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Fulvio Pea: "Una grande soddisfazione, ma niente vendette. Sono e sarò sempre un tifoso rossonero anch'io"
09/06/2008 12:46
Chi scrive se lo ricorda quando, all'indomani dell'esonero firmato De Poli - Hadj, non usciva più di casa perché si vergognava. E questo anche se non aveva colpe e aveva raggiunto il terzo posto in classifica a fine girone di andata. Attraversò un brutto momento, Fulvio Pea, in questo rincuorato dall'affetto dei tifosi che gli hanno sempre voluto bene e della fidanzata che vive a Lucca. La ruota della fortuna gira, e lui quest'anno si è preso una bella rivincita, aggiudicandosi con la Sampdoria Coppa Italia e Campionato Primavera.
Mister Pea, un gran bella soddisfazione.
"Io penso sia stata una grande soddisfazione. Anzi, ne sono convinto per come è nata questa avventura e per come si è conclusa, con questa doppia vittoria inaspettata".
L'accoppiata Coppa Italia - Campionato seppure Primavera non è, infatti, cosa da tutti gli anni.
"Me lo dicevano ieri i giornalisti visto che io non ero molto aggiornato. Poi questa doppietta fatta dalla Sampdoria vale... doppio. Quest'anno, grazie al grande lavoro che la società ha fatto nella ricerca dei giocatori e a uno staff di primissimo ordine, abbiamo avuto la possibilità di contare molto sulla professionalità e i risultati sono sono stati così grandi anche per questo motivo".
Sottovaluta, però, i suoi meriti che ci saranno pure stati.
"L'allenatore è quello che coordina il lavoro di tutti, secondo me il fatto di aver coordinato quello di quest'anno è già un pregio. Comunque, ripeto, è stata la vittoria di tutti, dai ragazzi al sottoscritto".
Che cosa c'è di suo in questa squadra?
"Di mio penso ci sia molto come è normale che sia. Un allenatore quando allena una squadra e ottiene grossi risultati qualcosa di suo lo mette sempre. Io penso di aver dato molta professionalità a quello che abbiamo fatto, dall'organizzazione di tutta la settimana di lavoro all'allenamento in campo, e questo ha elevato la qualità del lavoro stesso"..
Qualcuno ha detto che la Sampdoria era la squadra meno forte, ma la meglio disposta tatticamente in campo.
"Questo mi fa piacere anche se, secondo me, non è vero, Forse non eravamo così bravi come Udinese e Inter, però questa squadra ha giocatori che, a mio avviso, faranno carriera. Ne sentiremo sicuramente parlare".
Le è servita l'esperienza vissuta alla Lucchese?
"Purtoppo no, perché comunque ogni volta che accetto una sfida porto entusiasmo e a Lucca me lo hanno smorzato. Io credo di essere una persona molto corretta e molto leale e ogni esperienza la affronto ccercando di dare il meglio di me stesso. L'anno passato invece ho avuto una grossissima delusione".
Qualcuno ha sbagliato: chi?
"Chi ha deciso che non ero più all'altezza per allenare la squadra o non ero importante per il progetto che la società stava portando avanti".
La vendetta è un piatto che si gusta freddo.
"Io non ho vendette né rimorsi. Il destino ha voluto che sia andata così. Ho vinto Coppa e Campionato Primavera ed era quello che avrei voluto fare a Lucca e che mi è stato impedito di fare dai vertici societari".
La Lucchese sta andando male, c'è molto malumore. Tornerebbe?
"Con dei progetti 'seri' si può andare ovunque".
Il suo futuro?
"Lo decideremo la settimana prossima. Venerdì mi incontrerò con la società anche perché a livello morale ho un debito nei loro confronti. Prima parlerò con loro, poi, con le altre società eventualmente interessate al sottoscritto. A Genova, però, mi trovo benissimo".
Un saluto ai tifosi lucchesi?
"Questo sempre, del resto anch'io ho firmato la petizione come un qualsiasi tifoso rossonero come ho sempre detto e dimostrato di essere".
Aldo Grandi