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Fanciullacci: "Le probabilitā che la Lucchese si salvi non superiori al 25%. Manca il tempo". E forse anche la volontā
01/07/2008 16:43
La cordata si sgancia o quasi. E' questa la sensazione che
si avverte piuttosto chiaramente parlando con Bruno Fanciullacci. Per
domani mattina è previsto l'incontro tra il sindaco e i tre
imprenditori "superstiti" della cordata, dopo che il capocordata si è
ritirato. Un capocordata che si chiama Cesare Butelli e che per la
seconda volta in pochi anni si vede costretto ad uscire di scena. Tra i
tre rimasti, le perplessità sull'operazione non mancano e ci vorrà un
miracolo perché si arrivi alla cessione della Lucchese, come spiega
Fanciullacci.
"I tempo sono stretti, troppo stretti. Contavo di fare una
trattativa già ieri e invece sino a domani non ci sarà nulla di sicuro.
E' davvero una situazione complicata. Vediamo domani dall'incontro con
il sindaco cosa uscirà. Certo che l'attuale proprietà aveva garantito l'iscrizione e invece siamo a questo punto".
In sole ventiquattro ore ci pare decisamente più pessimista.
"Sì, per me non ci sono più del 25% di possibilità di salvare la
Lucchese. Ieri erano al 50%. Ma tra la uscita di scena di Butelli, la
vendita di Renzetti, le perplessità degli imprenditori rimasti, le
incertezze dell'attuale proprietario che si è deciso solo ora ad aprire
una trattativa , il tempo che è stretto e le oggettive difficoltà che
riguardano la società c'è davvero poco da stare allegri".
Tutte cose però già note da ieri, no?
"Vero, ma nel frattempo è passata un'altra giornata e noi non
abbiamo ancora visto il bilancio al 30 giugno 2008. Anche quello
porterà via tempo, un tempo che però sta mancando. Se solo il
presidente si fosse dichiarato disponibile ad intavolare una trattativa
quindici giorni fa quando abbiamo fatto l'offerta..".
Scusi Fanciullacci, non più tardi di qualche ora fa Massimo
Kutufà ha dichiarato che l'offerta ufficiale è stata fatta il 23
giugno, non quindici giorni fa.
"No, l'offerta, e lo scriva pure, è stata fatta lunedì 16 giugno a
Kutufà. Da allora siamo andati avanti senza alcune certezza, al punto
che Cesare Butelli, reale capofila della cordata, si è deciso a mollare
tutto e ad acquistare la Spal".
Capitolo offerta: perché avete indicato quella cifra visto che
ora siete a chiedere i bilanci e quindi necessitate di tutti gli
approfondimenti del caso?Non è stato un passo avventato?
"Era l'unico modo per provare a verificare la reale disponibilità
del presidente, per "stanarlo". Da parte sua ha rilanciato con una
cifra che era nell'ordine del doppio. Come avevamo individuato quella
offerta? Valutando le cifre a disposizione e ipotizzando un patrimonio
calciatori del valore di due milioni di euro. Ora quel patrimonio si è
anche ridotto con la cessione di Renzetti e con il fatto che gli altri
giocatori stanno subendo delle contrazioni nelle loro valutazioni".
Renzetti non è andato certo perso, tutt'altro. Il corrispettivo della sua cessione è denaro depositato presso la Lega.
"Questo è vero, ma avremmo potuto cederlo a cifre anche maggiori.
Per noi è in parte una piccola perdita. In ogni caso, tornando al
bilancio va da sé che il presidente uscente dovrebbe accollarsi i
debiti ulteriori rispetto alla cifra di vendita. E non solo quelli,
visto che ci sono delle inchieste che potrebbero tradursi in sanzioni
pecuniarie".
L'ipotesi di garanzie per la parte di debito eccedente la vostra
valutazione da parte dell'attuale proprietà non la scartate, quindi. E
una presenza come socio di minoranza di Fouzi Hadj?
"Sono tutte ipotesi possibili, in linea di principio niente in
contrario a patto che la maggioranza sia saldamente in mano ai nuovi
gruppi. Resterebbe semmai da vedere se Fouzi Hadj si esporrebbe di
persona o attraverso la società (la Brisk business ndr) che detiene ora il pacchetto di maggioranza della Lucchese".
Ultima domanda: ma questi imprenditori la serie D interessa o no?
"Non ne abbiamo mai parlato concretamente con loro. Ma se ci fossero dei problemi insormontabili è da valutare".
Fabrizio Vincenti