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Kutufą: "E' certo, la Lucchese sarą iscritta. Ci attendono solo pochi punti di penalitą". Il braccio destro di Fouzi Hadj a Bologna dall'avvocato Grassani per ultimare la pratica per l'iscrizione
26/06/2008 12:46
Massimo Kutufà è in viaggio, insieme al segretario Luca Padovano,
verso Bologna. Meta, lo studio dell'avvocato Grassani per definire con
precisione l'atteggiamento e la documentazione da presentare per
l'iscrizione. Sì, avete capito bene: l'iscrizione. Perché per il
braccio destro del presidente Fouzi Hadj dubbi in proposito non ce ne
sono proprio.
"E' una delle poche certezze di questa situazione sicuramente
complessa: la Lucchese verrà iscritta. Le tre condizioni indispensabili
- pagamento della tassa di iscrizione (poco più di 15mila euro ndr),
convenzione per l'uso dello stadio e fideiussione di 207mila euro -
contiamo di evaderle entro il 30 giugno. Altro discorso sono il
pagamento degli emolumenti ai dipendenti e relative liberatorie e
quello relativo a Irpef, Irap, ecc. Ecco, quelli non sono
indispensabili per l'iscrizione entro fine giugno. Sono obblighi da
regolarizzare al massimo entro metà luglio. Anche se noi contiamo di
farlo prima di quella data".
Presentarli successivamente avrebbe un prezzo in termini di penalizzazioni però.
"Vero, ma non nella misura di quello che si legge. La realtà è molto
semplice: sono previsti un punto di penalizzazione per ognuno di questi
ritardi. Attenzione però: non uno per ogni liberatoria presentata oltre
il 27 giugno (data prevista dal regolamento ndr), ma uno e uno soltanto
per il fatto di non aver adempiuto in tempo. Poi, che le liberatorie
mancanti siano una o dieci poco cambia. Stesso discorso per i
contributi. Se regolarizzeremo entro metà luglio le carte ci danno un altro punto di penalizzazione".
Quindi, Lucchese iscritta alla prima divisione ma con penalità.
"Lo scriva pure: Lucchese sicuramente iscritta con una penalizzazione di qualche punto, non certo dieci come si legge".
Resta il fatto che questi soldi, o subito o entro metà luglio, devono essere trovati.
"Ovvio, ma siamo ottimisti. Riteniamo che il presidente riesca a fare
tutto prima di quella scadenza. I soldi ci sono, su questo spendo
ancora una volta la mia parola. Ci sono degli intoppi burocratici che
vanno avanti da tempo per smobilitare materialmente il denaro".
Questo però si dice dai primi di maggio, mi scusi. Ci sono elementi di novità?
"Su questo punto potrei dire tante cose, ma non sposteremmo di un metro
il discorso. La realtà è che o ci si crede o non ci si crede. E noi ci
dobbiamo credere, forti anche di una considerazione: il primo passo,
quello della iscrizione, è praticamente fatto. Se questi soldi non
dovessero arrivare nei prossimi 6-7 giorni potremmo comunque percorrere
la strada che porta agli imprenditori interessati alla Lucchese. A quel
punto avremmo circa dieci giorni di tempo per chiudere la trattativa e
garantire in ogni caso il futuro di questa società".
Già, le offerte degli imprenditori: a che punto stiamo? Si parla
di un incontro oggi tra il presidente e Bruno Fanciullacci, mediatore
della cordata lucchese: può confermarlo?
"Non sono previsti incontri per oggi. Questo non significa però che non
ci siano nei prossimi giorni e che l'offferta di questa cordata non
venga tenuta in considerazione. Anzi, a mio avviso si tratta di
un'offerta suntuosa e mi auguro che il presidente voglia comunque
incontrare gli esponenti di questa cordata. Esponenti che, ad oggi, per
noi sono sconosciuti, perché Fanciullacci, nell'incontro avuto con me,
non era autorizzato a fare i nomi. Stiamo aspettatando dal sindaco
Favilla una comunicazione con i nomi delle imprese che farebbero parte
di questa cordata".
Quindi un incontro ci sarà, almeno questo lo conferma.
"Ovvio che la decisione finale starà al presidente, ma mi auguro
francamente di sì e possibilmente che avvenga già nei prossimi giorni.
Anche per rispetto degli imprenditori interessati alla Lucchese e mi
riferisco anche alla cordata lombarda che a mio avviso si è però mossa
un po' in ritardo. E' stata per troppo tempo impegnata con il sindaco e
solo ora si è fatta viva con noi, chiedendo documenti che poteva
tranquillamente consultare in precedenza. In ogni caso, credo che dal
parlarsi in faccia, senza intermediari, possano nascere cose importanti
o almeno eliminare equivoci".
A proposito di parlare, perché questo silenzio ostinato? Questa comunicazione praticamente inesistente da parte della società?
"Avrà visto che da qualche giorno io ho iniziato a parlare. Sono un
dipendente e magari l'atteggiamento risulterà sgradito alla proprietà,
ma ritengo di fare il bene della Lucchese. Credo che di silenzio ce ne
sia stato sin troppo e abbia provocato ulteriori lacerazioni; con la
stampa, con le istituzioni, con i tifosi. Lo stesso comunicato di
questi ultimi, sia pure duro, andava, e va, tenuto di conto perché è un
grido di dolore a cui non si può non dare importanza. Nessuno può
cambiare la realtà dei problemi che abbiamo di fronte ma almeno
parliamone schiettamente. Poi aggiungo che ora lo sport preferito
sembra quello di sparare addosso a Fouzi Hadj, anche se per me tutte le
colpe non sono sue".
Può fare un esempio?
Guardi, giusto per fare un esempio, sotto l'aspetto tecnico: le risulta
che qualche allenatore abbia valorizzato il patrimonio calciatori?
Renzetti lo ha acquistato il presidente, Guidi e Masini c'erano già.
Non mi pare che allenatori del calibro di Simoni o Braglia abbiano
fatto molto sotto questo profilo".
A giorni è prevista la visita della COVISOC: un'altra mazzata in arrivo?
"Prima le ho detto che è bene essere trasparenti: la COVISOC è oggi, in
questo momento, a Lucca, si sono recati prima presso la Guardia di
Finanza e poi sono ora in sede. E' una visita di routine, mi creda, che
dovevano effettuare entro il 30 giugno".
Fabrizio Vincenti