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Indiani non maschera la delusione per la mancata vittoria, tuttavia i segnali positivi non mancano: "Zero gol subiti, zero espulsioni e zero infortuni".
05/12/2010 18:56
Paolo Indiani entra in sala stampa con la sua caratteristica aria introversa, temperata, improntata alla lucidità e all'equlibrio. Non è difficile, però, leggergli negli occhi il rammarico per non aver incamerato i tre punti contro la Juve Stabia. Braglia, molto onestamente, ha detto che la Juve Stabia è venuta per vincere, ma poi ha aggiunto che anche un pari andava benissimo, quindi merito della Juve Stabia e forse qualche demerito della Lucchese per non aver interpretato la gara nel modo giusto, nel senso che quella metà campo affollatissima della Juve Stabia forse andava attaccata con più profondità e con più velocità.
"A parole è tutto giusto - esordisce il trainer - poi è più difficile mettere in pratica le situazioni: con undici giocatori avversari dietro la linea della palla è molto, molto difficile. Sono partite che si sbloccano su palla inattiva o su iniziativa singola degli attaccanti, e qualcuna l'abbiamo fatta, sia nel primo, che nel secondo tempo. Sono partite in cui se ti va bene un episodio vai in vantaggio e poi cambia tutta la gara e puoi vincere anche con più gol di scarto; se, invece, va male, finisce così: 0-0, però io della prestazione sono soddisfatto, con qualche eccezione perché credo che li abbiamo concesso troppo in contropiede: cioè non dovevamo rischiare nemmeno una volta con l'atteggiamento tattico assunto. E' stato uno 0-0 in cui qualche volta abbiamo rischiato, con perdite di palla incredibili per andare più velocemente nella metà campo avversaria, e, invece, non è scritto da nessuna parte che andando più velocemente siamo anche realizzativi, non è detto, dove è scritto?".
Troppe assenze?
"No la squadra che ha giocato oggi era la squadra titolare, gli elementi disponibili erano quelli, e conseguentemente la Lucchese doveva giocare con quelli: quelli hanno giocato e hanno dato tutti, più o meno, per le loro possibilità, il massimo che potevano dare".
La squadra è sembrata un po' lenta nella manovra, nel far girar palla e soprattutto molto gioco in orizzontale, ma poche verticalizzazioni.
"Mi devo ripetere: in orizzontale, sulla linea di metà campo, è facile, perché loro andavano tutti negli ultimi quaranta metri; di là con undici persone negli ultimi quaranta metri giocare in verticale io credo sia molto, molto più difficile, comunque ripeto: sono partite che si sbloccano o su palla inattiva, o con iniziativa singola degli attaccanti: purtroppo per noi adesso è un momento in cui non abbondiamo, come condizione, in questo reparto".
Che cosa le è piaciuto oggi?
"Sono stati molto bravi i difensori e il portiere nell'unica occasione in cui sono stati chiamati in causa, perché hanno dovuto prendere 3-4 situazioni di contropiede veramente pericolose e, conseguentemente, ora mi sembra che almeno una solidità ed un assetto li abbiamo: questa è la cosa più positiva".
Come giustifica la scelta di schierare Pondaco fuori ruolo?
"Per la brillantezza, per la corsa, per la giovane età, per l'intraprendenza, per mettere più velocità. Il ragazzo ha fatto anche lui quello che ha potuto senza ombra di dubbio".
Unica nota positiva della giornata è non aver subito né espulsioni, né ammonizioni, viste le molte diffide?
"Sì è un'altra nota positiva, aggiungerei anche nessun infortunio, e sono tre partite che non subiamo gol. Le case si costruiscono sempre dalle fondamenta, e ora noi mi sembra che da quel punto di vista ci siamo, siamo solidi, c'è da fare il resto".
Se non ci fossero stati i punti di penalizzazione per alcune squadre, la Lucchese sarebbe appena al di sopra dell'ultimo posto.
"Credo che il valore della squadra, da quando ci sono io, sia una squadra che se la gioca con tutti e che non ha perso nettamente con nessuno, per ora. La classifica ad oggi conta meno di niente. La classifica che conta è quella della metà del girone di ritorno, da allora in poi conta veramente, ora, con una classifica del genere, basta una vittoria per andare a lottare per i play-off, e una sconfitta per essere ai play-out, sicchè assolutamente non è indicativa. E' chiaro che se avessimo vinto oggi, avremmo lasciato alle spalle il periodo di crisi; invece così siamo sempre a metà del guado. Però se io vado ad analizzare tutto quello che c'è successo da quando sono arrivato, fra infortuni, squalifiche, eccetera, dico, prendiamoci questa classifica e guardiamo avanti".
Preoccupato?
"Assolutamente no".
Andrea Brunicardi