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Checchi Twins, quando il calcio a sette parla rossonero
29/05/2008 13:16
Non è una delle tante squadre di calcio a sette della città.
E' qualcosa di più. E' una vera e propria succursale della Lucchese, fatta di gente che i colori rossoneri li ha
dentro per davvero. A partire dall'allenatore, Diego Checchi, giornalista
de "Il Corriere di Lucca", bravo e costante come pochi nel seguire la
Lucchese. Che si parli della prima squadra come della più piccola delle
formazioni rossonere. Per non dire dei giocatori che compongono la
"Checchi Twins" (nelle foto di Daniele Zichella), pilastri degli
ultimi decenni di storia rossonera. Vedere in campo - tutti assieme -
gente del calibro di Giusti, Armenise, Russo, Deoma, Baraldi, Quironi
fa sempre un certo effetto. Completano
la squadra Daniel, Massimo e Manuele Cacicia, Giulio Del Fiorentino e
Daniele Checchi. Senza dimenticare l'accompagnatore Moreno Checchi e il
general manager Luigi Gemignani. Insomma, una vera squadra in tutto e
per tutto. Ed è un spasso vedere - per una sorta di contrappasso dantesco - Diego (giornalista) dare ordini a questi
giocatori, spostarli sul
campo, sostituirli tra qualche bonario malumore. O sentire gli
improperi per un'occasione sbagliata, per un triangolo non chiuso:
"Daniele dove sei? Brunooo, torna indietro!". Senza considerare gli
sfottò, dove eccelle Quironi, il gusto della battuta fatta
persona, da buon romano. Micidiale il suo "Giulio, stacca la roulotte!", rivolto al
portiere, nella occcasione il giornalista Giulio Del Fiorentino, che, entrato a freddo,
ha accusato alcune lentezze nei movimenti, prontamente compensate dai
successivi interventi salva risultato.
Diego, "La "Checchi Twins" sta spopolando, è in testa al suo campionato, pur essendo alla sua prima stagione.
"Ci
abbiamo preso gusto -esordisce il giornalista-trainer - perdere non fa
piacere a nessuno del resto. E poi questi giocatori con il loro
bagaglio tecnico e i loro trascorsi sono superiori a tutti gli
avversari. Semmai si paga qualche dazio sulla tenuta atletica. A questo
punto comunque è ovvio che proviamo a vincere il campionato".
Come nasce l'idea di una squadra di questo genere?
"Principalmente
siamo un gruppo di amici. L'idea iniziale è venuta a Silvio e Daniel.
Un'occasione per ritrovarsi, per divertirsi e magari andare a cena
tutti insieme a fine partita".
Immagino che contro di voi vogliano fare tutti la partita dell'anno.
"E'
vero, giocare contro di noi è sempre una sfida per gli altri. Credo sia
inevitabile. Ma siamo una squadra vera lo abbiamo dimostrato in tante
circostanze; più di tutte nella gara contro il Bar Holia, dove
recuperammo un 2-2 con grande grinta al termine di una gara
tiratissima. Forse è la gara che ricordo con maggiore piacere. Ma anche
oggi devo fare i complimenti ai miei giocatori che sono stati bravi a
rimontare e vincere".
E tu ti ci vedi nel ruolo di allenatore?
"Non
mi sento un vero e proprio mister naturalmente. Soprattutto li incito e
sto loro vicino. E loro, devo dire, mi ascoltano molto volentieri.
Naturalmente prima di tutto è un divertimento. Il più disciplinato e il meno?
Baraldi, che è anche il capitano, tra i primi, mentre per il secondo ruolo senza
dubbio Quironi".
E come rivelazione chi ti senti di citare?
"Senza dubbio Daniel Cacicia che partito da portiere si è trasformato
in attaccante strada facendo, riuscendo anche a realizzare qualche
gol".
Ultima curiosità: i colori gialloblù. Ci saremmo aspettati ben altri colori...
"E'
proprio questo il motivo: l'identificazione con la Lucchese è già
talmente forte che volevamo evitare di essere una sorte di Lucchese due
anche nel rosso e nero".
Fabrizio Vincenti
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