibri istituzionali che passavano anche attraverso l'elezione del nuovo presidente del Consiglio oltre a esasperati personalismi.
C'è chi dice che non arriverà a mangiare il panettone perché la giunta, ormai, ha le ore contate. Che ne pensa?Alla luce dell'elezione dell'altra sera la giunta municipale può contare su una rinnovata e ritrovata coesione della maggioranza e mi auguro anche di una maggiore lealtà e chiarezza nei rapporti interni tra componenti politiche pertanto intravedo un cammino più sicuro e consapevole dell'amministrazione comunale.
Lei, politicamente parlando, è molto longevo e, soprattutto, ne ha viste tante, da Tangentopoli in poi e non soltanto. Come ha fatto per restare sempre a galla?Perchè ho intuito quando era il momento di farsi da parte e perchè non ho mai avuto eccessive ed esclusive ambizioni ponendo la correttezza dei rapporti interpersonali al centro del mio modo di agire.
I maligni sostengono che il 14 dicembre, giorno in cui sarà votata la sfiducia al governo Berlusconi, qualora dovesse cadere, voi gli andreste direttamente dietro.Non credo che esistano strette interdipendenze fra la situazione politica romana e quella relativa alla nostra amministrazione.
Favorevole o contrario alla ristrutturazione del Porta Elisa?Sì, favorevole in quanto la ristrutturazione del Porta Elisa è un'importante valorizzazione del nostro stadio e di un'area importante della nostra città.
Perché?Si è evitata l'utilizzazione di importanti aree verdi quali quella di S.Donato determinanti per la qualità della nostra vita presente e futura.
Qual è il presidente della Lucchese Calcio che le è stato più simpatico e perché?Certamente il presidente Grassi con cui avevo stabilito un reciproco rapporto di stima.
E il più antipatico? Non ho conosciuto sufficentemente altri presidenti per esprimere la mia impressione.
Con chi non andrebbe mai, dei suoi colleghi in consiglio comunale, a cena fuori?Preferirei non andare a cena con colleghi di consiglio comunale esclusivamente per evitare di trovarmi a parlare ancora di programmi amministrativi pertanto abbino la cena ad un momento di vero relax.
Dici Franco Fabbri e pensi al partito socialista: che brutta fine...Che si abbini il mio nome e il mio ruolo di vice Ssndaco di Lucca svolto per molti anni al Partito Socialista resta un motivo di orgoglio al di là di una ingiusta fine per un partito che ha contribuito a fare la storia e la democrazia di questo Paese.
Lei ha partecipato alle giunte targate Dc degli anni '80 e '90. A Lucca governavano le famiglie e le correnti. Lei da che parte stava e, soprattutto, con quale famiglia non riusciva a legare?Non mi sono mai posto il problema di legarmi alle cosidette "famiglie" perché il mio senso di autonomia politica è sempre stato molto forte.
Lei non è più un giovincello. Chi glielo fa fare di correre a destra e a manca per restare in sella?La passione per la politica intesa anche come mezzo per venire incontro alle esigenze e ai problemi dei cittadini oltre che un modo per restare vicino ai giovani.
Lei è un uomo di compromesso?Sì, quando è utile per una buona causa, mai se presuppone una condizione di ricatto sempre e comunque inaccettabile.
Cosa farà da grande e cosa ha fatto da... piccolo? Aspiro a vivere con più intensità le cose semplici e le cose vere che danno senso alla vita e che forse da piccoli non si riesce ad apprezzare come invece avviene nell'età matura.