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Braglia amaro: "Mal voluto non è mai troppo e noi ce ne siamo fatto tanto. Il mio futuro? Ne parlerò a breve con il presidente"
07/05/2008 17:39
La notte porta consiglio o, per meglio dire, la calma fa
vedere le cose sotto un'altra luce. Piero Braglia, alla ripresa degli
allenamenti, non ha ancora smaltito la delusione e la rabbia, ma è, per
sua stessa ammissione, più lucido nel valutare tutti gli eventi delle
ultime, movimentatissime, settimane: "A mente fredda ho cercato di
capire meglio le situazioni: una cosa è pensare a caldo a cosa ci è
successo domenica e nell'ultimo mese, un'altra dopo averci riflettuto
con calma. Mi sono fatto le mie idee piuttosto precise e le porto
avanti a questo punto".
L'attesa dura giusto un attimo, perché è lo
stesso Braglia a dare la sua versione dei fatti, senza necessità di
domande ulteriori:"La mia è un'idea molto negativa di tutto ciò che è
successo nell'ultimo mese, negativa e senza alibi per tutti quanti.
Tutti. Parliamoci chiaro: abbiamo buttato a monte il lavoro di un anno
in un mese. I giocatori, da quando la situazione è precipitata , non
sono più stati tranquilli. Abbiamo avuto solo una parziale inversione
di tendenza contro il Lanciano, ma il quadro generale purtroppo non è
stato più lo stesso. E va detta una cosa che aiuta a capire meglio:
questa squadra, che non è stata messa sotto da nessuno ad eccezione di
alcune fasi delle due gare contro il Crotone, se non ha la testa
solamente al campo non può ottenere risultati. Come si dice? Mal valuto
non è mai troppo. E ci siamo fatti male davvero. A me brucia moltissimo
non essere giunti ai play-off sul campo, visto che della penalizzazione
non voglio nemmeno parlare".
Il pensiero va a quel comunicato dei giocatori che secondo molti,
anche tra i tifosi, è stato l'inizio della fine: Piero Braglia lo
risottoscriverebbe ora? "Sì, se do la mia parola è quella e la mantengo
ad ogni costo. I giocatori erano ormai davvero a un punto di non
ritorno dopo mesi di continue promesse non mantenute. Probabilmente è
servito da paracadute, come a dire che la situazione non era più
sostenibile e andava resa nota".
Nel frattempo, oltre alla Lucchese che partirà - salvo riduzione in
appello - da meno tre nel prossimo campionato, anche il trainer
rossonero guarderà dalla tribuna le prime due gare del nuovo torneo. Le
ultime scorie avvelenate di un arbitraggio davvero indecente: "Da parte
mia ho chiesto alla società di fare ricorso: io non ho offeso nessuno.
E se lo dico statene certi che è andata così. Ho rivisto i filmati
della partita e ho guardato tanti atteggiamenti avuti da questo
arbitro: davvero non mi è piaciuto per niente".
Ma le due giornate di squalifica saranno sulla panchina rossonera?
E' una delle domande che ricorrono tanto tra gli addetti ai lavori
quanto tra i tifosi, che salvano soprattutto il tecnico e Silvio Giusti
in questa annata tanto amara: "Il biennale? Faccio conto di non averlo.
Ho parlato con il presidente con il quale mi incontrerò molto presto.
Se le cose saranno di un certo tipo, ovvero se saranno tutte a posto,
dalla a alla z, ci metteremo a sedere per parlare del futuro. E in quel
caso se i programmi coincideranno la strada prenderebbe una certa
piega. Altrimenti, è chiaro che io non ci sto. Poco ma sicuro. C'è
bisogno di grande chiarezza e che nessuno possa parlare di problemi
economici della Lucchese. Nessuno".
Fabrizio Vincenti