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Il mea culpa di Biggi: "Lo so che non sto andando al meglio, non vedo l'ora di arrivare alla sosta per rimettermi del dolore alla caviglia" . Schenetti: "Inizio finalmente a stare bene fisicamente". Baldanzeddu: "Juve Stabia messa molto bene in campo: non trovavamo varchi"
05/12/2010 20:11
Damiano Biggi è un tipo di poche parole. Apparentemente anche schivo e scorbutico. In realtà, è un ragazzo sensibile che non ama le ipocrisie e dice, almeno quando sente di poterlo fare con persone fidate, quello che pensa. Inoltre, non ama nascondersi dietro scuse o chissà cosa: "Lo so da me che non sono più quello di inizio stagione. Sono stato fermo un mese per l'infortunio alla caviglia sinistra e ancora adesso sento male e non posso allenarmi con la squadra come dovrei e vorrei. Diciamo che è da dopo la partita di Gela che le cose sono cominciate ad andare male. Spero di arrivare presto alla sosta per rimettermi a posto, ma, ora, la caviglia mi fa ancora un po' male. Quella di oggi è stata una gara difficile, loro si chiudevano molto bene, quando trovi squadre così è difficile. Importante, comunque, era continuare a non perdere. Quanto a me, faccio poco con la squadra in allenamento, c'è il rischio di farmi ancora del male e questo, alla fine, non giova alla qualità dell'allenamento e al ritrovamento della forma migliore".
Andrea Schenetti, sta provando a tornare, partita dopo partita, sui livelli eccelsi che ne hanno fatto una colonna portante delle formazioni giovanili del Milan, fino ad arrivare alla squadra Primavera, con la quale si è tolto la soddisfazione di vincere la Coppa Italia di categoria la scorsa stagione. Fino a poco tempo fa era l'oggetto misterioso della squadra rossonera, ma da quando ha recuperato dall'infortunio, e con l'avvento di Indiani in panchina, sta trovando gradualmente sempre più spazio. "Sono stato fermo 45 giorni, poi ho dovuto rifare la preparazione, adesso però l'importante è che sto bene, sono qua per dare una mano alla squadra e sono contento di aver recuperato dall'infortunio. In Coppa Italia ero al 60%, adesso sono all'80%, fisicamente ci sono. Mi sento pronto per giocare." La tecnica di base non si discute, i numeri di alta scuola sono nel repertorio, magari manca sempre qualcosa dal punto di vista atletico?: "Sì, poi dopo un po' che non giochi magari perdi anche la fiducia nei tuoi mezzi, ma, adesso, piano piano, giocando, recupero tutto quanto." Ti aspetti di trovare spazio da titolare col tempo?: "Spero di sì, dovrò dimostrare al mister all'allenamento durante la settimana che posso giocare dal primo minuto la domenica". Venendo alla partita odierna, un punto è importante perché a volte sbilanciandosi si rischia anche di prendere gol in contropiede: "Sì, infatti quello è stato il loro gioco, perché la palla ce l'avevamo sempre noi, loro ci aspettavano e cercavano sempre di ripartire. Azioni pericolose loro, apparte nel finale, (la parata di Pennesi), non mi sembra che ce siano state".
Ivano Baldanzeddu è stato anche contro la Juve Stabia il miglior giocatore in campo della Lucchese, ha giocato una partita aggressiva e propositiva allo stesso tempo: "Sì, provavo a togliere la palla agli avversari e ripartivo, perché noi eravamo sbilanciati e cercavamo di forzare la giocata. Però non siamo riusciti a trovare questo spazio per il gol. Due o tre volte abbiamo fatto dei cross nel primo tempo e non c'è stato niente da fare." Quello di buono che questa partita ci dà è che si tratta della terza partita senza prendere gol: "Certo, abbiamo trovato solidità in difesa e l'importante è non prendere gol, e dopo, piano piano, si farà gol". Braglia ha dichiarato che secondo lui Baldanzeddu è uno dei migliori difensori della Prima divisione: "Sono contento dei complimenti del mister, io glieli faccio a lui perché abbiamo trovato una squadra molto messa bene in campo, non riuscivamo a trovare gli spazi. abbiamo tenuto l'80% del possesso palla noi, loro sono una squadra dura da affrontare perché noi forzavamo la giocata e loro sono partiti2-3 volte in contropiede. Quindi il nostro possesso palla era obbligatorio perché forzare la giocata così ci esponeva a rischi. Avevamo avuto delle avvisaglie nel primo tempo: una volta che siamo partiti due-tre volte in avanti, abbiamo poi subito rischiato di prendere gol in contropiede. Quindi noi cercavamo di arrivare all'ultima linea loro e purtroppo non ci siamo riusciti." Quella odierna era l'ultima partita in casa della Lucchese nel 2010, cosa ti aspetti nelle prossime trasferte?: "L'obiettivo è quello di fare più punti possibili, per essere più tranquilli. Noi dobbiamo lavorare in settimana, l'abbiamo sempre fatto, e dobbiamo dare il massimo la domenica, come abbiamo sempre fatto, e dopo i punti devono venire per forza, perché ne abbiamo persi tanti per strada, però ora vanno ripresi".
Al. Gra. - A. Bru.