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Le Mura, uno storico trionfo e il meraviglioso salto in serie A2

12/05/2008 20:23

Usciamo dall'ordinario tran tran rossonero per rendere omaggio ad una impresa tutta lucchese che ha dello straordinario. E facciamolo partendo da un dualismo proprio con la Lucchese. Venti anni fa la Lucchese di Melani conquistava la promozione in C1 a Civitavecchia e, due decadi dopo, ancora Civitavecchia porta bene alla nostra Lucca. Proprio nella città laziale, ieri, si è completato l'ultimo atto di una fantastica cavalcata che ha portato il Le Mura Lucca a conquistare la promozione in serie A2 di basket femminile, grazie ad un fantastico gruppo di giovani, quasi tutte nate o comunque da tempo a Lucca, che hanno onorato il nome della nostra città.

Quella di ieri è stata l'ultima gara della stagione, il ritorno della finale play-off. La vittoria è andata al Le Mura per 68-53. Un successo davvero esagerato, visto che la squadra allenata da coach Diamanti aveva già ampiamente ipotecato la promozione vincendo in casa l'andata per 90-58. Sarebbe bastato difendere il +32, ma il Le Mura non ci teneva a pedere. La sconfitta è, infatti, una parola che c'entra davvero poco con questa squadra, che ha conquistato 28 vittorie sulle 29 partite disputate. Ripercorriamo brevemente questa splendida annata.

La prima fase del campionato prevedeva un mini-girone a 8 squadre, denominato girone C1, con la qualificazione delle prime 4 alla seconda fase. Manco a dirlo, per il Le Mura è un en-plein.  Tredici vittorie in altrettante partite giocate, più quella a tavolino contro il ritirato Perugina con una differenza canestri media di +23 a partita. Numeri da capogiro. Alla seconda fase, il Le Mura incontra le altre tre classificate del suo girone più le quattro migliori del girone C2. Da 13, le vittorie consecutive diventano 20. Un record che le regala per un mese il titolo di unica squadra imbattuta di tutti i 27 campionati di basket nazionali gestiti dalla FIP. A condire il tutto, anche l'incontro con Pierluigi Marzorati, che inorgoglisce e carica ancora di più il clan-Diamanti.  A Roma, contro il Città Futura, arriva la prima sconfitta,che serve un po' a scaricare l'ambiente. La marcia riprende subito dopo e, con ben 4 giornate di anticipo arriva la matematica prima posizione finale. Il resto è storia. Contro Civitavecchia è una doppia sfida che non esiste. All'andata dopo un solo quarto è già 26-12. Ieri, invece, una partenza difficile, 10-2 per Civitavecchia, ma poi una corsa solitaria fino al +20 di metà terzo quarto che chiude con netto anticipo la gara.  

Detto della stagione, non si può non parlare di coloro che hanno permesso tutto questo. Partiamo dallo staff. Il tecnico è Mirco Diamanti, uno degli allenatori più forti del pianeta cestistico italiano. Per chi segue il basket una sorta di "santone". Come secondo, invece, Salvatore Cesaro, in panchina vicino alle "mani d'oro" Deborah Petri, Chiara Talini e, fino ad un paio di mesi fa, Flavia Innico. La presidente, e anima della società, è Jolanda Zambon (nella foto), anche lei una indiscussa numero uno del proprio settore. E poi l'imprescindibile apporto di due persone che sono un pezzo di storia, Vincenzo Buchignani e Lidia Gorlin, vincitrice di 6 Coppe Campioni e seconda giocatrice con più presenze nella storia della nostra Nazionale. Una istituzione vivente del basket.

E poi, in ultimo, ma solo per regalargli una sorta di passerella finale, loro, le ragazze. Partendo dalle più giovani, Kelly Sichi e Jessica Pescaglini. Poi i nuovi arrivi di questa stagione, Agnese Soli, play classe '87 di enorme talento, la coetanea Francesca Corsi, ala di grande prospettiva, e Francesca Franceschini, centro classe '83 arrivata solo a gennaio, ma in breve tempo inseritasi al meglio negli schemi di Diamanti. Poi, capitolo lucchesi al 100%, ben cinque, che hanno formato la spina dorsale della squadra: Sara Giambastiani, centro classe '83, capitana dentro e fuori dal parquet, Gloria Favilla, guardia classe '85 con grande senso della posizione e continuo impegno, Rossana Sciandra, play classe '82 e grinta da vendere, Cristina Mei, guardia classe '85 infallibile cecchina dalla lunga distanza, e Federica Bertolucci ala classe '85, che ha dovuto vivere il finale della stagione dalla tribune per un brutto infortunio. Infine, il tocco di esperienza, con Brunella Furfaro, centro classe '73, la mamma volante, grande realizzatrice e rimbalzista e Lorenza Calcagnini, guardia classe '75. Una parola particolare per colei che l'anno scorso aveva preso sulle proprie spalle la responsabilità di leader carismatica della squadra e che, partita dopo partita, grazie al suo fondamentale appoggio al lavoro di coach Diamanti è riuscta a rendere la squadra un'unica anima, e ieri ha deciso di chiudere la sua fantastica carriera.

Una squadra che ha vinto anche nello stile. I fiori consegnati dalla capitana Giambastiani alle avversarie di Pomezia, anche loro qualificate per i play-off, in nome di un comune in bocca al lupo, sono momenti intensi e significativi. Una squadra che un po' alla volta ha rotto anche l'indifferenza dei lucchesi, portando circa 400 tifosi all'ultima partita in casa. Una realtà, però, che ha bisogno dell'aiuto di tutti, da sponsor a tifosi, per continuare anche in A2 a vincere. Perché la sconfitta, ma neanche i limiti, sono parte del DNA di una squadra nata per vincere.

Andrea Amato

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