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Braglia è onesto: “Siamo venuti per vincere, ma il pareggio ci va benissimo. Baldanzeddu? Non so che ci stia a fare in questa categoria: è davvero forte"
05/12/2010 17:46
Pierino Braglia, grande ex di turno, è la stessa persona che avevamo lasciato nel derby perso in casa contro la Pistoiese all' ultima giornata nella tragica stagione 2007-2008, l'ultima della gestione Fouzi, quella del fallimento. Il mister della Juve Stabia entra in sala stampa carico e grintoso, ma allo stesso tempo manifesta affetto e cordialità nei confronti dei cronisti con cui ha condiviso il suo primo e finora unico anno all'ombra delle Mura, e si capisce che Lucca e i lucchesi gli evocano ottimi ricordi. E' sorridente e spontaneo come suo solito durante la sua conferenza. Qualche cattivo ha detto che sembra aver assistito ad una partita tra scapoli e ammogliati, però, a parte la cattiveria della battuta, ci aspettavamo qualcosa di più dalla Juve Stabia, soprattutto nel secondo tempo.
"Ma a noi ci andava bene così la partita - esordisce l'allenatore degli ospiti - avevamo preparato una partita, abbiamo cambiato assetto in corso, ci siamo messi lì ad aspettare la Lucchese tranquillamente. Abbiamo cambiato assetto proprio per non darle profondità, perché la Lucchese ha Marotta che è bravo a fare questo, e perciò noi ci siamo messi lì tranquilli ad aspettare. Se invece di sbagliare sempre sulla trequarti, perché abbiamo sbagliato molto rispetto a mercoledì scorso a Foggia, dove, veramente, si poteva vincere nel primo tempo a mani basse, avessimo fatto lo stesso oggi, sarebbe stata un'altra partita. Se ho un appunto da fare alla squadra è che ha sbagliato molto nella trequarti".
Visto dal di fuori, è mancato un po' di peso in attacco: Corona e Tarantino, gli assenti di turno, uno per infortunio, l'altro in panchina, hanno pesato in questo senso.
"No, la Juve Stabia ha fatto una scelta tecnica per quanto riguarda Corona: Corona era a disposizione, sono stato io a non farlo giocare. Tarantino è infortunato, ricomincerà, penso, martedì ad allenarsi. Tarantino è un ragazzo che porta vivacità, porta anche qualità, sicuramente si poteva fare qualcosa di più sotto l'aspetto della pericolosità con lui in campo. Però è inutile parlare di chi non c'è, perché non ha senso. Noi la partita l'abbiamo fatta come volevamo, abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo minimo, anche perché noi perdiamo spesso e volentieri: se una volta pareggiamo non ci dà fastidio".
A un certo punto ha pensato di poterla vincere questa gara?
"Noi siamo venuti per vincere la partita, non è che siamo venuti qui per giocare male. Certo non si può dire che è stata una partita scintillante, questo no: questo sarebbe prendere in giro le persone. Però a noi questo punto serve per muovere la classifica, ancora teniamo sotto di tre punti una squadra come la Lucchese: a noi ci va bene così. Noi siamo una squadra che fa giocare sempre 3-4 ragazzi tutte le volte, l'età media è molto bassa. Noi siamo contenti per il risultato odierno. La partita non è stata bella, però la partita la doveva fare la Lucchese. Io ho visto la Lucchese in Dvd impegnata contro il Foligno: è chiaro che se diamo profondità a Marotta, rischiamo di brutto, e allora a quel punto lì è meglio non rischiare niente, poi se fossimo riusciti a portar via anche qualcosa di più di un pareggio tanto meglio".
Il merito della Juve Stabia è di aver impedito alla Lucchese di non giocare?
"Secondo me sì, perché non è facile giocare con dieci persone dietro la linea della palla, in continuazione, sempre pronti, sempre corti: non è facile".
Un giudizio su Baldanzeddu.
"Per me Baldanzeddu è uno dei difensori migliori che c'è in Prima divisione, girone A compreso. Baldanzeddu è un ragazzo che è velocissimo, è bravo tecnicamente, non butta mai via la palla: io non capisco come mai giochi ancora in Prima divisione".
Il livello del girone è mediocre, concorda?
"No, perché ho visto delle ottime partite. Oggi può essere un'eccezione: non è che tutte le domeniche siamo chiamati a dare spettacolo. Noi dobbiamo tenere d'occhio la classifica, se facciamo delle scelte anche antipatiche, come lasciar fuori un giocatore importante come Corona, è perché crediamo di fare per il meglio".
Qual è il vostro obiettivo?
"Salvarsi quanto prima e rompere le scatole a tutti, cosa che ci fa un piacere enorme".
Andrea Brunicardi