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Braglia: "Un grande rammarico, ma ai ragazzi posso dire solo grazie. Il mio futuro? Ora tocca al presidente chiarire cosa vuole fare. Questo č veramente cruciale, non la mia presenza"
04/05/2008 19:35
Piero Braglia non si fa una ragione per come è finita. Il suo impegno,
in tutta questa lunghissima e convulsa settimana, è stato rivolto a
guadagnare i play-off sul campo. Poi, cosa sarebbe successo in sede
giudiziaria, sarebbe stata un'altra cosa. Ma la sua squadra doveva
a tutti costi arrivare tra le prime cinque squadre, a maggior ragione dopo un
campionato come questo, sempre condotto nelle posizioni di testa. Il rammarico è grande, enorme.
"Cosa è
successo? Quando la gara la giochi in larga parte in dieci e per di più
con questo caldo è chiaro che rischi di complicarti la vita, cosa che è
puntualmente successa. Mi è davvero dispiaciuto perdere in questo modo,
immeritatamente. Evidentemente doveva andare così. I nostri limiti si
sapevano: per fare un gol dobbiamo costruire almeno cinque palle
pericolose. Ma ai miei giocatori posso solo dire grazie, non era facile
fare la stagione che hanno disputato in mezzo a così tanti problemi. E
mi spiace anche per la gente che ci ha voluto bene e seguito per tutto
l'anno, che non è stata poca. La loro reazione a fine gara ci può
stare, visto il carico di amarezza".
Inevitabile, il discorso
scivola sull'arbitro, davvero da dimenticare per la protervia, la
voglia di protagonismo, le decisioni tecniche: "Certa gente non
meriterebbe di essere nominata, ha voluto dare l'impressione di essere
immune dalle pressioni della partita e ha finito per azzeccarne quasi
nessuna. La mia espulsione? Lasciamo perdere, gli ho fatto il segno del
pollice alzato, come a dire che ero d'accordo, in quella circostanza,
su di una sua decisione e mi ha buttato fuori, sentendosi preso in
giro. Questo era lo spirito con cui ha arbitrato. Su Morello credo che
il rosso, al limite, potesse starci: sapete qual è il problema? Che
nove volte e mezzo su dieci un fallo analogo viene giudicato da
ammonizione. L'intelligenza, del resto, sta nel capire anche il momento
della gara e le tensioni che in essa si respirano. Semmai, sarebbe da
chiedersi perché Calabro non è stato espulso per un fallo decisamente
violento. Due pesi e due misure, mi pare evidente. In ogni caso, e non
valga ad alibi, ricordo che la Lucchese non ha avuto un calcio di
rigore a favore in diciassette gare casalinghe. Ripeto, diciassette. E'
una constatazione, nulla più".
La domanda delle domande, si racchiude in poche parole: e ora? Cosa farà Piero Braglia? "Non
è ora il momento di parlare di me. Braglia da qualche parte allenerà o
qui o altrove. Non è questo il problema. Può succedere di tutto. Chi
mi sta vicino sa esattamente come la penso sul mio futuro. L'unica cosa
certa che non è pensabile affrontare un altro campionato con queste
difficoltà. Ecco perché dico che il problema è che ora la Lucchese deve
sistemare le cose. Questa società ha la fortuna di avere a disposizione
un materiale umano di prim'ordine: che il presidente faccia forza su
loro e chiarisca, una volta per tutte, cosa può e vuole fare. Questo
uomo, che ha avuto tanti problemi, che ha dato tanto e con il quale ho
un rapporto sincero, ora deve fare passi importanti e dire cosa intende
fare. Se deve continuare così non può farcela".
Fabrizio Vincenti