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Kutufą: "Ogni sforzo pur di salvare la Lucchese. Chiedere scusa alla cittą č doveroso ma non basta"
01/07/2008 13:28
Visibilmente emozionato, solitario, con indosso una Lacoste e
il sorriso di sempre, Massimo Kutufa, condirettore generale della
Lucchese, ha accolto i giornalisti poco dopo le 11 all'interno della
sede rossonera in via delle Tagliate. Lo ha fatto in maniera
amichevole, scusandosi ripetutamente per quello che la società avrebbe
dovuto fare e non ha fatto, per l'assenza di informazione e di
trasparenza, per la lontananza dalla città e dai tifosi di questi
ultimi mesi.
Il suo è stato un vero e proprio elenco di errori e di scadenze non
rispettate, di punti di penalizzazione ricevuti o da ricevere (due già
presi, cinque, forse più in arrivo), di rimpianti e di rimorsi. Kutufà
ha parlato al plurale, consapevole, anche perché i presenti glielo
hanno ricordato, che al suo posto avrebbe dovuto esserci qualcun altro,
quel presidente che sembra aver, finalmente, maturato la convinzione
della necessità di dare via la Lucchese.
Kutufà si è comportato da signore, ha sciorinato i numeri,
impietosi, dei debiti e delle inosservanze, ma ha evitato le polemiche
o le colpe visto che, a questo punto, c'è ben poco da fare, ma solo, e
tanto, da sperare. La sua scaletta con gli appuntamenti imminenti per
completare l'opera di iscrizione alla Lega Pro, è roba da mettersi le
mani nei capelli. Non ha fatto certo difetto, al dirigente, rossonero,
l'onestà intellettuale di ammettere che la situazione è difficile e che
solo la realizzazione della trattativa con la cordata di imprenditori
lucchesi può portare alla conclusione positiva della vicenda.
Altrimenti, e a meno che Fouzi Hadj non riceva i soldi dalla Svizzera,
sarebbe la fine.
"Sono qui - ha esordito - per chiedere scusa alla città, ai tifosi e
agli organi di informazione. Ciò che sto facendo andava fatto molto
tempo prima, ma tant'è. Indietro non si torna e quello che conta è il
bene e il futuro della Lucchese. Noi abbiamo sbagliato perché non
abbiamo avuto il rispetto necessario per questa città che ci ha
ospitato e accolto. Venendo da fuori, avremmo dovuto impiegare più
attenzione. Purtroppo in questo ultimo anno abbiamo assistitito a una
corsa, per certi versi folle, verso l'obiettivo della serie B senza che
nessuno si sia fermato un momento a vedere se, per caso, c'erano morti
e feriti lungo il percorso. Ecco spiegato l'errore degli F24 e i due
punti di penalizzazione. Ora, però, dobbiamo capire che è necessario
pensare alla Lucchese. Fouzi Hadj ha accettato di vendere ed è entrato
nell'ottica di procedere all'incontro con la cordata lucchese".
"Domani - ha continuato Kutufà - questi imprenditori dei quali non
conosco e non voglio sapere il nome, si vedranno con il sindaco Favilla
dopodiché io sono pronto a scortarli fino a Genova o dove vorranno per
vedersi con il presidente. E' indispensabile che si trovino le due
parti intorno a un tavolo per parlare, senza avvocati né commercialisti
e, mi perdonerà Favilla, senza nemmeno il sindaco. Le parti, da sole e
se io sarò presente non gliele manderò a dire a nessuno dei due: quello
che conta, ora, è salvare la società rossonera".
Gazzetta Lucchese