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Silvio Giusti: "Mai creduto in questa cordata. Il loro vero obiettivo č allestire una squadra nei dilettanti"
02/07/2008 19:53
Silvio Giusti lo dice senza mezzi termini: lui, a questa
cordata di imprenditori lucchesi, non ha mai creduto. E nelle parole
del direttore sportivo c'è tutta l'amarezza di chi sente intorno solo
la voglia di speculare sulla drammatica situazione rossonera.
"Non ci ho mai creduto perché non esiste che si faccia un'offerta di
3 milioni e passa in quel modo, come non esiste che si tenga un certo
atteggiamento in una trattativa del genere. Si fanno meno chiacchiere
quando si hanno intenzioni concrete. E credoche la gente se ne sia accorta.
Mi spiace solo che, in questo tentativo, sia in qualche modo stato
coinvolto una brava persona come il sindaco Favilla".
Sul piatto delle attenuanti per la mancata conclusione della
trattativa, il loro rappresentante Bruno Fanciullacci cita il tempo
insufficiente e il ritiro di Cesare Butelli, di fatto capocordata.
"Quando Fanciullacci è venuto a fare l'offerta, ed era il 23 giugno,
Butelli aveva già di fatto acquisito la Spal, che peraltro trattava da
circa un mese. Mi chiedo persino se Butelli almeno all'inizio ci sia stato nel gruppo di imprenditori o se
nemmeno allora fosse della partita. In ogni caso, al momento dell'offerta era ormai
con la Spal: perché solo ora si dice che la trattativa è naufragata per il
suo ritiro se non c'era già più al momento dell'offerta?".
Sempre Fanciullacci sostiene che si sia depauperato il patrimonio giocatori della società con la vendita di Renzetti.
"Mi lascia davvero senza parole che si sia permesso di dire qualcosa
sul nostro mercato così, dall'esterno. Con la cessione di Renzetti abbiano effettuato una
trattativa che nemmeno nei nostri momenti migliori siamo riusciti a fare. E
questo grazie anche alla disponibilità del Genoa, inutile nasconderlo,
che in qualche modo ha voluto dare una mano per la valorizzazione di
Renzetti. Lui avrebbe fatto di meglio? Mah".
Ma se non c'era la volontà di arrivare ad una seria trattativa, che cosa avrebbe animato questo tentativo?
"Forse il vero obiettivo era, ed è, quello di garantirsi una
posizione di privilegio nel caso in cui la Lucchese dovesse scomparire,
costituendo una società nei dilettanti. Del resto, Fanciullacci è un
conoscitore del calcio dilettantistico dove ha potuto dimostrare tutto il suo
valore. Questi signori hanno scoperto da soli le loro reali intenzioni.
Ma proprio per questo, fossi il sindaco e dovesse succedere questa
disgrazia della scomparsa della Lucchese, li escluderei a priori dal
lotto dei pretendenti".
Fabrizio Vincenti